Manovra: nuovo attacco del governo all’occupazione

La manovra estiva firmata dal ministro Tremonti contiene all’art. 19 una norma che costringe le societa’ a partecipazione pubblica ad adottare le stesse regole della pubblica amministrazione per quanto riguarda le assunzioni. Verranno coinvolte tra le altre, societa’ come Poste italiane, Rai, Ferrovie dello Stato e municipalizzate. Con queste norme saranno imposti vincoli come la partecipazione ai concorsi e le assunzioni saranno sottoposte alle stesse limitazioni della pubblica amministrazione. Questa regola che produrra’ nuovi disoccupati e mettera’ in mora la contrattazione sindacale. Che fine fara’ l’accordo definito dai sindacati con Poste italiane per l’assunzione di 15.000 lavoratori precari? Questi lavoratori dovranno riprendere la strada dei contenziosi legali per ottenere cioe’ che spetta loro di diritto? Lo stesso discorso vale per le altre societa’ nelle quali sono intercorsi accordi tra le parti sociali. Come Partito Democratico ci opporremo con forza a questo nuovo attacco all’occupazione.


Crisi: la manovra è insufficiente, sempre di più.

Sempre piu’ voci si alzano per dire che la manovra del governo non e’ sufficiente per fronteggiare la crisi in atto. L’ultima voce e’ quella del presidente di Confindustria, infatti un misero terzo di punto di Pil, circa 4 miliardi, non puo’ sicuramente essere sufficiente per invertire la rotta della recessione in corso. La cifra, inoltre, e’ fatta di bonus e di interventi una tantum. Vorrei ricordare che il governo Prodi, in tempi che non richiedevano misure shock ha impegnato strutturalmente per ogni anno oltre 9 miliardi per la competitivita’ delle imprese e il miglioramento delle tutele sociali: dalla riduzione del costo del lavoro – cuneo fiscale – al miglioramento di pensioni e ammortizzatori sociali. Se si vuole il contributo dell’opposizione bisogna cambiare la manovra in modo radicale per sostenere il potere d’acquisto delle famiglie, per dare ammortizzatori sociali universali e incentivi soprattutto alle piccole e medie imprese.


BERLUSCONI PRENDE IN GIRO LE FAMIGLIE

Si prendono in giro le famiglie italiane. La dichiarazione di Berlusconi secondo il quale nella manovra finanziaria non ci sara’ alcun pacchetto di misure per aiutare le famiglie e’ molto grave. Questo dimostra come questo governo sia molto attento ai problemi dei soggetti forti ma non a quello dei lavoratori, dei pensionati e dei piccoli imprenditori, che pagheranno in modo salato i costi della crisi. È una colpevole indifferenza nei confronti dei piu’ deboli che, non solo, ignora i principi della solidarieta’ e dell’equita’ ma si ostina in maniera miope a non considerare l’aumento del potere d’acquisto delle famiglie come leva fondamentale per rilanciare l’economia.