Fabrizio Barca è un ottimo politico, uno dei ministri seri del governo Monti, può essere un punto di riferimento di sinistra. L’intervento di Renzi è stato a gamba tesa contro Bersani e anche contro il presidente della Repubblica, è stato infelice. Mi pare che quello che sta avvenendo è un inasprimento della tensione nel partito, dopo le dichiarazioni di lealtà nel passato. Di strappo in strappo, facciamo attenzione al rischio di una scissione. In un momento nel quale viene meno la prospettiva politica, possono prevalere le spinte identitarie, che potrebbero dare l’illusione di maggiore chiarezza di obiettivi e migliore democrazia interna.
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Crisi: da Inps dati drammatici, subito più risorse per ammortizzatori sociali
E’ una buona notizia l’annuncio della manifestazione unitaria di Cigl, Cisl e Uil del 16 aprile davanti a Montecitorio sul tema del finanziamento della cassa integrazione in deroga. Sarà l’occasione per un incontro tra i parlamentari del Pd e i sindacati per affrontare il drammatico problema degli ammortizzatori sociali nel tempo della crisi. I dati resi noti oggi dall’Inps sulla cassa integrazione del primo trimestre 2013, rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, fanno segnare un +12%: un segnale drammatico che viene dall’economia reale. Sappiamo inoltre che le risorse finora stanziate dal Governo per la cassa integrazione in deroga copriranno soltanto metà del 2013: occorre quindi un altro miliardo di euro per tutelare i lavoratori per il restante semestre. Per non parlare delle risorse che serviranno per risolvere il problema dei lavoratori rimasti senza reddito a causa della riforma pensionistica Monti-Fornero, realizzata senza alcuna gradualità. Per questi occorrerà rifinanziare il fondo appositamente costituito con la legge di stabilità per tutelare altri lavoratori oltre gli attuali 130 mila salvaguardati: serviranno per questo obiettivo alcuni miliardi di euro. Bisogna pensarci per tempo.
Esodati: importante che il tema sia nell’agenda dei saggi
E’ molto importante che il senatore Bubbico abbia voluto ricordare che il tema dei cosiddetti esodati, insieme a quello gli ammortizzatori sociali, farà parte nell’incontro di domani al Quirinale della ricognizione del gruppo dei saggi incaricati di indicare un’agenda di provvedimenti di carattere economico. La questione dei lavoratori salvaguardati, con particolare riguarda all’ultima tranche delle 10 mila persone oggetto dell’ultimo decreto del governo, verrà affrontata anche dalla Commissione Speciale di Camera e Senato per evitare una penalizzazione a carico dei prosecutori volontari. Infatti, il decreto attuativo della Legge di Stabilità non rispecchia il testo della legge medesima. Questa situazione va risolta perché è inaccettabile. Come Partito democratico ribadiamo che l’errore della riforma Monti-Fornero è stata la totale mancanza di gradualità che ha lasciato senza reddito centinaia di migliaia di persone che si vanno ad aggiungere al numero purtroppo crescente dei disoccupati. A questa emergenza sociale si deve trovare una risposta.
Pensione: Fornero lascia pesante eredità
La cieca obbedienza all’Europa dell’austerità a senso unico ha prodotto in Italia una riforma delle pensioni sbagliata e causa, tuttora, di gravi squilibri sociali. Il ministro Fornero non può sottovalutare il fatto che alcune centinaia di migliaia di lavoratori (esodati, prosecutori volontari, mobilitati, appartenenti ai fondi speciali, ecc), sono rimasti intrappolati a seguito della brutale cancellazione delle pensioni di anzianità e per la mancanza, per la prima volta, di qualsiasi criterio di gradualità. Misure così drastiche non si conoscono in nessun altro Paese europeo e non ci consola il fatto di aver raggiunto il primato dell’innalzamento dell’età pensionabile, superando persinola Germania. Di questo record avremmo fatto volentieri a meno. Adesso, purtroppo, questa pesante eredità, nonostante le correzioni conquistate dalla dura ma non risolutiva battaglia parlamentare del Pd che ha consentito di salvaguardare 130mila lavoratori, rimane sulle spalle del nuovo governo. Per noi la soluzione a questo problema resta una delle priorità del programma del Partito democratico.
Lavoro: da Pd proposte concrete contro emergenza
Le misure urgenti sul fronte del lavoro presentate oggi dal Pd rappresentano un altro importante tassello della nostra proposta. Un punto cardine e’ costituito dalla scelta di rendere piu’ conveniente il lavoro stabile rispetto a quello precario, un architrave dell’impostazione del centro-sinistra che ha mosso positivamente i suoi passi al tempo del governo Prodi con la diminuzione del cuneo fiscale del lavoro a tempo indeterminato a vantaggio delle imprese e dei lavoratori.
Una proposta di questo genere puo’ favorire la definizione di un piano straordinario per l’occupazione dei giovani, degli over 45 e dei lavoratori posti in mobilita.
Un altro punto, quello dei lavoratori rimasti senza reddito a seguito della riforma delle pensioni Monti-Fornero (i cosidetti esodati, i mobilitati, i contributori volontari, i licenziati e iscritti ai fondi di settore), e’ per noi fondamentale: a questi lavoratori deve essere consentito l’accesso alla pensione con le vecchie regole previdenziali. I punti della proposta potranno essere meglio definiti da un’efficace azione parlamentare, capace di confrontarsi anche con le parti sociali.
La via maestra e’ quella di presentare al Paese e al Parlamento proposte concrete in grado di affrontare di petto la drammatica emergenza sociale.
Inflazione: anche per il 2013 alto rischio erosione potere acquisto famiglie
L’andamento dei prezzi dei prodotti acquistati con più frequenza dalle famiglie italiane è ancora in aumento ed evidenzia, anche quest’anno, il rischio concreto di un’ennesima erosione dei salari reali. La crescita del prezzo del carrello della spesa (+2,4% su base annua) è infatti superiore all’inflazione tendenziale (+1,9%) al quale verranno adeguati gli stipendi. Una situazione ancora negativa per il nostro sistema economico che sta vivendo una forte crisi della domanda interna. Ed aggravata dal fatto che, in piena recessione dell’economia e con l’aumento dei disoccupati, l’inflazione continua a crescere in modo così rilevante colpendo i ceti medio bassi. Per questo è necessario un intervento di politica economica che sappia far ripartire lo sviluppo e aumentare le tutele di chi sta subendo maggiormente i costi della crisi. Sono questi gli obiettivi degli 8 punti su cui Bersani sta cercando una convergenza parlamentare per superare definitivamente l’austerità e rilanciare le imprese e l’occupazione attraverso una riduzione del cuneo fiscale a carico del lavoro a tempo indeterminato ed un piano straordinario di assunzioni dei giovani, degli over 45 e per il reimpiego agevolato dei lavoratori posti in mobilità. A questo va aggiunto l’intervento a sostegno di chi è senza reddito prevedendo ammortizzatori sociali di carattere universale definiti su misura per l’attuale periodo di crisi prolungata. E’ sui temi dell’economia reale che vogliamo confrontarci in parlamento e nel paese.
ISTAT-CNEL: bene indice Bes, se applicato la riforma delle pensioni non sarebbe mai nata
Se accettiamo il giusto suggerimento di Enrico Giovannini, presidente dell’Istat, e utilizziamo l‘indice Bes (Benessere equo e sostenibile) anche per valutare l’impatto delle nuove leggi sul benessere e non solo sulle variabili finanziarie, la riforma delle pensioni Monti-Fornero non sarebbe mai nata.
Gli effetti finanziari sono noti: circa 350 miliardi di euro di risparmi dal 2020 al 2060, tutti a carico dei pensionati. Gli effetti sociali li stiamo misurando: nonostante le correzioni che il Pd ha imposto al parlamento salvaguardando 130 mila lavoratori, altre centinaia di migliaia di persone vivono nella paura di dover restare per lunghi anni senza alcun reddito. Si tratta dei cosiddetti esodati, mobilitati, contributori volontari, licenziati e iscritti ai fondi di settore, tutte persone che hanno il diritto di veder risolto il loro problema utilizzando le vecchie regole pensionistiche. Per questo è importante che negli 8 punti dell’agenda Bersani questo argomento sia ben presente e che si formi al più presto un governo capace di affrontare i punti fondamentali dell’emergenza sociale, come quelli delle pensioni e della disoccupazione. Il Giappone si sta riprendendo dalla sua crisi grazie a politiche d’investimento e di ricostruzione, l’Europa sta sprofondando in una dissennata politica di austerità. Occorre cambiare rotta.





