Crisi: da Bce dati da bollettino di guerra, rinviare ammortizzatori riforma Fornero

Secondo i dati della Bce la disoccupazione dell’area euro è arrivata al 12% e ci sono 12 milioni di persone senza lavoro. Per Draghi è alto il rischio che una somma di fenomeni negativi, a partire dal calo della domanda interna, possano rinviare i timidi elementi di ripresa previsti per la fine di quest’anno. Fino a quando potremo resistere di fronte a questi continui bollettini di guerra? E’ evidente che le ragioni dell’economia reale, cioè dell’impresa e del lavoro, non possono più aspettare. Vanno presi singoli provvedimenti, anche limitati, che diano una risposta concreta alle crescenti preoccupazioni dei cittadini. Ad esempio, insistiamo sul fatto che finché dura l’attuale situazione di crisi, vengano mantenute le tutele sociali precedenti la riforma Fornero. Prendiamo il coraggio a due mani. Se c’è un rinvio della ripresa, rinviamo anche l’introduzione della nuova assicurazione sociali per l’impiego (Aspi) che diminuisce in modo significativo le tutele precedenti e ripromettiamoci di rivedere gli ammortizzatori sociali soltanto quando il paese sarà in situazione di sviluppo. Questa sarebbe una scelta di grande saggezza.


BCE: Il governo sbaglia e trascura il problema occupazione

bceI dati della Bce non vanno letti a metà o con interpretazioni di comodo, come stanno facendo gli esponenti del governo. Se, come dice la Banca Centrale Europea, ci avviciniamo a toccare il fondo della crisi, per quanto riguarda la disoccupazione avremo effetti negativi di lungo periodo. Infatti, nell’analisi si evidenzia la crescita del tasso di disoccupazione di Eurolandia che ha abbondantemente sfondato il tetto del 9% con effetti che saranno particolarmente gravi nel prossimo autunno. Non si può tacere che la Bce evidenzi il pericolo occupazione a causa del persistente calo di fiducia e degli effetti ritardati della diminuzione dell’attività economica. Piuttosto, il governo dovrebbe preoccuparsi di varare nuove politiche per il reinserimento dei lavoratori disoccupati perchè, come denuncia Francoforte, gli effetti negativi sul mercato del lavoro saranno durevoli. Il Pd insiste nella richiesta di raddoppiare la durata della cassa integrazione ordinaria da portare a 24 mesi e nell’adozione di un assegno universale di disoccupazione pari al 60% dell’ultima retribuzione che valga anche per i molti lavoratori che oggi non dispongono di alcuna tutela.