Indispensabile investire le risorse per il rilancio del paese

soldi-250-2La proposta che ha avanzato Epifani di aprire un tavolo di concertazione tra governo e parti sociali per affrontare la crisi e’ assolutamente condivisibile. E’ necessario che anche il nostro Paese, soprattutto dopo il G20, decida di investire importanti risorse a sostegno dello sviluppo. 

Il Partito Democratico ha proposto una misura realistica pari all’1% del PIL: 15 miliardi di euro che possono essere distribuiti per il sostegno al reddito da lavoro e per le pensioni, per ammortizzatori sociali veramente universali e per la crescita della piccola impresa e dei settori strategici dell’economia.

Questi contenuti possono essere un terreno di ricomposizione unitaria non solo delle forze sindacali ma anche delle forze politiche, se si vuole davvero compiere uno sforzo per fare uscire il Paese da una situazione economica che di giorno in giorno si fa sempre più difficile.


Crisi economica: la proposta di Emma Marcegaglia sul TFR lascia perplessi

marcegagliaLa proposta del presidente di Confindustria di finanziare il credito alle pmi e’ giusta, ma lo strumento che propone ci lascia alquanto perplessi. Come sempre la costituzione di un fondo implica anche la definizione di chi lo gestisce e con quale trasparenza, il che espone a rischio di creare strumenti di una qualche complessita’. In ogni caso quello che va ricordato e’ che l’attuale flusso del tfr al fondo di tesoreria, che riguarda le aziende al di sopra dei 50 dipendenti, e’ una misura varata dal governo Prodi che trovo’ forti resistenza da parte delle aziende.

Queste risorse servono per finanziare le infrastrutture. Va anche ricordato  che il memorandum del novembre 2006 che istitui’ questa misura, la previde per 2 anni. Essa e’ scaduta al 31 dicembre del 2008, e basterebbe che le parti sociali pretendessero dal governo di ripristinare la situazione precedente e far ritornare il tfr in azienda.

Infine va sempre ricordato che le risorse del tfr appartengono ai lavoratori, come sottolinearono i critici dell’epoca, e che il finanziamento del credito alle piccole aziende dovrebbe far parte di un pacchetto di interventi a sostegno delle imprese che il governo dovrebbe mettere a disposizione con risorse fresche e aggiuntive, al fine di contrastare gli effetti della crisi.

Purtroppo – conclude – siamo ancora in presenza di risorse insufficienti e di un cronico ritardo di intervento rispetto alla situazione reale.



Troppo poco dal governo, meno di un caffè al giorno

In questi tempi di crisi avere qualche soldo in più in busta paga fa certamente comodo, però quello che propone il governo per i pubblici dipendenti è troppo poco rispetto ai problemi reali delle famiglie: cosi’ l’esponente dl Pd Cesare Damiano commenta la proposta del ministro Renato Brunetta di dare agli statali, con la tredicesima, un’una tantum di 165 euro.
‘Ricordo con quanta derisione il centrodestra stigmatizzò l’aumento di quattrocento euro per l’incremento della quattordicesima dei pensionati con assegno fino a 700 euro mensili, voluto dal governo Prodi. Si disse beffardamente: ‘un caffè al giorno’. Oggi potremmo dire – sottolinea Damiano – che dal caffè si passa al ‘cucchiaino di zucchero’.
Infatti, adesso, per i dipendenti pubblici il governo propone una ‘una tantum’ di 165 euro lordi sulla tredicesima come indennità di vacanza contrattuale. Quindi possiamo dire che è poco, molto poco di fronte alla portata della crisi’.
‘La nostra richiesta come Pd in questa situazione di crisi eccezionale, al fine di tutelare i cittadini e ridare fiato all’economia, si muove invece – conclude l’ex ministro del Lavoro – su due punti essenziali: detassare la tredicesima per ottenere un miglioramento salariale di circa 600 euro’ e ‘investire importanti risorse per ammortizzatori sociali che siano in grado di tutelare anche le piccole imprese e i lavoratori atipici’.(ANSA).