I dati della Confcommercio fotografano, ancora una volta, la grave emergenza sociale che sta attraversando il paese e sottolineano l’esigenza di un’azione di governo tempestiva e capace di fare scelte a sostegno delle imprese, dell’occupazione e per contrastare le nuove povertà. Per questo ci auguriamo che l’incarico a Bersani dia i suoi frutti e consegni un governo capace di agire tempestivamente sui problemi insoluti di natura politico-istituzionale ed economico-sociale. Su quest’ultimo terreno, per impedire che il paese sprofondi, a causa di scelte miopi che hanno fatto vincere in Europa la politica dell’austerità a senso unico, insistiamo sull’esigenza di rimettere in moto lo sviluppo con il pagamento dei debiti della Pa nei confronti delle imprese, con lo sblocco del patto di stabilità dei comuni e con la riduzione del cuneo fiscale per un piano straordinario di assunzione a tempo indeterminato dei giovani, degli over 45 e dei lavoratori in mobilità. Per far riprendere i consumi bisogna migliorare il potere d’acquisto delle famiglie: risolvendo il problema dei lavoratori rimasti senza reddito a causa della riforma della previdenza Monti-Fornero; sbloccando, da quest’anno, l’indicizzazione delle pensioni superiori a tre volte il minimo; rinnovando nuovamente i contratti della pubblica amministrazione e quelli dei settori privati alle loro scadenze naturali; utilizzando le risorse a disposizione degli accordi aziendali di produttività; rendendo universali gli ammortizzatori sociali. Per questi obiettivi è di grande significato la scelta di Bersani di aprire le consultazioni anche ai principali soggetti sociali.
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Crisi: gli indicatori sono tempestosi e il governo minimizza.
I dati di ottobre dell’Istat confermano la gravita’ della crisi, Confcommercio parla di una frenata dell’economia italiana superiore a quella degli altri paesi europei e Confindustria di crollo della produzione industriale nel mese di novembre”, ha sottolineato in una nota, e i dati Inps sulla cassa integrazione ordinaria, sempre nel mese di novembre, registrano un dato triplicato rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.
Nonostante questi indicatori tempestosi il governo non solo vara decreti ant-crisi del tutto insufficienti e congiunturali, ma minimizza.
Quello che occorre, ha aggiunto, e’ un intervento straordinario e strutturale, prima che sia troppo tardi. Va stanziata una cifra pari ad un punto percentuale di Pil da dividere in tre parti: sostegno al potere d’acquisto delle famiglie, ammortizzatori sociali universali, incentivi alle imprese e ai settori strategici.





