Crisi economica: ok alla piattaforma di Emma Marcegaglia

Sottoscrivo la piattaforma di Emma Marcegaglia nei confronti del governo: del resto le stesse richieste il Partito democratico le sta formulando dall’inizio della crisi.Occorre che il ministro Tremonti, che parla di ‘mirabolanti risorse a disposizione’ passi dalle parole ai fatti e le metta a disposizione. Il governo convochi un tavolo di concertazione con imprese e sindacati e affronti il tema della riforma degli ammortizzatori sociali e del sostegno al reddito e all’impresa.Il Pd collaborera’ a tutte quelle iniziative che portino verso questi risultati.Raddoppiare la durata della Cassa integrazione ordinaria realizzare un assegno di disoccupazione universale al 60% dell’ultima retribuzione e stabilizzare i lavoratori precari della P.A. e della scuola sono misure che possono rappresentare una risposta forte e immediata.Abbassare la pressione fiscale sulle retribuzioni fino a 30mila euro, estendere la quattordicesima ai pensionati con un reddito fino a 1.200 euro al mese, indicizzare tutte le pensioni al costo della vita, dare credito alle piccole imprese familiari e sostenere l’innovazione della media e grande impresa sono interventi che costituiscono una piattaforma economico-sociale per l’autunno che il governo dovrebbe varare tempestivamente, prima che la situazione diventi irrecuperabile.


Crisi: bene Emma Marcegaglia, servono azioni concrete

Condividiamo le affermazioni di Emma Marcegaglia circa l’esigenza di azioni concrete e significative per affrontare la crisi. Quello che stupisce e rammarica  e’ che queste richieste vengono avanzate oramai da mesi e da  piu’ parti senza che  il governo abbia fatto seguire alle promesse azioni concrete. Si veda il problema del credito alle piccole imprese, dei precari e della disoccupazione  crescente. Tutto questo accade mentre ogni giorno la crisi si fa piu’ acuta.


Emma Marcegaglia riporta il governo alla realtà

berlusconiA fronte dell’ottimismo di maniera del presidente del Consiglio, ossessivo e fuorviante, la presidente di Confindustria Emma Marcegaglia, ci riporta nella realta’ della situazione del Paese. Il governo, prima o poi, sara’ costretto ad adottare nuove misure straordinarie per fronteggiare l’emergenza della crisi e dell’occupazione. E’ bene che lo faccia prima dell’estate, a partire dal raddoppio della durata della cassa integrazione ordinaria, perche’ gli attuali 12 mesi si stanno esaurendo per molti settori produttivi. Inoltre quanto altro tempo occorre per rendersi conto che l’assegno di disoccupazione per i lavoratori a progetto, fermo al 20%, e’ una misura del tutto ridicola? E che, come ha dichiarato il governatore della Banca d’Italia, 1milione e 600mila lavoratori non dispongono di ammortizzatori sociali?


Crisi economica: la proposta di Emma Marcegaglia sul TFR lascia perplessi

marcegagliaLa proposta del presidente di Confindustria di finanziare il credito alle pmi e’ giusta, ma lo strumento che propone ci lascia alquanto perplessi. Come sempre la costituzione di un fondo implica anche la definizione di chi lo gestisce e con quale trasparenza, il che espone a rischio di creare strumenti di una qualche complessita’. In ogni caso quello che va ricordato e’ che l’attuale flusso del tfr al fondo di tesoreria, che riguarda le aziende al di sopra dei 50 dipendenti, e’ una misura varata dal governo Prodi che trovo’ forti resistenza da parte delle aziende.

Queste risorse servono per finanziare le infrastrutture. Va anche ricordato  che il memorandum del novembre 2006 che istitui’ questa misura, la previde per 2 anni. Essa e’ scaduta al 31 dicembre del 2008, e basterebbe che le parti sociali pretendessero dal governo di ripristinare la situazione precedente e far ritornare il tfr in azienda.

Infine va sempre ricordato che le risorse del tfr appartengono ai lavoratori, come sottolinearono i critici dell’epoca, e che il finanziamento del credito alle piccole aziende dovrebbe far parte di un pacchetto di interventi a sostegno delle imprese che il governo dovrebbe mettere a disposizione con risorse fresche e aggiuntive, al fine di contrastare gli effetti della crisi.

Purtroppo – conclude – siamo ancora in presenza di risorse insufficienti e di un cronico ritardo di intervento rispetto alla situazione reale.