Indesit: discussa alla Camera dei deputati l’interrogazione del PD

aula-montecitorioIl Sottosegretario Pasquale VIESPOLI ha risposto quest’oggi in Commissione Lavoro della Camera dei Deputati all’Interrogazione presentata dall’On. Cesare DAMIANO (Responsabile Nazionale Lavoro PD e Capogruppo alla Commissione Lavoro), da Anna ROSSOMANDO e Giorgio MERLO e sottoscritta da tutti i parlamentari piemontesi del PD.


Nella risposta il Sottosegretario VIESPOLI, sottolineando come la situazione appaia sostanzialmente fluida, ha affermato che “la Direzione aziendale ha precisato di non aver posto in essere alcun atto formale relativo alla messa in mobilità dei dipendenti, essendo la base di negoziazione con le parti sociali ancora nelle fasi iniziali. La Regione Piemonte  ha reso noto che nel corso degli incontri istituzionali tenutesi presso la propria sede non è stata data formale comunicazione della chiusura dello stabilimento di None. In quell’ambito i rappresentanti dell’azienda hanno dichiarato che qualora la proprietà Indesit assumesse la decisione di chiudere lo stabilimento verrebbe posta in essere ogni utile azione tesa alla reindustrializzazione dell’area per far sì che il territorio non venga impoverito e i lavoratori possano fruire di maggiori opportunità occupazionali”. “Presso il Ministero dello sviluppo economico – ha aggiunto il Sottosegretario VIESPOLI – sono attualmente in corso incontri con la direzione aziendale e le organizzazioni sindacali volti a verificare un percorso condiviso che consenta di scongiurare la totale chiusura dello stabilimento con evidenti ripercussioni sul reddito dei lavoratori e sul tessuto sociale coinvolto. In questo quadro, in accordo con le parti interessate, potrà essere attivato un tavolo di confronto presso il Ministero fin dalle prossime settimane”.


In Commissione erano presenti i Deputati piemontesi del PD Cesare DAMIANO, Antonio BOCCUZZI, Giorgio MERLO, Anna ROSSOMANDO ed Elisabetta RAMPI.


“Il nostro obiettivo è quello di dare tranquillità e futuro ai lavoratori della Indesit di None e alle loro famiglie – ha affermato l’On. Cesare DAMIANO – e per questo abbiamo insistito sulla necessità di aprire tempestivamente un tavolo di confronto che coinvolga la Presidenza del Consiglio e il Ministero dello Sviluppo Economico al fine di individuare le soluzioni industriali alternative che consentano di garantire una continuità produttiva sul territorio e la stabilità occupazionale dei lavoratori. La disponibilità del Governo, manifestata dal Sottosegretario Pasquale Viespoli, di attivare nelle prossime settimane un tavolo di confronto presso il Ministero va nella direzione da noi indicata, ma deve tradursi rapidamente in una scelta di convocazione senza far trascorrere ulteriore tempo”.


Dichiara l’On. Giorgio MERLO: “La chiusura dello stabilimento di None e la delocalizzazione sono i due rischi che possono e devono essere sventati. E l’unica risposta, al momento, è quella di attivare un tavolo tra le parti capace di salvaguardare l’occupazione e rilanciare il settore. Il Governo, adesso, deve sostenere con forza le posizioni espresse sin dall’inizio della vicenda Indesit dal PD”.

 


Chiusura Indesit: domani in discussione alla Camera l’interrogazione dei deputati del PD

indesitMartedì 24 marzo, alle ore 13.00, alla Commissione Lavoro della Camera dei Deputati verrà esaminata l’Interrogazione presentata dall’On. Cesare DAMIANO (Responsabile Nazionale Lavoro PD e Capogruppo alla Commissione Lavoro), da Anna ROSSOMANDO e Giorgio MERLO e sottoscritta da tutti i parlamentari piemontesi del PD, con la quale si chiede al Governo di “convocare con urgenza un tavolo di confronto tra l’azienda ed i sindacati al fine di scongiurare la chiusura dello stabilimento Indesit di None e la conseguente perdita del posto di lavoro per più di 600 lavoratori” e “verificare se alla chiusura dello stabilimento di None non corrisponderà un aumento dell’occupazione dello stabilimento di Radomsko, condizione indispensabile per ottenere specifici finanziamenti del Paese ospitante lo stabilimento, e quali provvedimenti intende adottare al riguardo”.
“L’immediata riapertura di un tavolo di trattativa – afferma l’On. Cesare DAMIANO – costituisce la condizione fondamentale per trovare una soluzione che non lasci nell’incertezza centinaia di lavoratori”.



Interrogazione dell’europarlamentare Donata Gottardi sulla consigliera nazionale di parità

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Abbiamo ricevuto e volentieri pubblichiamo l’interrogazione presentata da Donata Gottardi al Parlamento Europeo a favore di Fausta Guarriello, per la quale il Ministro del Lavoro ha avviato un procedimento per la “verifica dei presupposti” che le revocherebbero l’incarico.

 

 

Con la presente interrogazione si intende portare all’attenzione della Commissione europea l’iniziativa del Ministro del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali del Governo italiano, il quale il 13 ottobre u.s. ha avviato un procedimento di spoil system, secondo la l. 15/7/2002 n. 145 (articolo 6 che detta norme in materia di incarichi presso enti, società ed agenzie), per la “verifica dei presupposti “ della nomina della Consigliera Nazionale di Parità, la prof.ssa Fausta Guarriello, effettuata con decreto del 22 gennaio 2008.

 

Tale iniziativa appare infondata, in quanto la Consigliera di Parità è nominata per legge a seguito di valutazione di merito sulla competenza ed esperienza pluriennale in materia di lavoro femminile, parità e mercato del lavoro, ed è quindi svincolata da considerazioni di carattere politico, ha un mandato di durata triennale non soggetto a revoca o decadenza in caso di ricambio governativo.

 

Si tratta di una figura con funzioni di controllo delle discriminazioni e di promozione del principio di eguaglianza tra uomo e donna, sancito dai Trattati europei e dalla Costituzione italiana. Il compito assegnato di tutela di interessi di natura individuale e collettiva è definito funzionalmente autonomo dalla legislazione nazionale e dalle Direttive europee 2002/73/CE e 2006/54/CE.

 

Sarebbe gravissimo se questo Equality Body indipendente, tenuto ad esercitare il proprio controllo in maniera imparziale, fosse sottoposto al controllo governativo: perderebbe la sua indipendenza e il suo carattere di terzietà, non sarebbe più in grado di tutelare le persone discriminate nel lavoro e nella formazione in ragione del genere.

 

Non ritiene la Commissione europea che il procedimento di spoil system avviato dal Ministero del Lavoro del Governo italiano nei confronti della Consigliera Nazionale di Parità costituisca una violazione del principio dell’indipendenza degli Organismi di parità statuito dall’articolo 20 della direttiva 2006/54/CE ?

 

Non ritiene la Commissione che questo costituirebbe un precedente gravissimo: possono le istituzioni di parità essere sottoposte a spoil system?