Ormai è chiaro a tutti l’errore commesso da Monti con l’ultima riforma delle pensioni: aver cancellato di botto le quote di anzianità e, di conseguenza, non aver previsto alcuna gradualità nel passaggio dalle vecchie alle nuove regole, ha creato il problema dei cosiddetti esodati. A quell’errore abbiamo posto parziale rimedio, grazie ad una forte battaglia parlamentare del Pd, salvaguardando 130 mila lavoratori con una spesa di quasi 10 miliardi di euro. Il nuovo governo dovrà completare l’opera di tutela consentendo a chi è rimasto senza reddito di poter andare in pensione con le vecchie regole, se si è licenziato o è stato licenziato entro il 2011. Inoltre il sistema dovrà recuperare per tutti un principio di flessibilità e di gradualità nell’uscita verso la pensione. Come annunciato dall’Inps, in questi giorni stanno arrivando le prime 25 mila lettere del contingente dei 65 mila salvaguardati. Quello che vogliamo chiedere all’istituto di previdenza è di confermare, in modo formale, che tutti coloro che hanno ricevuto la lettera siano già da considerare fra i lavoratori salvaguardati. Questa nostra interpretazione è sicuramente quella giusta ma vorremmo avere una conferma dall’Inps al fine di fugare ogni dubbio perché non è possibile sottoporre le persone a continue prove di appello dando l’impressione di stare dentro ad una lotteria.





