L’avvio della produzione di vetture Maserati nello stabilimento Fiat di Grugliasco, è senz’altro una buona notizia. Dopo anni di inattività riprende la produzione e l’occupazione per 500 lavoratori e si consolida una fascia di produzione di alta gamma nel polo automobilistico torinese. Adesso si tratta di compiere ulteriori passi nella giusta direzione. In primo luogo, va messa a regime la produzione per consentire l’assorbimento degli altri 500 lavoratori per il momento esclusi; in secondo luogo, è necessario che l’azienda chiarisca al più presto, dopo le prime soluzioni che riguardano oltre che Grugliasco anche Melfi e Pomigliano, che cosa intende fare per quanto riguarda lo stabilimento di Mirafiori. Al Pd sta a cuore il destino del settore automobilistico e del suo indotto in Italia. Per questo è necessario che l’azienda fornisca al più presto un quadro necessario del suo impegno nel nostro paese per quanto riguarda l’assetto degli stabilimenti, i modelli di automobile ed i livelli di occupazione. Riteniamo che i settori produttivi strategici debbano essere sostenuti con adeguate politiche industriali capaci di stimolare l’innovazione del prodotto e del processo produttivo, al fine di conseguire i massimi livelli di qualità.
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Fiat: azienda spieghi strategia e convochi parti sociali
Se si vuole rasserenare il clima, dopo la decisone della Fiat di mettere a cassa integrazione per due anni i lavoratori di Melfi, l’unica strada è quella che l’azienda convochi rapidamente le organizzazione sindacali per illustrare i tempi del processo di ristrutturazione, i nuovi prodotti assegnati allo stabilimento, l’occupazione finale ed i riflessi sul tessuto occupazionale dell’indotto produttivo. è questo il modo più semplice per mantenere normali relazioni tra le parti sociali. Si pone, comunque, un problema: quello di conoscere la strategia complessiva dell’azienda in Italia, che non risulta ancora chiara, perché vogliamo mantenere nel nostro paese un livello di produzione di automobili che sia competitivo in un mercato, come quello europeo, che registra un nuovo e preoccupante calo di vendite. senza adeguate iniziative di politica industriale, l’Italia non potrà difendere il suo ricco e complesso tessuto manifatturiero che la pone al secondo posto in Europa dopo la Germania.
Fiat: l’intesa Chrysler è giusta, ma servono aiuti al settore
L’intesa tra Fiat e Chrysler va nella giusta direzione, perché per fronteggiare la crisi è anche necessario stringere alleanze per non soccombere alla selezione che il mercato produrrà. Ma accanto a questo è necessario un rapido sostegno del governo italiano al settore dell`automobile per la rottamazione e per l`innovazione del prodotto nel senso dell`ecologia e della sicurezza.
Crisi: la cassa integrazione conferma l’emergenza auto
La classifica delle province maggiormente interessate alla cassa integrazione vede al primo posto come valore assoluto di ore Torino e Frosinone in rapporto al numero dei lavoratori. Due province legate in particolar modo al ciclo della produzione automobilistica.
Questo dato sottolinea l’urgenza di una politica industriale a sostegno dei settori strategici, a partire da quello dell’automobile e di incentivi per la piccola impresa.
E’ chiaro che la manovra fin qui varata dal governo e’ del tutto insufficiente e non tempestiva. Mi associo alla richiesta dell’arcivescovo di Torino, Severino Poletto che, avendo a cuore i lavoratori, chiede sostegno al settore automobilistico.
Crisi: Auto, per gli aiuti il governo si svegli
Speriamo che il governo si svegli dopo il via libera dell’Unione Europea per gli aiuti al settore dell’auto.E’ da tempo che sosteniamo la necessita’ di allineare le scelte del nostro paese a quanto gia’ deciso da Svezia, Spagna, Germania e Francia che hanno sottoposto i loro piani al vaglio di Bruxelles. La rottamazione e’ scaduta il 31 dicembre scorso, senza che l’esecutivo abbia prospettato un ben che minimo piano di intervento, o attraverso una proroga o con misure alternative’. ‘Ora e’ giunto il momento di avanzare una proposta sulla rottamazione per ringiovanire il parco macchine e per incentivi volti all’ecologia e alla sicurezza. Tutto questo puo’ aiutare l’occupazione e l’uscita dalla crisi. E’ evidente che l’incisivita’ dell’intervento e’ collegata alla sua rapidita’, soprattutto dopo gli aiuti gia’ stanziati dagli Stati Uniti a sostegno del loro settore automobilistico. In caso contrario potremmo addirittura subire uno svantaggio competitivo.Speriamo che il governo si svegli dopo il via libera dell’Unione Europea per gli aiuti al settore dell’auto





