MORTI BIANCHE: LE PAROLE DI ROBERTO CASTELLI SONO PERICOLOSE

Le parole di Castelli sono pericolose e prive di fondamento, un vero attacco alle norme sulla sicurezza sul lavoro. Roberto Castelli ha definito le statistiche sulle morti sul lavoro spesso fasulle. Le statistiche fornite dall’Inail sono puntuali tant’e’ che il consuntivo sulle morti viene fornito soltanto ad un anno di distanza per evitare dati non veritieri.

E’ molto facile disaggregare le cause compresi i decessi relativi ai tragitti casa lavoro e viceversa. I dati forniti negli anni sono percio’ sempre omogenei e consentono di evidenziare le tendenze in atto. Se nel 1963 anno del boom dell’economia ci furono in totale oltre 4400 morti sul lavoro, nel 2006 le morti furono 1341, discese nell’anno successivo a 1210. Vale a dire 131 vite risparmiate anche grazie alle misure di lotta contro il lavoro nero, la precarieta’ e per la sicurezza e salute nei luoghi di lavoro, varate dal governo Prodi. E’ una tendenza positiva che deve essere potenziata, visto che la diminuzione non e’ ancora allineata alle richieste dell’Europa. Un solo decesso e’ sempre una tragedia, lo ricordi Castelli. Di questo si dovrebbe preoccupare spingendo il governo a proseguire su questa strada anziche’, come ha fatto fino ad oggi, a manomettere le buone leggi che riguardano salute, sicurezza appalti e lavoro nero.Il sottosegretario Castelli anziche’ cercare dichiarazioni ad effetto, farebbe bene a chiedere conto di questo comportamento al suo governo e battersi perche’ entro la fine dell’anno venga attuato il decreto sui lavori usuranti che contribuirebbe a diminuire gli incidenti.