L’intesa di Cgil, Cisl e Uil sulla riforma dei contratti e’ un passo importatissimo. Del resto, nella loro autonomia, le parti sociali, sindacato e imprese, hanno il compito primario di definire il modello contrattuale e le forme di rappresentativita’ e democrazia sindacale. I governi, attraverso la concertazione, possono elabolare legislazioni di sostegno che sono piu’ facili quando esiste gia’ un accordo tra le parti che guardi gli interessi del paese. Era cio’ che ci saremmo apprestati a fare se il governo Prodi non fosse caduto. Era prevista l’apertura di un tavolo che, oltre ad affrontare il tema della diminuzione della pressione fiscale sulle retribuzioni e sulle pensioni, avrebbe affrontato anche il tema del modello contrattuale. Adesso la soluzione e’ a portata di mano.Ora attendo il nuovo governo alla prova dei fatti” sugli incentivi fiscali che devono acompagnare il salario di produttivita’. Maurizio Sacconi (Pdl), parla impropriamente di microinterventi. In ogni caso io sono tra quelli che seguono l’antico proverbio: ‘Piuttosto che niente, meglio piuttosto’. Il precedente governo Berlusconi, che e’ durato in carica per ben cinque anni di questi argomenti, compreso quello della detassazione degli straordinari, non se ne e’ mai occupato. Io avro’ fatto poco, ma ho fatto. E secondo me non e’ poco prevedere, per il 2008, 150 milioni di euro per la detassazione del salario di produttivita’. E non e’ neanche poco aver previsto per il triennio 2008-2010 ulteriori 150 milioni l’anno per la decontribuzione. Misura quest’ultima che va a vantaggio delle Imprese, ma anche dei lavoratori perche’ quella parte della retribuzione diventa integralmente pensionabile. Mi auguro che il prossimo governo faccia di piu’ e di meglio”.Quando arrivera’ il momento di discutere dei nuovi provvedimenti del governo Berlusconi saro’ il primo a sostenere l’esigenza di continuare sulla strada degli sgravi. Anzi, vedrei di buon occhio,anziche’ impegnare risorse per la decontribuzione sullo straordinario, procedere a ridurre le tasse su salario, pensioni e produttivita’. Aspetto il nuovo governo alla prova dei fatti. Interventi di questo tipo si muoverebbero in una logica di continuita’ con il governo Prodi”.





