Pensioni:L’innalzamento dell’età pensionabile non si affronta con un emendamento

pensioni1Sull’innalzamento dell’eta’ pensionabile delle donne nel pubblico  impiego resto sempre piu’ convinto che sia sbagliato procedere, come sta facendo il Governo, con un emendamento.Non si affronta cosi’ una nuova riforma delicata come quella previdenziale. La nostra proposta e’ invece quella di concertare con le parti sociali e discutere in Parlamento un nuovo contratto sociale non solo per le dipendenti del settore pubblico ma per tutte le lavoratrici e i lavoratori. L’ipotesi e’ quella di definire l’eta’ pensionabile sulla base di un principio di flessibilita’, recuperando la legge Dini del ’95. Si puo’ proporre un’eta’ pensionabile compresa tra i 60 e i 70 anni e, all’interno di questa scala, consentire ai lavoratori di esercitare una scelta volontaria legata alla propria situazione individuale.


Pensioni: No all’aumento dell’età delle donne come merce di scambio

No all’innalzamento dell’età pensionabile delle donne come “merce di scambio” per reperire risorse che vadano agli ammortizzatori sociali. E soprattutto non prima che si realizzi un’effettiva parità retributiva e di carriera con gli uomini. Non si può affrontare  a margine di un  il tema dell’aumento dell’età pensionabile delle donne se prima non si affronta un altro tema: il riconoscimento ai fini pensionistici alle donne che hanno carriere discontinue del tempo dedicato alla cura e di una rete di servizi che consenta una parità retributiva e di carriera”.

Per l’ex ministro del Lavoro, “non è opportuno che l’innalzamento dell’età pensionabile sia usato come una sorta di merce di scambio per un riequilibrio del sistema o per aumentare le risorse degli ammortizzatori sociali.

Non sono pentito per il fatto che il Governo Prodi abbia elimintao lo scalone, assolutamente no. La nostra è una riforma dolce. Non ha solo lo scalone ma, ad esempio, la quattordicesima, l’innalzamento delle pensioni minime a 580 euro, il riscatto della laurea, che accanto agli scalini fa di questa riforma un importante contributo per l’equilibrio e per le giovani generazioni.