Pensioni:l’età aumenta già fino al 2013

pensionCondivido la proposta del governatore Draghi per quanto riguarda gli ammortizzatori sociali.C’e’ bisogno di una riforma che renda equo ed universale il sistema se si vuole fronteggiare la crisi in modo adeguato. Per quanto riguarda l’eta’ pensionabile aumentera’ fino al 2013, come previsto dalle riforme del governo Prodi concertate con le parti sociali. Non ritengo auspicabile un cambiamento della normativa che, in ogni caso, andrebbe concordata con tutti gli attori interessati.


I dati di Draghi non sono reali? Il Premier è un alieno

berlusconi009vu8Abbiamo un alieno fra di noi, il presidente del Consiglio. Vive in un mondo tutto suo e non sopporta chi osa raccontare la realtà della vita quotidiana, che gli è notoriamente sconosciuta. L`ultima vittima illustre è il governatore della Banca d`Italia, Mario Draghi, che ha avuto la spudoratezza di raccontare l`Italia vera e l`esistenza di una crisi economica grave e di fronte a noi.

Berlusconi  arriva persino a negare l`esistenza dei lavoratori precari e il fatto che, quando perdono il lavoro, non abbiano tutele adeguate. Cosa ne pensano gli oltre 300mila lavoratori a progetto e flessibili che hanno perso il lavoro già nel 2008, ai quali viene riconosciuto niente meno che il 20% della retribuzione come tutela sociale?

Si può vivere con un`indennità di disoccupazione che per questi lavorati significa mediamente 170 euro mensili? Purtroppo nel corso del 2009, come ha ricordato Mario Draghi, 1 milione e 600mila lavoratori precari potranno perdere il loro lavoro, cosa che accade quotidianamente e silenziosamente. Sarebbe il momento che il governo  al di là degli attacchi irresponsabili, provvedesse a investire risorse adeguate.


Da Draghi duro richiamo, ha smentito Berlusconi

Le parole di Draghi sono un duro richiamo alla realta’ che smentisce pienamente il rassicurante quanto illusorio quadretto dipinto da Berlusconi e Tremonti. L’allarme lanciato dal governatore dovrebbe indurre il governo e la istituzioni a prendere definitivamente atto della gravita’ della situazione. E’ chiaro che, nonostante le ripetute ed ossessive di ottimismo da parte del presidente del consiglio e di alcuni suoi ministri la situazione economica e sociale corre il rischio di essere fuori controllo, sotto il profilo del debito, della spesa, dell’occupazione e dei consumi. Le misure fin qui adottate dal nostro governo che, a differenza delle strategie adottate dagli altri paesi maggiormente industrializzati, fanno perno sulla salvaguardia dei saldi di bilancio, sono chiaramente insufficienti. Occorre un grande patto di concertazione, al quale fin qui si e’ sottratto il governo, che metta le basi per interventi straordinari di investimento a sostegno delle piccole e medie imprese, dei settori strategici, dell’occupazione e delle tutele sociali. Il Partito Democratico  ha avanzato a piu’ riprese le sue proposte ed e’ disponibile ad avviare un confronto che metta il paese in condizione di uscire piu’ forte e competitivo dalla crisi.


Draghi: è condivisibile l’allarme sull’occupazione

L’allarme lanciato da Mario Draghi e’ condivisibile perche’ mette in luce come la crisi economica tenda ad aggravarsi e a colpire i ceti piu’ deboli. Da questo punto di vista la preoccupazione del governatore di varare una riforma degli ammortizzatori sociali, che vada al di la’ di misure  contingenti, e’ la risposta giusta al problema delle tutele sociali di fronte al rischio disoccupazione il governo potrebbe attuare la delega che deriva dal protocollo del 23 luglio del 2007.

 


Crisi, cosa aspetta il governo? Servono subito interventi straordinari

 

banca-d-italiaChe cosa sta ancora aspettando il governo perrendersi conto della gravità della crisi? Anche i dati odierni forniti dal CsC e le parole del governatore Draghi confermano, se ancora ve ne fosse bisogno, la gravità della crisi produttiva ed occupazionale che impone, come chiede ilPd, interventi straordinari. Un investimento di risorse aggiuntive pari almeno ad un punto di Pil, circa 15 mld di euro, per sostenere i redditi,ammortizzatori sociali universali e incentivi alle imprese per l’innovazione.Trincerarsi dietro il rispetto dei parametri di Maastricht è, nell’attualesituazione, un atteggiamento dogmatico al di fuori della realtà che rischia difar pagare al paese un costo ancora più alto.