La crescita del 589% della cig nel primo trimestre 2009 rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente e del 925% nel mese di marzo rispetto allo stesso mese del 2008 rappresenta un dato inquietante. Mentre la crisi galoppa ilgoverno e’ fermo da mesi. Quando si rendera’ conto della gravita’ della situazione?
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Crisi: la cassa integrazione conferma l’emergenza auto
La classifica delle province maggiormente interessate alla cassa integrazione vede al primo posto come valore assoluto di ore Torino e Frosinone in rapporto al numero dei lavoratori. Due province legate in particolar modo al ciclo della produzione automobilistica.
Questo dato sottolinea l’urgenza di una politica industriale a sostegno dei settori strategici, a partire da quello dell’automobile e di incentivi per la piccola impresa.
E’ chiaro che la manovra fin qui varata dal governo e’ del tutto insufficiente e non tempestiva. Mi associo alla richiesta dell’arcivescovo di Torino, Severino Poletto che, avendo a cuore i lavoratori, chiede sostegno al settore automobilistico.
Lavoro: il governo garantisca risorse per le casse integrazioni
‘Il governo deve garantire, anche transitoriamente, le risorse per le casse integrazioni in deroga nelle regioni che hanno esaurito i fondi. In carenza di questo finanziamento -aggiunge- in attesa di una riforma piu’ strutturale degli ammortizzatori sociali, nei primi mesi del 2009 alcuni territori potrebbero trovarsi nella condizione di non poter erogare le protezioni sociali. Tra questi il Piemonte. In questo caso, le aziende sarebbero indotte ad utilizzare le procedure di mobilita’ per i lavoratori, con conseguente rischio di licenziamento. Se il governo, come afferma, intende fronteggiare la crisi, non puo’ perdere ulteriormente tempo, o peggio, negare le risorse necessarie nell’immediato. Il mio e’ un vero e proprio allarme che voglio lanciare alle forze piu’ responsabili del Paese per un intervento tempestivo. Gli annunci non bastano piu.
Crisi: L’aumento della CIG era prevedibile. Sconcerta il ritardo del governo
La crescita della cassa integrazione era prevedibile. Fin dal mese di giugno il Pd aveva sottolineato la crescita nell’utilizzo di questo strumento e indicato il rischio di una esplosione, gia’ prima delle ferie, dopo l’annuncio della cassa integrazione alla Fiat nell’autunno seguente. Quello che sconcerta e’ la lentezza del governo a prendere atto della gravita’ della situazione economica ed occupazionale. Come Pd insistiamo sulla necessita’ di destinare risorse straordinarie e aggiuntive, pari ad un punto percentuale di Pil , circa 15mld di euro, per il potenziamento del potere di acquisto dei redditi medio bassi, per ammortizzatori sociali universali capaci di tutelare anche il lavoro precario della piccola impresa e incentivi al sistema economico accompagnati da una politica industriale dei settori strategici a partire dall’automobile. Ci auguriamo, che il governo apra un tavolo di concertazione con l’opposizione e le forze sociali per definire interventi straordinari a partire dal decreto anticrisi..
Governo a singhiozzo su Alitalia e sulla tutela dei lavoratori
Il governo si contraddice sulle tutele per i lavoratori delle aziende dismesse e, con un emendamento al decreto infrastrutture approvato al Senato, danneggia quelli di Alitalia. Il governo anziche’ presentare un piano organico e straordinario di tutele sociali di fronte alla profondita’ della crisi, si muove a singhiozzo, con misure che da una Camera all’altra non reggono il principio di non contraddizione. Infatti, mentre il ministro Sacconi, finalmente, annuncia di voler dare maggiori risorse per gli ammortizzatori sociali, dall’altra parte esponenti della maggioranza, al Senato, cancellano con un emendamento le tutele dei lavoratori di rami di grandi aziende in crisi che vengono dismesse impedendo cosi’ il loro riassorbimento nelle nuove imprese. E’ una misura grave che segna l’ennesima scelta ai danni dei lavoratori, contribuendo a rendere ancora piu’ difficile la vicenda Alitalia.
Va ricordato che il primo stanziamento per le casse integrazioni era addirittura inferiore di 20 milioni di euro rispetto a quanto previsto lo scorso anno dal governo Prodi, in un momento nel quale la Cig era in calo. Adesso il governo e’ corso ai ripari aggiungendo, di fronte alle richieste dell’opposizione, 150 milioni per le tutele sociali che, pero’, non saranno sufficienti per affrontare la gravita’ della situazione, soprattutto se si vogliono tutelare, come noi chiediamo, anche i lavoratori precari.





