L’intesa tra Fiat e Chrysler va nella giusta direzione, perché per fronteggiare la crisi è anche necessario stringere alleanze per non soccombere alla selezione che il mercato produrrà. Ma accanto a questo è necessario un rapido sostegno del governo italiano al settore dell`automobile per la rottamazione e per l`innovazione del prodotto nel senso dell`ecologia e della sicurezza.
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Servono interventi per il settore dell’auto
Servono interventi per il settore dell’auto perche’ sono a rischio posti di lavoro e competitivita.Anche la Bce sollecita interventi straordinari ed incisivi di fronte ad una crisi ancora piu’ grave del previsto. L’Italia rischia di non essere all’altezza delle scelte di politica economica adottate dagli altri Paesi industrializzati e di dover soffrire, per questo, uno svantaggio competitivo che rendera’ piu’ difficile la ripresa con una gravissima ricaduta sul fronte sociale e occupazionale. Ultimo esempio e’ quello del settore dell’auto che richiama l’esigenza di adottare misure di politica industriale a sostegno dei settori strategici. Dopo la decisione del governo degli Stati Uniti di sostenere con 15 mld di dollari questo settore, misure analoghe e proporzionate si impongono per l’Europa. In Italia la questione e’ particolarmente rilevante perche’, per l’industria nazionale, si pone il problema delle alleanze internazionali, se si vuole che il nostro Paese mantenga una presenza di rilievo in quella mezza dozzina di produttori che opravviveranno alla crisi in corso.
Le proposte di Fini sono condivisibili
Le dichiarazione del presidente della Camera, Gianfranco Fini, a proposito della necessita’ di sostenere il settore dell’automobile sono importanti e totalmente condivisibili.
Come sostengo da tempo abbiamo bisogno di risorse che si muovano in tre direzioni: sostegno al reddito delle famiglie, ammortizzatori sociali universali e incentivi alle imprese attraverso una politica industriale che faccia leva sui settori strategici dell’economia. Tra questi sicuramente quello dell’auto che rappresenta un importante volano per la difesa dell’occupazione e un fattore di innovazione tecnologica. Ha ragione quindi il presidente della Camera a sostenere che l’intervento non si possa limitare alla sola rottamazione: e’ necessario indirizzare risorse verso l’innovazione del settore che guardino alla sicurezza, all’ecologia e alla cosiddetta infomobilita’. Ci auguriamo che il governo la finisca di stare a guardare e cominci a dare segnali positivi vista anche la crescita della disoccupazione e della cassa integrazione nei settori fondamentali dell’economia.





