Lavoro: nuovo contratto Monti? E’ grande imbroglio per legalizzare precarietà

Se Monti propone di far costare meno il lavoro a tempo indeterminato rispetto a quello flessibile, siamo molto soddisfatti perché il suo partito non fa altro che copiare le proposte del Pd. Peraltro, queste stesse proposte noi le abbiamo già applicate al tempo del governo Prodi quando si abbassò di 3 punti il cosiddetto cuneo fiscale del lavoro stabile. Se invece, con la proposta di un nuovo contratto a tempo indeterminato più flessibile, si intende una forma di assunzione riservata esclusivamente ai giovani che può prevedere di essere licenziati in qualsiasi momento anche per motivi economici non esistenti, attraverso un semplice risarcimento monetario, saremmo davanti ad un imbroglio. In questo modo, si renderebbe infatti strutturale l’esistenza di due mercati del lavoro uno de quali con minori diritti per i giovani. Noi questa tesi la combattiamo perché siamo stanchi di sentire dalla Lista Monti la predica contro l’apartheid delle giovani generazioni e una proposta politica che va esattamente in direzione opposta.


METALMECCANICI: LA VIA UNITARIA SI PUO’ PERSEGUIRE ANCHE SE DIFFICILE

L’accordo dei metalmeccanici del gennaio 2008 si concluse in modo unitario. La mediazione ricercata con le parti sociali quando ero ministro del lavoro ebbe successo. Una trattativa in stallo da sei mesi si sblocco’, all’ora, in tre giorni al ministro del Lavoro. La stessa conclusione unitaria ci fu sul protocollo del Welfare del 2007 voluto da governo Prodi. Un altro esempio recente e’ l’accordo unitario dei lavoratori del settore agro industriale. Questi esempi dimostrano che la via unitaria si puo’ perseguire anche se lunga, difficile e tortuosa.
Purtroppo, il nuovo contratto dei metalmeccanici si e’ concluso con firme separate e apre un problema di democrazia dei lavoratori. Sarebbe necessario che, di fronte a queste situazioni, si riprendesse il cammino dell’accordo di Cgil Cisl e Uil del luglio 2008 che ha disciplinato i temi della rappresentativita’ e della democrazia sindacale.Un compromesso condiviso, aggiunge l’esponente del Pd, ‘puo’ rappresentare il punto di riferimento per una legislazione di sostegno su questi temi. La legge gia’ vigente nel pubblico impiego ha dato, negli anni, ottimi risultati e quei criteri possono essere utilizzati anche per il settore del lavoro dipendente privato.


Giornalisti: è positivo che ci sia un contratto

Il fatto che, dopo 4 anni, ci sia un contratto e’ una cosa positiva. Naturalmente spetta alla categoria dare il giudizio: i giornalisti faranno le loro consultazioni e il loro referendum. Segnalo, invece, che e’ andato a buon fine quel protocollo per stabilizzare e migliorare la condizione dei lavoratori precari e c’e’ un impegno, che andra’ sottoscritto, di stabilizzare circa 600 collaboratori che potrebbero diventare stabili nelle redazioni.

Naturalmente il Governo deve erogare i benefici e gli incentivi a carico dell’editoria, che sta passando un periodo molto difficile.