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Per aiutare i giovani a uscire dalla trappola del precariato abbiamo introdotto forme di stabilizzazione dell’occupazione, sia nel settore privato – ad esempio l’importante accordo per i 22 mila lavoratori dei call center -sia nel settore pubblico. Il ricorso alle collaborazioni a progetto è stato disincentivato attraverso l’innalzamento dei contributi previdenziali, prima dal 18% al 23% e adesso dal 23% al 26%; inoltre è stata estesa la tutela della maternità e della salute anche ai lavoratori atipici. Sono stati eliminati rapporti di lavoro particolarmente precarizzanti come il job on call e lo staff leasing. Abbiamo fissato un tetto al rinnovo dei contratti a tempo determinato per evib tStato sociale per i prossimi dieci anni, con l’obiettivo primario di rendere più trasparente e inclusivo il mercato del lavoro.





