Pensioni: Monti non vuole vedere errore Riforma

Mario Monti accusa PD e PdL di voler smontare la riforma delle pensioni targata Fornero ed afferma che si tratterebbe di una scelta conservatrice. In realta’ le proposte di legge che sono in discussione alla commissione Lavoro della Camera si propongono di correggere gli errori di una riforma che ha portato in un vicolo cieco ed alla disperazione centinaia di migliaia di lavoratori con un errore riconosciuto dalla stessa ministra Fornero”. Lo afferma Cesare Damiano, presidente della commissione Lavoro della Camera. ”Il Premier Letta, nel discorso di insediamento al Parlamento – ricorda Damiano – ha ribadito che il suo programma di governo si proponeva di affrontare il tema dei cosiddetti esodati e dell’introduzione di un criterio di flessibilita’ nel sistema pensionistico. E’ quello che noi vorremmo realizzare con le nostre proposte. Non a caso stiamo sollecitando il governo ad accelerare la discussione: la politica dei due tempi non ci e’ mai piaciuta. Sarebbe grave se tutta l’attenzione che si sta dedicando a IVA e IMU non fosse anche dedicata alla correzione del sistema previdenziale. Risorse comprese”. ”Conservatore e’ chi, come Monti – aggiunge l’esponente del Pd – si ostina a considerare utile continuare una politica di puro rigore che ci ha portato nell’attuale situazione. Son capaci tutti a far pagare la crisi ai ceti piu’ deboli, lavoratori, pensionati e disoccupati. La riforma delle pensioni di Monti piace sicuramente all’Europa della finanza: tra il 2020 ed il 2060 dal sistema previdenziale si risparmieranno oltre 300 miliardi di euro. Un bel salasso a senso unico. Siamo noi i conservatori?


Esodati: oggi passo avanti ma resta grave situazione per chi ancora non è salvaguardato

Il parere votato all’unanimità dalla Commissione speciale a proposito dei lavoratori cosiddetti esodati chiede al governo di correggere il decreto che attua la salvaguardia dei diecimila lavoratori rimasti senza reddito individuati nella Legge di Stabilità. Infatti, il decreto non corrisponde al testo della Legge e peggiora la condizione di chi ha scelto di proseguire volontariamente il versamento dei propri contributi. Una condizione inaccettabile che il governo deve dunque correggere, rispettando in questo modo i contenuti della Legge approvata. Questo pronunciamento è sicuramente un passo avanti che non ci deve far dimenticare però la grave situazione ancora esistente per quanto riguarda le centinaia di migliaia di persone rimaste senza reddito a causa della riforma delle pensioni Monti-Fornero che non ha previsto alcuna gradualità. Farsi carico di questo problema vuol dire non soltanto evocarlo ma indicare e trovare le coperture finanziarie che si rendono necessarie per una sua pur graduale soluzione. Viste le bocciature del passato sull’inasprimento della tassazione dei giochi on-line e del contributo di solidarietà per i redditi superiori ai 150 mila euro, si tratta di individuare nelle nuove manovre di bilancio risorse (secondo la Ragioneria dello Stato di alcuni miliardi di euro) che possano alimentare il Fondo appositamente costituito per l’ulteriore salvaguardia dei lavoratori oltre i 130 mila già previsti.


Esodati: importante che il tema sia nell’agenda dei saggi

E’ molto importante che il senatore Bubbico abbia voluto ricordare che il tema dei cosiddetti esodati, insieme a quello gli ammortizzatori sociali, farà parte nell’incontro di domani al Quirinale della ricognizione del gruppo dei saggi incaricati di indicare un’agenda di provvedimenti di carattere economico. La questione dei lavoratori salvaguardati, con particolare riguarda all’ultima tranche delle 10 mila persone oggetto dell’ultimo decreto del governo, verrà affrontata anche dalla Commissione Speciale di Camera e Senato per evitare una penalizzazione a carico dei prosecutori volontari. Infatti, il decreto attuativo della Legge di Stabilità non rispecchia il testo della legge medesima. Questa situazione va risolta perché è inaccettabile. Come Partito democratico ribadiamo che l’errore della riforma Monti-Fornero è stata la totale mancanza di gradualità che ha lasciato senza reddito centinaia di migliaia di persone che si vanno ad aggiungere al numero purtroppo crescente dei disoccupati. A questa emergenza sociale si deve trovare una risposta.


Governo: no polemiche, da saggi risposte a paese

Anziché fare inutili polemiche, facciamo lavorare speditamente le commissioni dei saggi per trovare le risposte condivise che il paese richiede. Tra le priorità la questione sociale è decisiva: occorre tener conto che ai milioni di disoccupati si aggiungono alcune centinaia di migliaia di persone rimaste senza reddito a seguito degli errori della riforma delle pensioni Monti-Fornero. A questi lavoratori va data una risposta immediata: la commissione dei saggi che si occupa dei temi economico-sociali deve tenerlo ben presente.


Lavoro: serve stabilità per emergenza sociale

Occorre ascoltare l’appello dell’Arcivescovo di Torino Cesare Nosiglia sui temi dell’emergenza sociale che pone una questione drammatica e di carattere nazionale. La priorità deve essere oggi quella di assicurare al Paese una stabilità politica capace di fornire risposte sulle questioni economiche e sociali.
Il Partito Democratico con Bersani ha avanzato le sue proposte all’Italia e al Parlamento: diminuire il costo del lavoro alle imprese in caso di assunzione a tempo indeterminato di giovani, di over 45 e di lavoratori in mobilità; attraverso questa strada definire un piano straordinario per l’occupazione giovanile; finanziare la cassa integrazione in deroga che manca di risorse anche per coprire il 2012; infine, garantire le persone rimaste senza reddito. Tra questi i lavoratori colpiti dalla riforma delle pensioni del governo Monti, le cooperative, i commercianti, gli artigiani, i piccoli imprenditori e i giovani professionisti senza tutele, costretti a chiudere le attività per mancanza di liquidità. E va spezzato un circuito perverso che vede le banche non concedere crediti, lo Stato non pagare i propri debiti. A sostegno di tutte queste persone è giusto prevedere ammortizzatori sociali che siano universali e studiati su misura per l’attuale e prolungato periodo di crisi


Crisi, Pil a -1,8%?: Fitch scopre acqua calda ma subito ammortizzatori sociali universali

Il terzo decreto relativo agli ultimi 10 mila salvaguardati completa il risultato di correzione della riforma delle pensioni di Monti e Fornero. E’ stata una lunga battaglia, durata per più di un anno, condotta strenuamente dal Pd che ha portato ad oltre 130 mila il numero complessivo di coloro che potranno accedere alla pensione con le vecchie regole.. Si tratta dunque di una buona notizia che abbiamo sollecitato, ma il problema non è risolto. Per questo tra gli otto punti indicati da Bersani c’è anche quello di una soluzione definitiva del problema di chi è rimasto senza reddito a causa di una cattiva riforma previdenziale. La battaglia va ora continuata ed è urgente perché si inserisce in una situazione di recessione dell’economia e di aumento della disoccupazione. Le previsioni dell’agenzia Fitch per il 2013, che indicano un calo del Pil italiano dell’1,8%, sono la scoperta dell’acqua calda: si tratta di dati risaputi che richiedono un impegno straordinario sul terreno degli ammortizzatori sociali, che debbono essere universali, e su quello degli incentivi allo sviluppo dell’impresa e dell’occupazione. Chi ha a cuore il destino del paese deve assumersi la responsabilità, come ha fatto il Pd, di avanzare le sue proposte e di trovare le giuste soluzioni.


Governo: sfidiamo Grillo a confronto su economia reale

E’positivo che i primi due punti dell’agenda Bersani riguardino il superamento dell’austerita’ ed il sostegno all’impresa e all’occupazione. E’ l’unica strada possibile per uscire dalla recessione e dalla crescita, ormai fuori controllo, della disoccupazione.
La riduzione del cuneo fiscale a carico del lavoro a tempo indeterminato puo’ aiutare le imprese e favorire l’occupazione una scelta che puo’ favorire un piano straordinario di assunzioni dei giovani, degli over 45 e per il reimpiego agevolato dei lavoratori posti in mobilita’. Un altro punto dirimente e’ il sostegno alle persone rimaste senza reddito. Si tratta dei lavoratori ingiustamente e pesantemente colpiti dalla riforma delle pensioni di Monti-Fornero, dei lavoratori che hanno esaurito o esauriranno nei prossimi mesi le tutele sociali (entro l’estate saranno migliaia le imprese che non disporranno piu’ di cassa integrazione ordinaria, straordinaria, in deroga e di mobilita’), delle cooperative, dei commercianti, degli artigiani, dei piccoli imprenditori, dei giovani professionisti senza tutele costretti a chiudere le attivita’ per mancanza di liquidita’: le banche non concedono crediti, lo stato non paga, e i fornitori battono cassa. In molti casi si tratta di imprese che hanno portafogli d’ordini. Un circuito perverso che va spezzato.
A sostegno di queste persone e’ giusto prevedere ammortizzatori sociali di carattere universale definiti su misura per l’attuale periodo di crisi prolungata. Sui temi dell’economia reale sfidiamo tutti, a partire dal Movimento 5 stelle, a confrontarsi nel paese e in parlamento.