Il Libro Verde ha le pagine bianche

Il libro verde sul welfare è pieno di buone promesse, ma le scelte del governo vanno in direzione opposta. Inoltre la crisi finanziaria che sta producendo effetti negativi su occupazione e tutele sociali, lo rende già inadeguato a sfide che richiederebbero un impegno straordinario del governo per finanziare gli ammortizzatori sociali e le tutele per il lavoro precario e la piccolissima impresa. Appare grottesco che il ministro Sacconi affermi che la legge finanziaria e il documento sul welfare prevedessero già quello che sarebbe accaduto successivamente

Se così fosse non si capiscono: l’abolizione dell’Ici per i redditi più alti che ha impegnato risorse che potevano essere destinate per aumentare il potere d’acquisto delle famiglie; la detassazione degli straordinari in tempi di forte incremento della cassa integrazione e della disoccupazione; la Robin Tax pagata in anticipo dalle famiglie; la mancata stabilizzazione dei precari della pubblica amministrazione che aumenterà la disoccupazione.

La contraddizione tra promesse fatte e scelte effettuate è evidente. Risalta inoltre la poca attenzione alle tematiche dell’occupazione femminile e alla conciliazione dei tempi di vita e di lavoro come anche l’assenza di un’attenta analisi del contesto sociale europeo.

Ma per questa ed altre osservazioni, mie, di Donata Gottardi, di Tiziano Treu e degli assessori provinciali dell’Emilia Romagna vi rimando a questo link in cui è possibile trovare approfondimenti.