Governo: molto importante apertura consultazioni a parti sociali

I dati della Confcommercio fotografano, ancora una volta, la grave emergenza sociale che sta attraversando il paese e sottolineano l’esigenza di un’azione di governo tempestiva e capace di fare scelte a sostegno delle imprese, dell’occupazione e per contrastare le nuove povertà. Per questo ci auguriamo che l’incarico a Bersani dia i suoi frutti e consegni un governo capace di agire tempestivamente sui problemi insoluti di natura politico-istituzionale ed economico-sociale. Su quest’ultimo terreno, per impedire che il paese sprofondi, a causa di scelte miopi che hanno fatto vincere in Europa la politica dell’austerità a senso unico, insistiamo sull’esigenza di rimettere in moto lo sviluppo con il pagamento dei debiti della Pa nei confronti delle imprese, con lo sblocco del patto di stabilità dei comuni e con la riduzione del cuneo fiscale per un piano straordinario di assunzione a tempo indeterminato dei giovani, degli over 45 e dei lavoratori in mobilità. Per far riprendere i consumi bisogna migliorare il potere d’acquisto delle famiglie: risolvendo il problema dei lavoratori rimasti senza reddito a causa della riforma della previdenza Monti-Fornero; sbloccando, da quest’anno, l’indicizzazione delle pensioni superiori a tre volte il minimo; rinnovando nuovamente i contratti della pubblica amministrazione e quelli dei settori privati alle loro scadenze naturali; utilizzando le risorse a disposizione degli accordi aziendali di produttività; rendendo universali gli ammortizzatori sociali. Per questi obiettivi è di grande significato la scelta di Bersani di aprire le consultazioni anche ai principali soggetti sociali.


Elezioni: da Monti idea antiquata su rapporti PD-CGIL

montiMonti ha un’idea piuttosto antiquata del rapporto tra i sindacati e i partiti: e’ ancora fermo all’idea della cinghia di trasmissione, in questo caso rovesciata. Da qui il consueto ritornello dell’eccessiva influenza della Cgil sul Partito Democratico. Argomento che non ha nessun riscontro reale perché entrambi i soggetti sono gelosamente autonomi rispetto alla propria funzione e al proprio ruolo. Il punto dal quale partire nella dialettica politica e sociale è sempre quello della convergenza sui contenuti: per quello che ci riguarda non possiamo che condividere la scelta della Cgil di puntare sulla crescita per favorire l’occupazione e il benessere generale. E’ lo stesso obiettivo politico contenuto nell’Agenda Bersani, che vuole superare i limiti dell’azione del governo Monti improntata a una linea di esclusivo rigore.


Pensioni: bene dietrofront Inps, difesa stato sociale è cuore Agenda Bersani

inpsE’ positiva la nota del direttore generale dell’Inps, Mauro Nori, nella quale si conferma l’interpretazione dell’istituto di previdenza a proposito degli assegni per la pensione di inabilità civile al 100%. Nella nota, infatti, si specifica che si ‘continuerà a far riferimento al reddito personale dell’invalido e pertanto non a quello del nucleo familiare. Si tratta di un importante chiarimento che avevamo richiesto come Pd, perché per noi sarebbe stato inaccettabile far pagare, ancora una volta, alle persone più deboli il prezzo dei tagli alla spesa sociale. Del resto, si sarebbe creata una situazione paradossale e di ingiustizia sociale dal momento che per l’invalidità civile parziale non si è mai messo in discussione il principio del reddito individuale cosa che sarebbe stata invece fatta per gli invalidi totali. La difesa dello stato sociale è per noi una priorità ed è centrale nel programma con cui il Pd si candida a governare il paese.


Crisi: dati Istat inquietanti, necessaria rivalutazione salari e pensioni

crisiI dati Istat relativi al calo del potere d’acquisto delle famiglie sono inquietanti. Confermano che, per la politica, il punto di partenza non può che essere una rivalutazione dei salari e delle pensioni. Per raggiungere questo obiettivo il nostro programma di Governo dovrà prevedere, già a partire dal 2013, lo sblocco delle indicizzazioni delle pensioni oltre la soglia di tre volte il minimo. Inoltre, andranno utilizzate le risorse stanziate per gli accordi aziendali di produttività, oltre due miliardi di euro nel prossimo biennio, e favoriti i rinnovi dei contratti nazionali di categoria. La ripresa dei consumi delle famiglie è parte fondamentale per riportare il paese sulla strada della crescita. Per questo dobbiamo sostenere l’Agenda Bersani che, pur non abbassando la guardia sul rigore, si ripromette di dare impulso allo sviluppo dell’economia nel solco dell’equità sociale.