Il ministro Sacconi attacca Bankitalia perché periodicamente ci illustra la situazione reale dell’occupazione e perché tutto questo contrasta con la scelta del governo di indorare quotidianamente la pillola, per non far vedere la realtà. Se vogliamo leggere la situazione complessiva dell’occupazione non possiamo ignorare che il 2009 si chiude con quasi un miliardo di ore di cassa integrazione, 918 milioni per la precisione. Questa cifra corrisponde a quasi 450 mila lavoratori a tempo pieno per un anno, sottratti alla produzione. È evidente a tutti che coloro che sono coinvolti dalla cassa integrazione sono più del doppio di questa cifra e che per molti di essi la prospettiva del rientro al lavoro diventerà problematica: si pensi al caso dell’Alcoa. A queste persone vanno aggiunti coloro che non hanno tutele e che rinunciano a ricercare il nuovo lavoro. Non è una buona politica quella che non ha l’obiettivo di affrontare con decisione la nuova fase: se oltre alle tutele non si incentiva lo sviluppo inevitabilmente crescerà la disoccupazione. E il ministro Sacconi farebbe bene a ringraziare Bankitalia.
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Crisi, cosa aspetta il governo? Servono subito interventi straordinari
Che cosa sta ancora aspettando il governo perrendersi conto della gravità della crisi? Anche i dati odierni forniti dal CsC e le parole del governatore Draghi confermano, se ancora ve ne fosse bisogno, la gravità della crisi produttiva ed occupazionale che impone, come chiede ilPd, interventi straordinari. Un investimento di risorse aggiuntive pari almeno ad un punto di Pil, circa 15 mld di euro, per sostenere i redditi,ammortizzatori sociali universali e incentivi alle imprese per l’innovazione.Trincerarsi dietro il rispetto dei parametri di Maastricht è, nell’attualesituazione, un atteggiamento dogmatico al di fuori della realtà che rischia difar pagare al paese un costo ancora più alto.





