”Con l’intervento all’assemblea di Confindustria il presidente del consiglio e’ tornato a spandere ottimismo a buon mercato, l’unico investimento del governo per fronteggiare la crisi, le sue affermazioni stridono in modo evidente con l’analisi di Emma Marcegaglia che anche oggi, come fa da mesi, e’ tornata a chiedere al governo interventi concreti. Il presidente di Confindustria, pur sforzandosi di apprezzare l’impegno del governo a favore delle opere strategiche e di quelle immediatamente realizzabili, ha dovuto ammettere che, ‘nonostante gli annunci’, dagli stessi documenti ufficiali del governo non risulta alcun aumento degli investimenti pubblici nel 2009. E, a proposito del cammino interrotto delle liberalizzazioni, ha affermato che per gli enti pubblici locali il governo ha addirittura ridotto il grado di concorrenza raggiunto in passato. Insomma , Berlusconi prosegue nel rilancio, delle promesse.
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Intervista video sull’annuncio di Confindustria: nel 2009 600 mila posti di lavoro in meno
Per la prima volta nel dopoguerra l’Italia vivrà nel 2008 e 2009 un biennio di recessione. Lo stima il Centro studi di Confindustria secondo il quale il Pil diminuirà dello 0,5% quest’anno e dell’1,3% nel 2009. Il commento del viceministro dell’economia del governo ombra, Cesare Damiano. (fonte Agenzia Vista).
Il governo non vede la realtà
Sono sempre più numerose le voci di rappresentanti delle parti sociali, imprese e sindacati, che mettono in luce la tragica insufficienza delle misure varate dal governo per fronteggiare la crisi economica. Negli ultimi giorni abbiamo registrato le critiche della Cisl e della Confindustria, che si aggiungono a quelle degli altri indacati e della associazioni delle piccole imprese.
Di fronte a questo il governo non trova di meglio che accusare l’opposizione di voler distogliere l’attenzione dei cittadini dai problemi reali del Paese con la critica alle misure adottate contro Sky. Niente di più falso. Per noi la questione sociale rimane assolutamente centrale. Ci batteremo per cambiare il decreto e per varare misure di autentica protezione contro la disoccupazione.
Il Paese ha la necessità di avere ammortizzatori sociali universali, capaci di includere nella protezione il lavoro precario, non con misure una tantum, che possono coprire l’esigenza di un mese di vita, ma con interventi strutturali.
Il governo dovrebbe applicare la delega sugli ammortizzatori sociali già prevista dal protocollo del 2007 e le misure di sostegno ai giovani del lavoro discontinuo già coperte, ma non ancora spese.
E’ paradossale che il governo tratti in modo ordinario una situazione straordinaria, alla quale ha dedicato risorse insignificanti che non vanno oltre lo 0,3% del Pil. Che cosa ne pensa il presidente del Consiglio degli annunciati licenziamenti previsti da Telecom? 4.000 mila persone che si aggiungeranno alla già prevista riduzione di 5000 lavoratori entro il 2010. Se il governo non vuol veder la realtà, i danni per il Paese sono assicurati.
Crisi: la manovra è insufficiente, sempre di più.
Sempre piu’ voci si alzano per dire che la manovra del governo non e’ sufficiente per fronteggiare la crisi in atto. L’ultima voce e’ quella del presidente di Confindustria, infatti un misero terzo di punto di Pil, circa 4 miliardi, non puo’ sicuramente essere sufficiente per invertire la rotta della recessione in corso. La cifra, inoltre, e’ fatta di bonus e di interventi una tantum. Vorrei ricordare che il governo Prodi, in tempi che non richiedevano misure shock ha impegnato strutturalmente per ogni anno oltre 9 miliardi per la competitivita’ delle imprese e il miglioramento delle tutele sociali: dalla riduzione del costo del lavoro – cuneo fiscale – al miglioramento di pensioni e ammortizzatori sociali. Se si vuole il contributo dell’opposizione bisogna cambiare la manovra in modo radicale per sostenere il potere d’acquisto delle famiglie, per dare ammortizzatori sociali universali e incentivi soprattutto alle piccole e medie imprese.
Anch’io come la Marcegaglia penso che l’azione di questo governo sia insufficiente
Condivido l’opinione espressa dal presidente di Confindustria Emma Marcegaglia che mette in luce il ritardo e l’insufficienza dell’azione del governo contro la crisi economica’. E’ necessario muoversi in tre direzioni: il sostegno al potere d’acquisto delle retribuzioni e delle pensioni per favorire i consumi delle famiglie; investire risorse per ammortizzatori sociali universali, capaci di tutelare la grande e la piccola impresa, il lavoro stabile e quello atipico. Infine, il governo deve chiarire quali sostegni al sistema delle imprese e quale politica industriale per aiutare i settori strategici dell’economia.
Le risorse che il governo promette di stanziare devono essere chiare e aggiuntive, non semplicemente delle poste di bilancio che vengono spostate da una voce all’altra. E’ inutile fare i guardiani dei saldi di bilancio in epoca di recessione dell’economia: utilizziamo i margini di flessibilita’ sul debito che l’Europa ci consente in questo momento. Il governo deve cambiare rotta rapidamente.





