L’accordo dei metalmeccanici del gennaio 2008 si concluse in modo unitario. La mediazione ricercata con le parti sociali quando ero ministro del lavoro ebbe successo. Una trattativa in stallo da sei mesi si sblocco’, all’ora, in tre giorni al ministro del Lavoro. La stessa conclusione unitaria ci fu sul protocollo del Welfare del 2007 voluto da governo Prodi. Un altro esempio recente e’ l’accordo unitario dei lavoratori del settore agro industriale. Questi esempi dimostrano che la via unitaria si puo’ perseguire anche se lunga, difficile e tortuosa.
Purtroppo, il nuovo contratto dei metalmeccanici si e’ concluso con firme separate e apre un problema di democrazia dei lavoratori. Sarebbe necessario che, di fronte a queste situazioni, si riprendesse il cammino dell’accordo di Cgil Cisl e Uil del luglio 2008 che ha disciplinato i temi della rappresentativita’ e della democrazia sindacale.Un compromesso condiviso, aggiunge l’esponente del Pd, ‘puo’ rappresentare il punto di riferimento per una legislazione di sostegno su questi temi. La legge gia’ vigente nel pubblico impiego ha dato, negli anni, ottimi risultati e quei criteri possono essere utilizzati anche per il settore del lavoro dipendente privato.
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Lavoro: dal governo ennesima proroga sulla sicurezza
Il governo si appresta a varare, secondo quanto si apprende oggi da alcuni autorevoli quotidiani, l’ennesima proroga di alcuni importanti adempimenti della legge 81 sulla salute e sicurezza nei luoghi di lavoro. Va segnalato lo slittamento al giugno del 2009, per la seconda volta, dell’applicazione delle norme sulla valutazione dei rischi aziendali e delle relative sanzioni, nonche’ del termine per l’applicazione della norma che impone la comunicazione degli infortuni di durata superiore ad un giorno.
Un nuovo colpo di mano che chiarisce, al di la’ delle parole rassicuranti del ministro Sacconi, la scelta di manomettere l’impianto della legge.
Non si tratta piu’ di piccoli ritocchi formali, ma di veri interventi in profondita’, accompagnati dalla scelta di agire in modo unilaterale. Non e’ casuale la forte protesta unitaria, di merito e di metodo, di Cgil, Cisl, Uil e Ugl, che condividiamo. Sono in pericolo le norme che tutelano la salute e sicurezza sui luoghi di lavoro, mentre si prende tempo per varare il decreto sui lavori usuranti.
Le belle parole e le lacrime di coccodrillo dopo gli infortuni non servono, se alle parole non seguono i fatti. Le buone leggi vanno applicate e non cancellate.
Sul sociale, io ci sono
Quando si tratta di difendere contenuti sociali io ci sono sempre.Siamo un partito e i partiti non aderiscono mai a uno sciopero, possono però condividerne gli obiettivi, quello della Cgil è fondato su alcune richieste al governo, noi abbiamo la nostra piattaforma e sosteniamo che il governo stia barattando misure ordinarie con misure che devono essere straordinarie” per fronteggiare la crisi economica.
Quando si tratta di contenuti sociali e di iniziative popolari io ci sono sempre, sia che vengano avanzate dalla Cgil, che dalla Cisl o dalla Uil, io mi baso sui contenuti. Ho sempre lavorato per l’unità del sindacato e continuerò a farlo.
Adesioni “Una carovana per il lavoro sicuro”
Molte le adesioni all’iniziativa promossa da Articolo 21 (www.articolo21.info), “Una carovana per il lavoro sicuro” che coordino e che ha come obiettivo la sensibilizzazione dell’opinione pubblica sul tema della sicurezza del lavoro. Un viaggio che connette simbolicamente i luoghi delle stragi ed è un modo per non abbassare la guardia, in un momento in cui il governo tende a deregolare il lavoro.
Sono diverse le associazioni che aderiscono al ‘viaggio’: Acli, Arci, Libera, Tavolo della Pace e anche Fnsi, Anac, il Comitato nazionale per la liberta d’informazione, Cgil, Cisl e Uil, molti i parlamentari e gli esponenti del mondo dello spettacolo e della cultura.
CGIL CISL e UIL sulla riforma dei contratti
L’intesa di Cgil, Cisl e Uil sulla riforma dei contratti e’ un passo importatissimo. Del resto, nella loro autonomia, le parti sociali, sindacato e imprese, hanno il compito primario di definire il modello contrattuale e le forme di rappresentativita’ e democrazia sindacale. I governi, attraverso la concertazione, possono elabolare legislazioni di sostegno che sono piu’ facili quando esiste gia’ un accordo tra le parti che guardi gli interessi del paese. Era cio’ che ci saremmo apprestati a fare se il governo Prodi non fosse caduto. Era prevista l’apertura di un tavolo che, oltre ad affrontare il tema della diminuzione della pressione fiscale sulle retribuzioni e sulle pensioni, avrebbe affrontato anche il tema del modello contrattuale. Adesso la soluzione e’ a portata di mano. Continua a leggere





