Lavoro: riforme Fornero vanno profondamente corrette

lavoroLe riforme del ministro Fornero sulle pensioni e sul mercato del lavoro vanno profondamente corrette. Per quanto riguarda quest’ultima, non concordo assolutamente con Renato Brunetta quando dice di volerla cancellare per tornare alla legge Biagi: come dire dalla padella nella brace. Le proposte di Biagi, che avevano l’obiettivo di aumentare l’occupazione giovanile, si sono trasformate, per colpa della distorta traduzione legislativa fatta dal centro destra, in un aumento esagerato della precarietà e in un abbassamento della qualità del lavoro. Ormai anche l’Europa critica l’Italia per questo eccesso e non è spiegabile come nella nostra legislazione si sia arrivati ad una sorta di supermercato del lavoro, con una quantità indescrivibile di forme d’occupazione a termine che non servono alle imprese e penalizzano i lavoratori. Se vogliamo la buona flessibilità occorre selezionare le forme d’ingresso nel mercato del lavoro e soprattutto fare in modo che l’apprendistato diventi la modalità prevalente. Da questa buona flessibilità si deve passare alla stabilizzazione dopo un congruo periodo di prova attraverso incentivi mirati all’impresa come il credito d’imposta o la diminuzione strutturale del costo del lavoro. L’idea, già praticata al tempo del governo Prodi, del lavoro a tempo indeterminato che deve costare meno del lavoro flessibile, è più che mai attuale.


Università: Brunetta trucca le carte sul precariato

brunettaIl monitoraggio sul lavoro precario nelle pubbliche amministrazioni promosso dal Ministro Brunetta ‘ha tanti difetti’ Lo affermano le deputate del Pd Manuela Ghizzoni e Marianna Madia. ‘Per quanto riguarda l’universita’, il ministro – spiegano – ha veramente truccato le carte.  Soltanto il 60% delle universita’ ha risposto al questionario.
Il fatto che manchi quasi la meta’ degli atenei italiani servirebbe a qualificarlo quanto meno come inattendibile. Inoltre, le universita’ hanno adottato criteri difformi per conteggiare il lavoro flessibile da esse impiegato. Molte non hanno incluso i titolari di assegni di ricerca. Mentre gli assegnisti sono veri e propri precari della ricerca, impegnati in una attivita’ professionale di produzione della ricerca e sono decine di migliaia. Nessuno chiede regolarizzazioni di massa, ma il Governo – proseguono le due parlamentari che su questo tema hanno presentato una risoluzione firmata anche da Cesare Damiano – deve approntare un piano per dare ai ricercatori piu’ giovani e motivati la possibilita’ di potersi confrontare ed essere selezionati. Il partito democratico chiede che il monitoraggio vada ripensato e il governo si muova per l’ampio problema del precariato nelle universita’ pubbliche.  Finora poco e’ stato fatto e il monitoraggio confonde le acque.


Brunetta la smetta con le polemiche

“Il ministro Brunetta dovrebbe smettere di fare polemiche pretestuose e dirci, invece, cosa intende fare per risolvere il problema dei precari della Pubblica amministrazione”. Lo dice Cesare Damiano, deputato e capogruppo del Pd in commissione lavoro alla Camera, in una nota congiunta con i deputati democratici Donella Mattesini e Ivano Miglioli.

Anche in base alla sua ‘finta indagine’- aggiunge- ci sono almeno 40 mila precari della Pubblica amministrazione (esclusi i 200 mila della scuola) che non potranno essere stabilizzati e dunque rischiano il licenziamento. Infatti, la norma voluta da Brunetta con il legge 133/2008 (D.L. 112/2008), prevede il turn-over solo nel limite del 10 per cento, cosa che impedisce alle Amministrazioni di procedere alla stabilizzazione e quindi di definire un assetto stabile dell’organizzazione dei propri uffici”.

Inoltre, aggiunge Damiano, “tenuto conto che la norma Brunetta che fissava al 30 giugno il termine per la stabilizzazione dei precari e’ ferma al Senato e, per fortuna, non entrera’ in vigore per quella data, si sta determinando un clima di incertezza che chiama il Ministro ad assumersi le sue responsabilita’, a chiarire la situazione e a rispondere alle proposte che abbiamo presentato come Pd: 1) moratoria, fino a tutto il 2010, per tutti i contratti in scadenza, per non aumentare il numero dei disoccupati e le difficolta’ della Pubblica amministrazione; 2) abolizione del vincolo del 10 per cento sul turn over e, di conseguenza, rapida indizione di nuovi concorsi per la stabilizzazione del personale, secondo i criteri previsti dal Governo Prodi”.


PA. Brunetta sbugiardato, non ha presentato i decreti

brunettaBrunetta sbugiardato non ha presentato i decreti. Dopo gli insulti ci aspettiamo le scuse. Dov’e’ il decreto legislativo sulla riforma della pubblica amministrazione annunciato per ieri da Brunetta? Per il momento dal ministro abbiamo ricevuto solo insulti e ascoltato solo annunci. Avevamo gia’ denunciato  che il ministro non avrebbe potuto presentare i decreti legislativi poiche’ mancava il parere della Conferenza unificata. La legge n. 15 del 2009 all’art. 2, comma 2 prevede che ‘I decreti legislativi sono adottati previo parere della Conferenza unificata’. Previo, come si puo’ leggere in ogni vocabolario di italiano, significa che il parere deve precedere la presentazione dei decreti. Da quel momento iniziano a decorre i 60 giorni che le Camere hanno per esprimere il loro parere. Ma Brunetta, che ha l’obbligo di attuare la delega ricevuta dal Parlamento, non lo sapeva? E poi, la presentazione dei decreti al Parlamento, che non e’ un ufficio dove si mettono timbri e si evadono pratiche, e’ un dovere che il ministro ha e non una concessione dovuta al suo buon cuore. Dunque adesso che il ministro non ha potuto mantenere la promessa di presentare i decreti lunedi’, oggi che e’ martedi’ provi a fare una buona cosa: si scusi e, se non conosce la legge, impari almeno le buone maniere. O forse ci dira’ che oggi e’ domenica?

 


P.A. Brunetta: la parola precario mi fa venire l’orticaria

brunettaRoma, 5 mag. (Adnkronos/Labitalia) – ”Li chiamerei lavoratori flessibili e non precari, perche’ la parola ‘precario’ mi fa venire l’orticaria”. Cosi’ il ministro della Pubblica Amministrazione e Innovazione, Renato Brunetta, a margine della presentazione al Cnel dei dati del monitoraggio sul lavoro flessibile nella P.a., ha criticato l’uso del termine ‘precario’. ”La mitizzazione del precario -ha ribadito Brunetta- non mi piace. Io stesso ho fatto il precario tanti anni all’universita’ e non amo certo questo periodo, ma fare delprecario una ‘classe’, come fa certa letteratura o certa filmografia, non e’ certo giusto”.

Anzi, per il ministro le distorsioni non finiscono qui. ”Non c’e’ -ha affermato Brunetta- un’intera generazione precaria, ma esistono solo alcune sacche di persistenza nel precariato e bene ha fatto Damiano a mettere il vincolo dei tre anni. Ma -ha concluso- nella P.a. non vorrei che col sistema delle proroghe si possa andare avanti a vita”. E tuttavia per il ministro e’ bene sapere che ”nel pubblico impiego non puo’ essere che o si entra a tempo indeterminato o non c’e’ spazio per il lavoro flessibile, perche’, invece, di quest’ultimo c’e’ bisogno”.

Rispondo al Ministro Brunetta sottolineando che il lavoro flessibile dovrebbe essere un ‘passaggio’ nel corso della vita lavorativa. Purtroppo, le politiche di questo governo tendono a trasformare una situazione di buona flessibilità a termine in una precarietà che occupa una parte considerevole nella vita dei lavoratori. Le politiche del governo Prodi  con gli incentivi alle imprese per la stabilizzazione e con la lotta al lavoro nero erano andate nella giusta direzione. La strada imboccata dal governo Berlusconi, invece, va in quella opposta. Ora, il ministro  Brunetta per essere coerente con le sue affermazioni farebbe bene a raccogliere la nostra proposta di sospensione dei licenziamenti dei precari della P.A.. Se sono pochi, come sostiene, allora sarà più facile raggiungere l’obiettivo. Altrimenti  saranno le solite parole al vento.


ISTAT: PD, le scelte del Ministro Brunetta sono del tutto incomprensibili

brunetta“L’Istat comunica che nel mese di febbraio, rispetto allo stesso periodo del 2008, l’occupazione ha un calo del 3,2%, su base tendenziale, al netto della cassa integrazione. Purtroppo, i dati della crisi non accennano ad un miglioramento. Per questo, è ancora più incomprensibile la scelta del ministro Brunetta di procedere, nei fatti, al licenziamento di decine di migliaia di lavoratori precari della Pubblica amministrazione. Il tentativo di attribuire il mancato rinnovo di questi contratti alle normative del governo Prodi è palesemente infondato. Tali normative, al contrario hanno permesso, anche attraverso accordi sindacali stipulati dalle Pubbliche amministrazioni, di stabilizzare migliaia di rapporti di lavoro. Sono, invece, le norme emanate dal governo che prevedono la limitazione delle assunzioni a tempo indeterminato fino ad un tetto massimo del 10% dei rapporti cessati l’anno precedente e l’impossibilità, dopo il 30 giugno 2009, di procedere alla stabilizzazione del personale che ne abbia diritto. Come Partito democratico noi chiediamo al ministro Brunetta di ritirare il disegno di legge 1167, al momento all’esame del Senato, e di non procedere fino a tutto il 2010 ad alcun licenziamento nella Pubblica amministrazione. Di sospendere la previsione dell’articolo 49 del D.L. 112/2008 che impedisce il rinnovo del contratto ai lavoratori precari che nell’ultimo quinquennio abbiano avuto già tre contratti con le amministrazioni dello Stato. Infine, chiediamo che si anticipi la pubblicazione del Conto annuale della ragioneria dello Stato per avere a disposizione dati realistici sui precari”. Lo affermano in una nota Cesare Damiano, responsabile Lavoro del Pd e i parlamentari Ivano Miglioli e Donella Mattesini. (red)