Sicurezza sul lavoro. Bene Napolitano, il Governo riscriva le norme

Condividiamo la dichiarazione del Presidente della Repubblica Napolitano che oggi ha auspicato una riscrittura delle norme sui manager che nella attuale versione si presterebbero ad interpretazioni ambigue.Ancora una volta dimostra la sua attenzione ad un tema delicato come quello della sicurezza e della salute nei luoghi di lavoro.

E’ la dimostrazione di un costante impegno morale, civile e sociale a favore dei lavoratori e della loro dignita’. Anche noi auspichiamo che la riscrittura delle norme sulla sicurezza nei luoghi di lavoro promessa dal ministro Sacconi, sgombri definitivamente il campo da una lettura negativa del provvedimento del governo. Soprattutto in questo momento le tutele dei lavoratori non possono essere abbassate.


Sicurezza. Damiano-Boccuzzi: “No al depotenziamento”

“Il ministro Sacconi dovrebbe sapere che le sanzioni, tanto osteggiate da Confindustria e dall’attuale governo, sono addirittura inferiori a quelle contenute nella delega originaria. Non si capisce quindi tanto accanimento contro sanzioni assolutamente equilibrate e non vessatorie verso l’impresa”, affermano Cesare Damiano, responsabile Lavoro del Pd e il deputato democratico Antonio Boccuzzi, in una nota congiunta.

”Quello che preoccupa, al di la’ del tema pur rilevante delle sanzioni – aggiungono – e la complessiva riscrittura del testo, che va nella direzione di un suo depotenziamento. Ci sono quindi meno tutele per i lavoratori. L’ultima retromarcia di Sacconi circa la riduzione di responsabilita’ a carico del datore di lavoro con una conseguente promessa di riscrittura del testo, sono la conseguenza della nostra ripetuta e precisa azione di denuncia. Ora attendiamo fatti concreti”.(ANSA).


Lavoro: sicurezza preoccupa il depotenziamento della sanzioni

 Per esaminare nel merito i contenuti del decreto correttivo voluto dal Ministro del lavoro sul testo unico relativo alla salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, abbiamo convocato oggi, come Partito Democratico, i parlamentari delle commissioni lavoro di Camera e Senato insieme ad un gruppo di esperti. La nostra preoccupazione e’ forte circa il depotenziamento delle sanzioni e circa il tentativo di scaricare le responsabilita’ penali dal vertice aziendale ai livelli inferiori. Vogliamo verificare se la riduzione drastica delle responsabilita’ del datore di lavoro e dei dirigenti, comporta il rischio di addossarla al lavoratore quando avviene un infortunio. Non vorremmo che si pensasse che in primo luogo le responsabilita’ sono del lavoratore e poi, proprio se non ci sono responsabilita’ sue o del suo superiore, del datore di lavoro. Su questo argomento intendiamo sviluppare uno specifico approfondimento per poter intervenire con decisione e riportare all’ispirazione originale, voluta dal governo Prodi, i contenuti conclusivi del decreto.


Morti bianche: dimezzate le sanzioni, abbassate le tutele

operaioLe correzioni al testo unico in materia di sicurezza e salute nei luoghi di lavoro sono cominciate già dal giorno dell’insediamento di questo governo.

Già col decreto milleproroghe  è stata rinviata l’applicazione della normativa, per esempio un documento di valutazione del rischio. Ed è stata programmata per il 2009 una riduzione delle ispezioni pari al 17 per cento. Ora si dimezzano le sanzioni. Mattone dopo mattone si abbassa il muro in un momento di crisi che può indurre ad abbassare la guardia sulle tutele. E così in fondo si legittima il lavoro nero.


Lavoro: Letta-Damiano-Treu “attendiamo testo ma premesse pessime”

sicurezza20luoghi20lavoroROMA (ITALPRESS) – “Ci riserviamo di vedere il testo. Come abbiamo piu’ volte rilevato, non abbiamo obiezioni di fronte a correzioni formali o a miglioramenti soprattutto diretti a rafforzare la prevenzione e il controllo sulla sicurezza. Siamo pero’ decisamente contrari a modifiche sostanziali che cambino l’impostazione di fondo del testo unico sulla sicurezza.

Purtroppo, il governo ha gia’ provveduto, nei mesi precedenti, ad apportare modifiche peggiorative”. Lo affermano in una nota congiunta gli esponenti del Pd Enrico Letta, responsabile Welfare, Cesare Damiano, responsabile Lavoro e Tiziano Treu, vicepresidente della Commissione Lavoro del Senato.

“A questo punto chiediamo al governo di rendere immediatamente noto il testo del decreto correttivo per consentire una valutazione complessiva e conclusiva – aggiungono -. Siamo fortemente preoccupati che il governo abbassi la guardia su un tema cosi’ rilevante, e purtroppo i presupposti sono negativi. Alcune prime indicazioni mostrano punti critici in particolare sulla diminuzione delle sanzioni, sul rischio che venga indebolita la presenza dei rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza e su forme di semplificazione, pure utili, che pero’ indeboliscano il processo di valutazione dei rischi”.

 


Lavoro. Art.21 al governo: sulla sicurezza non abbassare la guardia

sicurezza20luoghi20lavoro(DIRE) Roma, 26 mar. – Sul testo unico sulla sicurezza sul lavoro non si abbassi la guardia. E’ l’appello promosso da Articolo 21 che oggi e’ stato rilanciato in conferenza stampa a Montecitorio. A difesa del provvedimento del governo Prodi, su cui domani il Consiglio dei ministri potrebbe intervenire con un decreto correttivo, sono scesi in campo sindacati (Cgil, Cisl, Uil e Ugl), esponenti politici di entrambi gli schieramenti (in conferenza stampa c’era Fabio Granata del Pdl), esponenti del mondo dello spettacolo e della cultura. Primi firmatari del testo ‘Lavoro: il governo non manometta il testo unico sulla sicurezza’ sono Cesare Damiano e Beppe Giulietti. Oggi e’ arrivata anche l’adesione all’appello della Fnsi che chiede non si faccia nessun “passo indietro” nella tutela delle vite nei cantieri e nelle fabbriche e si appella ai media perche’ sia tenuta alta l’attenzione sul tema delle morti sul lavoro.

Beppe Giulietti, portavoce di Articolo 21, denuncia che sulle “vite dei precari e dei lavoratori e nei cantieri si pensa ad abbassare le sanzioni” e riferisce che contro questa ipotesi hanno firmato l’appello (www.articolo21.info) gia’ in 10 mila, compresi i famigliari delle vittime della Tyssen. L’ex ministro del Lavoro, Cesare Damiano, risponde al ministro Sacconi che ieri al question time ha accusato il testo voluto dal precedente governo di essere essenzialmente “formalista: non e’ vero, l’approccio e’ concreto, si puo’ non condividere, ma e’orientato alla prevenzione e punta sull’informazione, perche’ serve nel Paese una cultura della sicurezza”.

Il deputato del Pd precisa poi che “non facciamo nessun processo alle intenzioni, ma ci sono dei fatti, delle proroghe,delle modifiche” che fanno temere che il governo voglia indebolire la morsa per la sicurezza. “In un periodo di crisi- aggiunge Damiano- si puo’ suggerire alle imprese di risparmiare sulla sicurezza e di usare il nero”.