(DIRE) Roma, 26 mar. – Sul testo unico sulla sicurezza sul lavoro non si abbassi la guardia. E’ l’appello promosso da Articolo 21 che oggi e’ stato rilanciato in conferenza stampa a Montecitorio. A difesa del provvedimento del governo Prodi, su cui domani il Consiglio dei ministri potrebbe intervenire con un decreto correttivo, sono scesi in campo sindacati (Cgil, Cisl, Uil e Ugl), esponenti politici di entrambi gli schieramenti (in conferenza stampa c’era Fabio Granata del Pdl), esponenti del mondo dello spettacolo e della cultura. Primi firmatari del testo ‘Lavoro: il governo non manometta il testo unico sulla sicurezza’ sono Cesare Damiano e Beppe Giulietti. Oggi e’ arrivata anche l’adesione all’appello della Fnsi che chiede non si faccia nessun “passo indietro” nella tutela delle vite nei cantieri e nelle fabbriche e si appella ai media perche’ sia tenuta alta l’attenzione sul tema delle morti sul lavoro.
Beppe Giulietti, portavoce di Articolo 21, denuncia che sulle “vite dei precari e dei lavoratori e nei cantieri si pensa ad abbassare le sanzioni” e riferisce che contro questa ipotesi hanno firmato l’appello (www.articolo21.info) gia’ in 10 mila, compresi i famigliari delle vittime della Tyssen. L’ex ministro del Lavoro, Cesare Damiano, risponde al ministro Sacconi che ieri al question time ha accusato il testo voluto dal precedente governo di essere essenzialmente “formalista: non e’ vero, l’approccio e’ concreto, si puo’ non condividere, ma e’orientato alla prevenzione e punta sull’informazione, perche’ serve nel Paese una cultura della sicurezza”.
Il deputato del Pd precisa poi che “non facciamo nessun processo alle intenzioni, ma ci sono dei fatti, delle proroghe,delle modifiche” che fanno temere che il governo voglia indebolire la morsa per la sicurezza. “In un periodo di crisi- aggiunge Damiano- si puo’ suggerire alle imprese di risparmiare sulla sicurezza e di usare il nero”.