Le riforme del ministro Fornero sulle pensioni e sul mercato del lavoro vanno profondamente corrette. Per quanto riguarda quest’ultima, non concordo assolutamente con Renato Brunetta quando dice di volerla cancellare per tornare alla legge Biagi: come dire dalla padella nella brace. Le proposte di Biagi, che avevano l’obiettivo di aumentare l’occupazione giovanile, si sono trasformate, per colpa della distorta traduzione legislativa fatta dal centro destra, in un aumento esagerato della precarietà e in un abbassamento della qualità del lavoro. Ormai anche l’Europa critica l’Italia per questo eccesso e non è spiegabile come nella nostra legislazione si sia arrivati ad una sorta di supermercato del lavoro, con una quantità indescrivibile di forme d’occupazione a termine che non servono alle imprese e penalizzano i lavoratori. Se vogliamo la buona flessibilità occorre selezionare le forme d’ingresso nel mercato del lavoro e soprattutto fare in modo che l’apprendistato diventi la modalità prevalente. Da questa buona flessibilità si deve passare alla stabilizzazione dopo un congruo periodo di prova attraverso incentivi mirati all’impresa come il credito d’imposta o la diminuzione strutturale del costo del lavoro. L’idea, già praticata al tempo del governo Prodi, del lavoro a tempo indeterminato che deve costare meno del lavoro flessibile, è più che mai attuale.
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Precari a casa. Con la finanziaria del governo

Le scelte politiche non sono neutrali, hanno le loro concrete e drammatiche conseguenze. Lo sa il ministro Brunetta che a Roma l’eventuale approvazione della prossima Legge Finanziaria, segnatamente l’Art. 37-bis, avrebbe degli effetti immediati e drammatici su 450 lavoratrici e lavoratori, che dopo anni di lavoro precario per l’amministrazione capitolina vedrebbero svanire la possibilita’ di essere stabilizzati? Queste lavoratrici e lavoratori da anni garantiscono l’erogazione di servizi essenziali alla cittadinanza, come ad esempio l’assistenza sociale alle fasce piu’ deboli della popolazione.
E’ doveroso per noi, e dovrebbe esserlo per gli amministratori locali che hanno la responsabilita’ della qualita’ e del funzionamento dei servizi del Comune di Roma, sostenere la battaglia per la stabilizzazione di questo personale. Cosa ne pensa il sindaco Alemanno? L’esempio di Roma puo’ essere moltiplicato per gli 8.000 comuni d’Italia. In un momento di crisi grave come l’attuale le scelte del governo aggiungono nuova disoccupazione, mentre, a livello globale la politica si interroga sul modo migliore di fermare la recessione e tutelare l’occupazione.
LAVORO: IL GOVERNO METTE A RISCHIO IL FUTURO DI 60MILA LAVORATORI PRECARI
La manifestazione dei lavoratori dell’Isfol e dell’Istituto Superiore di Sanita’ e’ la testimonianza del disagio di questi lavoratori, in molti casi di alta qualificazione di fronte alle scelte del Governo di cancellazione delle norme di stabilizzazione volute dal governo Prodi. Il Pd si sta battendo in commissione lavoro, e lo fara’ la prossima settimana in aula, per impedire che passi questa norma, che potrebbe portare inizialmente a 60mila licenziamenti nella P.A.. La nostra opposizione ha portato alcuni risultati ma ancora insufficienti a garantire a questi lavoratori la necessaria stabilizzazione, continueremo quindi ad impegnarci per sanare l’ingiustizia che sta perpetrando questo Governo.
P.A: E’ GRAVE LA MANCATA STABILIZZAZIONE DEI PRECARI
L’emendamento presentato dal governo che abolisce le norme sulla stabilizzazione dei lavoratori precari della pubblica amministrazione volute dal governo Prodi, che coinvolgera’ inizialmente almeno 60 mila persone che non verranno confermate al lavoro ”si completa l’attacco portato al lavoro pubblico: e’ un fatto gravissimo che colpisce soprattutto i giovani lavoratori e contro il quale ci batteremo. Dietro i giusti obiettivi di crescita della competitivita’ e di lotta ai cosiddetti ‘fannulloni’, che tutti condividiamo, si nasconde in realta’ una manovra che tende a depotenziare il ruolo del sindacato e a diminuire le tutele e la stabilita’ occupazionale. Continua a leggere
Aiutare i giovani ad entrare stabilmente nel mondo del lavoro
Per aiutare i giovani a uscire dalla trappola del precariato abbiamo introdotto forme di stabilizzazione dell’occupazione, sia nel settore privato – ad esempio l’importante accordo per i 22 mila lavoratori dei call center -sia nel settore pubblico. Il ricorso alle collaborazioni a progetto è stato disincentivato attraverso l’innalzamento dei contributi previdenziali, prima dal 18% al 23% e adesso dal 23% al 26%; inoltre è stata estesa la tutela della maternità e della salute anche ai lavoratori atipici. Sono stati eliminati rapporti di lavoro particolarmente precarizzanti come il job on call e lo staff leasing. Abbiamo fissato un tetto al rinnovo dei contratti a tempo determinato per evitarne l’abuso. Con il protocollo sul welfare sono stati stanziati 40 miliardi di euro per lo Stato sociale per i prossimi dieci anni, con l’obiettivo primario di rendere più trasparente e inclusivo il mercato del lavoro.
Giovani e precari
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Per aiutare i giovani a uscire dalla trappola del precariato abbiamo introdotto forme di stabilizzazione dell’occupazione, sia nel settore privato – ad esempio l’importante accordo per i 22 mila lavoratori dei call center -sia nel settore pubblico. Il ricorso alle collaborazioni a progetto è stato disincentivato attraverso l’innalzamento dei contributi previdenziali, prima dal 18% al 23% e adesso dal 23% al 26%; inoltre è stata estesa la tutela della maternità e della salute anche ai lavoratori atipici. Sono stati eliminati rapporti di lavoro particolarmente precarizzanti come il job on call e lo staff leasing. Abbiamo fissato un tetto al rinnovo dei contratti a tempo determinato per evib tStato sociale per i prossimi dieci anni, con l’obiettivo primario di rendere più trasparente e inclusivo il mercato del lavoro.





