Il grido d’allarme che arriva dalle Regioni sul tema della cassa integrazione in deroga ci deve fortemente preoccupare perche’ e’ lo specchio di un’Italia ferita e in profonda difficolta’”. Lo afferma Cesare Damiano, presidente della commissione Lavoro della camera dei Deputati, che spiega: “Dopo il decreto del governo che rifinanzia questo strumento, che e’ in via di approvazione al Parlamento, si rendera’ necessario un nuovo intervento significativo. Secondo le Regioni e come da tempo aveva gia’ anticipato il Partito Democratico, occorrera’ un’altra risorsa di circa 1 miliardo e 400 milioni di euro per arrivare a coprire l’intero 2013”. Questa situazione, secondo Damiano, “chiarisce, una volta per tutte, che non e’ sufficiente parlare di Imu e di Iva e pretendere, come fa il centro destra, che si destinino complessivamente otto miliardi di euro per risolvere solamente questi due problemi. Le risorse vanno preventivamente monitorate e saggiamente distribuite con un’accorta regia da parte del governo”. Conclude Damiano: “Per noi i temi che non debbono essere trascurati sono: la diminuzione strutturale del cuneo fiscale, la correzione del sistema pensionistico e il rifinanziamento della cassa integrazione in deroga, in attesa di una riforma complessiva dei criteri di erogazione degli ammortizzatori sociali
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Sekurit-Saint Gobain di Savigliano (Cuneo): Non possiamo accettare la chiusura dello stabilimento
La situazione di crisi della Sekurit-Saint Gobain si sta avviando verso l’epilogo peggiore. L’azienda ha comunicato la chiusura dello stabilimento di Savigliano, che comporterà anche significative ripercussioni sull’indotto del territorio, e un pesante ridimensionamento occupazionale per lo stabilimento Euroveder di Cervasca.
Non possiamo accettare che questa situazione diventi definitiva. Per questo lanciamo un appello a tutte le forze sociali e alle istituzioni locali, affinché si stringano intorno al sindacato e ai lavoratori a difesa dell’occupazione e dello sviluppo economico del territorio.
Per queste ragioni chiederemo al Governo di convocare un tavolo presso il Ministero delle Attività produttive per scongiurare il pericolo di un drastico ridimensionamento occupazionale dell’azienda e per aprire un confronto sulle prospettive industriali delle aree interessate.
Bisogna avviare subito le infrastrutture per il traforo del Tenda
Bisogna superare ogni ulteriore ostacolo per dare il via ai lavori del nuovo traforo del Tenda. L’ho sollecitato insieme a Mario Lovelli con una interrogazione al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti nel quale rileviamo la necessità che il governo trovi una soluzione alla copertura dei costi dell’opera come risultano dal progetto definitivo ormai pronto.
La Regione Piemonte ha sottoposto il problema al Ministro Matteoli e bisogna fare in fretta perché il prossimo 15 dicembre è prevista la riunione congiunta italo-francese per approvare il progetto definitivo. Il finanziamento non deve incidere sulle risorse già disponibili per il Piemonte con il Contratto di programma ANAS 2007-2011. Ci vogliono risorse aggiuntive da reperire all’interno del pacchetto infrastrutture che il governo sta predisponendo nell’ambito dei provvedimenti anti crisi. La realizzazione del nuovo traforo è indispensabile per l’economia del Piemonte e in particolare della provincia di Cuneo.





