Pubblichiamo la Risoluzione in Commissione 7-00118 presentata da Cesare Damiano giovedì 5 febbraio 2009, seduta n.127 che ieri è stata respinta
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Risoluzione del Pd sul Libro Verde
Il Partito Democratico ha presentato nelle commissioni di Camera e Senato una risoluzione sul Libro Verde del Ministro Sacconi sul nuovo modello sociale che impegna il Governo, fra le altre cose a prevedere una reale forma di sostegno ai salari, alle pensioni ed ai redditi medi e bassi, capace di aiutare le famiglie nell’attuale grave situazione congiunturale;
a sostenere un programma di welfare di carattere attivo ed universale, di promozione delle opportunità di lavoro e delle capacità delle persone. Infatti la riduzione delle risorse al sistema universale di tutele nella fase di difficoltà economica aggrava le difficoltà delle famiglie;
a prevedere una precisa politica di contrasto alla precarietà del lavoro al fine di dare certezza occupazionale ai circa quattro milioni di lavoratori che al momento ne risultano sprovvisti attraverso un profondo processo di revisione dell’attuale sistema di “incentivazione” della precarizzazione del lavoro, prevedendo meccanismi premiali per le stabilizzazioni ed un sistema di tutele ed oneri che rendano il lavoro precario meno conveniente rispetto al lavoro a tempo determinato;
a prevedere, dando rapida attuazione alle deleghe in materia di ammortizzatori, l’estensione degli ammortizzatori sociali in senso universalistico, prescindendo dalle tipologie contrattuali, dalle dimensioni dell’impresa e dai settori di appartenenza, includendovi così le categorie di lavoratori attualmente esclusi dalle forme di tutela sociale ;
a dare rapida esecuzione alle deleghe in materia lavori usuranti, così come previsto dalla legge di attuazione del Protocollo del 23 luglio 2007.
Il testo completo della risoluzione di minoranza presentata dal gruppo del Partito Democratico nelle Commissioni XI e XII di Camera e Senato è scaricabile nella sezione del blog “In Parlamento”.
Il Libro Verde ha le pagine bianche
Il libro verde sul welfare è pieno di buone promesse, ma le scelte del governo vanno in direzione opposta. Inoltre la crisi finanziaria che sta producendo effetti negativi su occupazione e tutele sociali, lo rende già inadeguato a sfide che richiederebbero un impegno straordinario del governo per finanziare gli ammortizzatori sociali e le tutele per il lavoro precario e la piccolissima impresa. Appare grottesco che il ministro Sacconi affermi che la legge finanziaria e il documento sul welfare prevedessero già quello che sarebbe accaduto successivamente
Se così fosse non si capiscono: l’abolizione dell’Ici per i redditi più alti che ha impegnato risorse che potevano essere destinate per aumentare il potere d’acquisto delle famiglie; la detassazione degli straordinari in tempi di forte incremento della cassa integrazione e della disoccupazione; la Robin Tax pagata in anticipo dalle famiglie; la mancata stabilizzazione dei precari della pubblica amministrazione che aumenterà la disoccupazione.
La contraddizione tra promesse fatte e scelte effettuate è evidente. Risalta inoltre la poca attenzione alle tematiche dell’occupazione femminile e alla conciliazione dei tempi di vita e di lavoro come anche l’assenza di un’attenta analisi del contesto sociale europeo.
Ma per questa ed altre osservazioni, mie, di Donata Gottardi, di Tiziano Treu e degli assessori provinciali dell’Emilia Romagna vi rimando a questo link in cui è possibile trovare approfondimenti.





