Si moltiplicano le voci del FMI e dell’Europa che cominciano a mettere in discussione gli eccessi delle politiche rigoriste. Si stanno tutti accorgendo che il tema della rivalutazione dell’economia reale e del ridimensionamento del ruolo dei mercati finanziari e della speculazione, rappresenta la chiave di volta per imboccare finalmente la strada che porta ad un maggiore sviluppo ed equità sociale.
In questa ottica si inseriscono le dichiarazione di Juncker, presidente dell’Eurogruppo, che ha affrontato due temi fondamentali per la costruzione di una Europa più giusta ed unita sotto il punto di vista sociale: quello del salario minimo e quello della redistribuzione della ricchezza, in un periodo di crisi, a vantaggio dei più deboli. Il fatto che Junker dichiari che i ricchi debbano contribuire di più, può apparire scontato, ma in realtà rappresenta una presa di coscienza sempre più diffusa circa l’esigenza di una più equa distribuzione dei sacrifici.
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Ue: basta politiche rigoriste, serve cambio di passo verso sviluppo e occupazione
Il tema dell’occupazione e delle tutele sociali deve essere al centro dell’azione del Governo in Italia ed in Europa. La situazione di crisi economica persiste e non consente di abbassare la guardia. Abbiamo alle volte il sospetto che la gravità della situazione non sia ben compresa. All’innalzamento del tasso di disoccupazione ed all’aumento della cassa integrazione, si sommano nuove emergenze: i lavoratori precari della pubblica amministrazione che rischiano di perdere il lavoro entro la fine dell’anno, la mancanza di risorse per la cassa integrazione in deroga e per i contratti di solidarietà nel 2013 e i lavoratori che, nonostante il passo avanti compiuto nella legge di stabilità, corrono il rischio di rimanere senza reddito nel corso dei prossimi anni. Le sole politiche del rigore non sono in grado di dare risposte a queste emergenze. Dopo il rinvio di oggi, la discussione sul bilancio europeo deve diventare la sede dove far pesare, in sede comunitaria, la richiesta di un cambio di passo verso politiche di sviluppo e occupazione. Altrimenti è alto il rischio di un aumento delle tensioni sociali.





