Incidenti sul lavoro: ennesima giornata nera. Il governo non modifichi il testo unico sulla sicurezza

funerali3genL’ennesima giornata nera per il lavoro. In un tragico incidente a Torino un operaio è morto sotto le macerie e un altro è ricoverato in ospedale. Il Partito Democratico esprime il suo cordoglio ai familiari della vittima e augura una pronta guarigione al lavoratore ferito. Purtroppo la catena degli infortuni non si interrompe e dimostra che su questo argomento la guardia non va assolutamente mai abbassata. Per questo sarebbe estremamente preoccupante se il governo decidesse di apportare modifiche sostanziali al testo unico sulla salute e sicurezza nei luoghi di lavoro prima ancora di averlo applicato. Il Partito Democratico si batterà affinché anche in questo momento di crisi vinca la scelta della qualità, della valorizzazione della risorsa umana, della sicurezza e dell’integrità psico-fisica dei lavoratori.

 


Sono con il Presidente della Repubblica

Ho sottoscritto l’appello de l’Unità, che riporto qui sotto a difesa della Costituzione e a sostegno del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano.

Per la prima volta nella vita di questa Repubblica libera, democratica e garantita dalla Costituzione il potere esecutivo, per iniziativa del presidente del Consiglio, ha deciso di abolire una sentenza legittima, definitiva, non modificabile della giurisdizione italiana al suo più alto livello.

Il Capo dello Stato ha fatto sapere al governo che l’atto sarebbe stato incostituzionale, e ciò per ragioni obiettive, palesi, verificabili nella nostra Costituzione e tipiche di ogni ordinamento democratico. Il governo ha deciso di ignorare l’obiezione. Il presidente della Repubblica, in nome della Costituzione di cui è garante, non ha firmato il decreto del governo. Ciò determina una situazione senza precedenti nella vita giuridica e politica italiana.

Il governo Berlusconi ha deciso di aggravarla annunciando che, in luogo del decreto, presenterà una legge, chiedendo al Parlamento di votarla subito. La legge, anche se approvata, avrà la stessa natura anti-costituzionale del decreto. Tutto ciò su una materia immensamente delicata come la condizione di Eluana Englaro, con una violenta invasione di campo nel dolore di una famiglia e nei diritti civili delle persone coinvolte.

Sentiamo perciò il dovere di essere accanto al presidente della Repubblica, custode e garante della Costituzione. Chiediamo agli italiani di unirsi intorno al Capo dello Stato e alla Costituzione in questo grave momento nella vita della Repubblica.

Qui ci sono gli altri firmatari dell’appello


LAVORO: IL GOVERNO ACCOLGA L’APPELLO DEL PAPA E PASSI DALLE PAROLE AI FATTI

papabenedettoxviL’appello del Papa e’ assolutamente giustificato e dimostra la rinnovata attenzione della Chiesa nei confronti di temi sensibili come, appunto, quelli del precariato o delle morti sul lavoro. Ci sono pero’ due fenomeni concomitanti che accentuano la preoccupazione di tutti.In primo luogo, spiega l’ex ministro, la crisi economica che colpisce innanzitutto coloro che hanno un lavoro instabile. I primi a pagare il conto dell’aumento della disoccupazione sono i giovani che subiscono licenziamenti silenziosi e quotidiani. Penso, soprattutto, a coloro che hanno forme di lavoro molto flessibili, come i contratti a progetto o i lavori interinali. Fenomeni, questi aggravati dalle scelte del Governo. A cominciare dalla cancellazione delle norme per la stabilizzazione del lavoro precario della pubblica amministrazione che produrra’ un’ondata di 60mila nuovi precari.In secondo luogo, tra le ‘colpe’ del Governo, c’è anche quella che definisce la controriforma del Lavoro, che va a svantaggio della stabilizzazione e rida’ fiato alla precarietà: ad esempio, la cancellazione della norma che impediva le dimissioni in bianco  e che penalizza sopratutto le giovani donne o l’allargamento dell’utilizzo del lavoro a chiamata e le restrizioni al part time. E’ tempo di un ripensamento generale su questi temi. Per questo, servirebbe una nuova stagione di concertazione tra Governo, parti sociali e opposizione per individuare una nuova frontiera per la tutela dei lavoratori. Ma per fare questo occorre investire risorse aggiuntive e rilevanti per garantire ammortizzatori sociali universali. Dopo l’appello del Papa ora il Governo passi dalle parole ai fatti.