L’esplosione della Cig a maggio, piu’ 609% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, con un piu’ 15,8% rispetto ad aprile, e’ la dimostrazione della portata della crisi e delle bugie di un governo che fugge dalle sue responsabilità.Quando il presidente del consiglio passa dal rassicurante spazio dei salotti televisivi amici a quello ben piu’ durodella realta’ il contrasto si fa evidente e doloroso. Nonostante lo strapotere mediatico di governo e maggioranza le persone si stanno cominciando ad accorgere dell’inganno di un governo che ha fatto poco o nulla per lavoratori e precari.
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Crisi economica: la politica del governo è come la dottrina Bush
‘Cio’ che fa il governo italiano e’ paragonabile a una dottrina Bush, ma ai tempi di Obama: lo stato guarda, il mercato fa. Questa logica, che ormai tutti stanno abbandonando, ci ha portati al disastro globale e se si continua a guardare, quando la crisi sara’ finita, non saremo pronti per ripartire’.
‘Basterebbe utilizzare un punto percentuale di Pil ovvero 15 mld di euro, e investirli per un terzo rinforzando il reddito di lavoratori e pensionati al fine di incentivare i consumi, per un altro terzo negli ammortizzatori sociali universali e per l’ultimo terzo finanziando artigiani, commercianti e piccole imprese’ che sono fuori dal triangolo Governo-Confindustria-Cgil.
‘Purtroppo pero’ il ministro Tremonti continua nella sua politica di difesa dei soldi del bilancio, prelevando risorse dai fondi destinati alla formazione o da quelli destinati al Mezzogiorno che invece ne avrebbe bisogno. Molti esperti, da Monti a Draghi, all’Istat, ritengono invece che si debbano mettere sul tavolo risorse fresche e visibili’.
Fiat: stupisce la mancanza di iniziativa del governo
Stupisce nella vicenda Fiat-Opel l’assenza di iniziativa del nostro governo. L’idea di non disturbare il manovratore non ci convince affatto. In questo modo il nostro Paese anziche’ guidare il processo, come stanno facendo gli altri Stati coinvolti, rischia di subire soluzioni di risulta che dipenderanno dal successo o meno degli accordi. Sarebbe necessario, invece, che il governo facesse conoscere le condizioni di tutela occupazionale e produttiva e mettesse sul tavolo, come fatto dagli altri governi, risorse per raggiungere un obiettivo cosi’ importante per il nostro Paese.
La crisi c’è anche se il governo dice il contrario
La crisi e’ pesante e non e’ vero, come dice il governo, che e’ finita ed e’ alle nostre spalle. Il calo del Pil e’ drammatico, quasi 6 punti. Poi la cassa integrazione imperversa. Servirebbe investire risorse aggiuntive e non soltanto riciclare quelle esistenti, togliendo fondi alle aree del Mezzogiorno come il riutilizzo del Fas. Poi ci vorrebbe una politica industriale ma non con uno Stato che diventa nuovamente proprietario ma che riesca a dare un indirizzo ai settori strategici.
Fiat: il Governo faccia la sua parte
L’annuncio dato dall’amministratore delegato di Fiat, Sergio Marchionne, del mantenimento di tutti gli impianti produttivi della Opel in caso di accordo, è molto importante. E’ anche il frutto di un negoziato in corso molto duro e serrato che ha come protagonisti accanto ai sindacati, il governo tedesco e i governatori dei land interessati. Ci auguriamo che questo avvenga anche per l’Italia. Sarebbe estremamente contraddittorio mantenere gli impianti esteri e ridimensionare quelli italiani. L’ingrediente che manca per guardare con fiducia al futuro negoziato è un intervento altrettanto determinato del governo italiano, fino ad ora spettatore passivo, che si è limitato a chiedere timidamente l’apertura di un tavolo di confronto. Abbiamo invece bisogno di un governo che delinei precise condizioni produttive ed occupazionali, in un quadro di politica industriale, come è stato fatto da Stati Uniti e Germania, e che metta a disposizione risorse adeguate per l’innovazione tecnologica e di prodotto di un settore strategico per la nostra economia.
Crisi: l’azione del governo è insufficiente
L’analisi del ministro del Lavoro Sacconi sull’esistenza di segnali di ripresa dalla crisi e’ perlomeno frettolosa. Non basta l’aumento degli ordini dall’estero per indicare una inversione di rotta duratura, quando sono stagnanti i consumi interni. Questo dimostra che le robuste misure adottate a sostegno dell’economia dagli altri paesi europei e dagli Stati Uniti producono i loro effetti sui mercati, mentre l’azione insufficiente del governo a sostegno della ripresa non produce effetti benefici sulla situazione nazionale. Al tempo stesso – spiega – non si puo’ sottovalutare il fatto che il lungo elenco di aziende in crisi si sta allungando: come dimenticare i casi recenti di Indesit, Saint Gobain, Eutelia e la protesta degli operai della Teksit di Carmagnola, in provincia di Torino, che non vedono arrivare i soldi della cassa integrazione? Un buon segnale e’ invece il ripensamento del ministro sulla norma salva-manager contenuta nel decreto correttivo al testo unico sulla salute e la sicurezza. Noi continueremo la nostra battaglia, oltreche’ per assicurare che la norma in questione sia realmente riscritta, anche per impedire che le correzioni apportate dal governo vadano nella direzione di una complessiva diminuzione delle tutele per i lavoratori.
Crisi, la Cig galoppa ma il governo è fermo da mesi
La crescita del 589% della cig nel primo trimestre 2009 rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente e del 925% nel mese di marzo rispetto allo stesso mese del 2008 rappresenta un dato inquietante. Mentre la crisi galoppa ilgoverno e’ fermo da mesi. Quando si rendera’ conto della gravita’ della situazione?





