Unipol: sentenza restituisce onore a Fassino

E’ una sentenza importate che restituisce a Piero Fassino quell’onore che il Pdl di Berlusconi ha cercato di sfregiare ricorrendo a metodi immorali e del tutto estranei alla normale dialettica politica.
Questa sentenza è anche significativa perché dimostra, ancora una volta, le finalità politiche degli organi di informazione in mano a Berlusconi che ha introdotto nella nostra democrazia un sistema di concorrenza sleale ampiamente sperimentato nella conduzione delle aziende di famiglia. Oggi emerge finalmente la verità dopo che per anni si è dato più peso ad una battuta – peraltro sempre riferita in modo incompleto – piuttosto che sottolineare la falsificazione della realtà e l’inquinamento delle regole di un civile e leale confronto. E’ inutile adesso che Berlusconi vesta i panni della vittima ed è disarmante vedere tutto il Pdl supino a difesa del proprio capo.


Thyssen: molta delusione da sentenza, ma confidiamo in Cassazione

La sentenza Thyssen Kupp sta creando molta delusione. Ci trovavamo di fronte, nel primo grado, ad un atto esemplare che aveva rimesso al centro il tema della responsabilità dell’imprenditore, della prevenzione e della esigenza di tutelare l’integrità psicofisica dei lavoratori. La nuova sentenza rappresenta, invece, una battuta d’arresto. noi abbiamo, come sempre, piena fiducia e rispetto nell’opera della magistratura e ci auguriamo che in appello si possa ripristinare la decisione del primo grado. La strada che riguarda la tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro è ancora lunga: sarebbe intanto, per noi del Pd, opportuno dare attuazione alle deleghe della legge 81 rimaste lettera morta per responsabilità dei governi Berlusconi e Monti.


Lavoro: governo intervenga subito su Inps per sblocco Cig

Mentre Berlusconi continua con le sue bufale da campagna elettorale, promettendo agli italiani 4 milioni di nuovi posti di lavoro, la Conferenza delle regioni ci riporta alla cruda realtà . I dati sulla disoccupazione sono allarmanti ed è alto il rischio che molti lavoratori che hanno maturato il diritto ai trattamenti in deroga nel 2012 resteranno senza protezione sociale. Davanti a questa drammatica possibilità è evidente che non si può  perdere altro tempo. Per questo chiediamo al Governo di non lasciar cadere nel vuoto la richiesta delle regioni e dei sindacati e quindi di intervenire immediatamente sull’Inps per sbloccare i pagamenti degli ammortizzatori sociali in deroga relativi al 2012 e ripristinare le risorse per incentivare l’assunzione dei lavoratori in mobilità. I temi sociali e del lavoro non possono attendere la conclusione della campagna elettorale, necessitano risposte immediate. Il rischio è quello di far scivolare migliaia di italiani nella povertà  ed alimentare un enorme conflitto sociale. Quando la scelta di governo toccherà  a noi non avremo dubbi nel scegliere la strada della crescita e dell’equità  sociale ed abbandonare quella del puro rigore, che ci ha condotto in questa drammatica situazione.


Crisi: peggiora la vita degli italiani, le responsabilità del centrodestra

istatQuello che colpisce dei dati dell`Istat è il peggioramento della qualità della vita degli italiani. Aumenta la povertà che coinvolge oltre l`11% delle famiglie e aumenta il lavoro nero che rappresenta il 12% del totale. Sbaglieremmo a pensare che questi dati siano il frutto di una situazione recente. Questo non è assolutamente vero, nonostante le dichiarazioni di Berlusconi che attribuisce al suo governo addirittura l`aumento dell`occupazione. In realtà l`Istat ci dice che la disoccupazione giovanile è aumentata anno dopo anno dal 2008, raggiungendo la quota del 30% nel 2011 per poi compiere un ulteriore balzo lo scorso anno. I cattivi risultati arrivano dunque da lontano e portano in primo luogo la responsabilità del centro destra: occorre cambiare rotta, collegando alla politica del rigore una scelta a sostegno dello sviluppo e dell`equità sociale.


Elezioni: 1,5 milioni di nuovi posti di lavoro? da Berlusconi propaganda bugiarda

berlusconi_smorfia_adn1--400x300 (1)A proposito dell’azione del suo governo Berlusconi fa propaganda bugiarda. Così commento l’intervista di Silvio Berlusconi ad Euronews nel corso della quale ha detto che nel suo governo sono stati creati ‘1,5 milioni di nuovi posti di lavoro’ e che ‘la disoccupazione era stata abbattuta’. Dire che in quel periodo l’occupazione è aumentata è un’offesa alla verità e al buon senso: gli vogliamo ricordare che tra il 2009 e il 2010, 863mila lavoratori hanno perso il loro impiego e che sono stati cancellati ben 533 mila posti di lavoro. Aggiungiamo inoltre che la sua eredità, tra collaboratori a progetto ed occasionali, contratti a termine ed in somministrazione, false partite Iva e professionisti senza tutele, riguarda 7 milioni di persone che vivono con rapporti di lavoro precario. Grazie alle politiche del centro destra  le nuove assunzioni e i contratti a tempo indeterminato sono progressivamente diminuiti fino a toccare la soglia minima del 20% del totale, e si tratta soprattutto di giovani. Infine, il governo Berlusconi si è distinto per aver reintrodotto forme di lavoro precario (che erano state cancellate dal governo Prodi) quali il lavoro a chiamata e lo staff leasing, e di aver cancellato la tutela delle giovani lavoratrici dall’ignobile pratica delle dimissioni in bianco.


La passione per osare, l’esperienza per riuscirci

CartolinaDamiano2La passione per osare, l’esperienza per riuscirci.

E’ sulla base di questi due punti di forza – la passione e l’esperienza – che ho deciso di presentare la mia candidatura alle primarie di Torino per la scelta dei parlamentari del Partito Democratico. Dopo due anni da ministro del Lavoro e quasi cinque da capogruppo Pd alla Commissione lavoro della Camera, chiedo che mi sia rinnovata la fiducia per portare a compimento quei progetti – dalla lotta alla precarietà a una più equa e moderna disciplina delle pensioni, da nuove regole sulla rappresentanza e la rappresentatività sindacale a iniziative a sostegno dell’occupazione, soprattutto dei giovani e delle donne – che sono ancora in cammino.

Abbiamo alle spalle anni difficili e difficili saranno anche gli anni a venire. Dopo i disastri di Berlusconi, il governo Monti ha avuto il merito di mettere in sicurezza i conti pubblici e di far riconquistare all’Italia il ruolo e il prestigio perduti in campo internazionale, anche se ha ecceduto nella strada del rigore.

Adesso occorre cambiare rotta, perché i sacrifici che gli italiani sono stati chiamati a sostenere non devono essere vanificati dalla mancanza di concrete prospettive di sviluppo.

Sono necessarie politiche che rompano la spirale recessiva e diano impulso allo sviluppo economico e produttivo e ritrovino la strada dell’equità sociale. Servono scelte che favoriscano la crescita – quantitativa e qualitativa – dell’occupazione; abbiamo bisogno di governanti che, con la loro opera quotidiana, siano in grado di restituire fiducia ai cittadini.

In questi cinque anni sono stato promotore di iniziative – in alcuni casi di vere e proprie battaglie – a difesa dei lavoratori, dei pensionati, dei precari, dei cassintegrati.

  • Mi sono battuto, in Commissione Lavoro e in Aula, per garantire con proposte e provvedimenti di legge una copertura previdenziale alle decine di migliaia di lavoratori (fra di essi i cosiddetti esodati) che, a causa della riforma Fornero, rischiavano (e in buon numero ancora rischiano) di restare senza lavoro, senza ammortizzatori sociali e senza pensione.
  • Sono stato promotore di iniziative legislative e parlamentari per sbloccare la situazione degli oltre 70mila vincitori di concorso pubblico, per lo più giovani, che non hanno ottenuto il posto di lavoro, conquistato con merito e fatica, a causa delle politiche restrittive per le assunzioni nella pubblica amministrazione.
  • In materia previdenziale, contro le rigidità introdotte dai governi Berlusconi e Monti, ho proposto un disegno di legge per introdurre una scelta flessibile nell’uscita dal lavoro verso la pensione. Sono fautore dellanecessità di un’azione di revisione, nel segno di una maggiore equità, della riforma Fornero.
  • Sono promotore di un “Pacchetto giovani” finalizzato alla riduzione della precarietà del lavoro attraverso agevolazioni per la conversione dei rapporti di collaborazione a tempo determinato in contratti di lavoro stabili, alla promozione dell’auto imprenditorialità giovanile (e femminile), alla regolamentazione del tirocinio formativo, dello stage e della pratica professionale (anche mettendo fine alla loro gratuità) e alla costruzione – anche attraverso un’effettiva totalizzazione contributiva – di una futura, dignitosa, rendita pensionistica.
  • Sono estensore di uno Statuto dei lavori autonomi avente come punticardinela semplificazione per l’avvio dell’attività, l’agevolazione fiscale per i giovani fino a 35 anni e i disoccupati di lunga durata, la promozione di servizi pubblici di consulenza e la tutela del reddito in situazioni di crisi e di inoccupazione.
  • Mi sono battuto (con successo) perché venisse finalmente portata a conclusione la vicenda dell’anticipazione dell’età del pensionamento per i lavoratori impiegati in lavori usuranti.

Iniziative e proposte con un solo obiettivo e un denominatore comune: favorire l’occupazione, difendere e promuovere la dignità e la qualità del lavoro.

E’ da qui che vi chiedo la fiducia per ripartire.

Cesare Damiano


Istat: dati confermano grave eredità lasciata da Berlusconi

berlusconiI dati Istat certificano l’esistenza di una grave crisi occupazionale già nel corso del 2011. Risulta chiaro, in questo modo, che l’eredità lasciata dal governo Berlusconi è stata pesante anche sul terreno sociale. Balza agli occhi come in quell’anno oltre un milione di disoccupati avesse una età inferiore ai 35 anni e come nel Mezzogiorno poco più di 6 donne ogni dieci in età lavorativa non partecipasse al mercato del lavoro. Anche per quanto riguarda la durata della disoccupazione si registra il fatto che nel 2011 quella di lunga durata sia arrivata al 51,3%. Questi dati dell’annuario Istat testimoniano l’esistenza di una Italia malata, incapace di dare risposte al tema fondamentale del lavoro, soprattutto per quella parte debole rappresentata da giovani, donne e Mezzogiorno. Il Pd continuerà la sua battaglia per una politica di sviluppo e di difesa dalla disoccupazione, consapevole che il 2013 continuerà ad essere un anno molto difficile con gravi rischi di una crescente tensione sociale.