Fiat: Marchionne archivia ‘Fabbrica Italia’, ora piano un complessivo

fiatDopo la definitiva archiviazione del piano ‘Fabbrica Italia’, che prevedeva uno stanziamento di 20 miliardi di euro, Marchionne decide la strada degli investimenti stabilimento per stabilimento. Noi apprezziamo il fatto che si impieghino risorse per la produzione di nuovi modelli di auto. È stato fatto a Pomigliano per la Panda, a Grugliasco in provincia di Torino per la Maserati e adesso a Melfi per il suv della Jeep per un totale di tre miliardi. In questo momento si tratta di un segnale che non va sottovalutato e che contribuisce al radicamento territoriale di alcuni stabilimenti. Ma questo non ci deve far perdere di vista l’esigenza di ricostruire un piano complessivo nel quale sia chiaro, stabilimento per stabilimento, quali nuove vetture verranno prodotte, con quanti occupati e con quale innovazione di prodotto e di tecnologia. Sarà compito del prossimo governo varare un piano nazionale per la mobilità ed indicare le linee di politica industriale di sostegno al settore dell’auto in termini di innovazione di prodotto sul versante della sostenibilità ambientale e della sicurezza del trasporto


Fiat: bene la convocazione delle parti per Termini Imerese

Prendiamo atto positivamente della convocazione del ministro Scajola dell’azienda e dei sindacati per affrontare il problema dello stabilimento Fiat di Termini Imerese.Va sicuramente chiarita da subito la situazione dello stabilimento siciliano ma e’ anche necessario affrontare la situazione complessiva della presenza Fiat in Italia. La domanda che tutti si fanno e’ sapere qual e’ l’equilibro delle produzioni e dell’occupazione tra l’Italia e il resto del mondo. I processi di globalizzazione sono indispensabili ma e’ altrettanto necessario salvaguardare la presenza strategica della Fiat sul territorio nazionale attraverso adeguati investimenti in innovazione e nuovi modelli. Ci aspettiamo che il governo svolga un ruolo attivo e che imposti una vera iniziativa di politica industriale per i settori strategici della nostra economia e che utilizzi la leva degli incentivi anche in relazione agli impegni dell’azienda sul fronte occupazione e produttivo.


FIAT: ora il governo estenda gli incentivi

fiat-stabilimento-324x230Gli incentivi al settore dell’auto dimostrano di aver funzionato, anche se non sono una soluzione strutturale. Per questo chiediamo al ministro Scajola di estendere la loro erogazione anche per il prossimo futuro, vincolandoli al mantenimento degli stabilimenti, delle produzioni e dei livelli occupazionali. Questi sostegni alle imprese non devono pero’ limitarsi a un solo settore e alle case-madri: devono riguardare i settori strategici e le loro filiere produttive, coinvolgendo anche le imprese di piccole dimensioni. In altre parole si tratta di definire una vera politica industriale per il Paese.E’ giunto il momento di avere chiarezza sulle produzioni della Fiat, definendo il rapporto fra automobili prodotte in Italia e quelle realizzate all’estero. Ogni stabilimento italiano deve avere un quadro di prodotti e di occupazione certo. Per questo e’ auspicabile un confronto tra il governo e le parti sociali.


FIAT: il piano Chrysler è strategico per l’occupazione

fiat-stabilimento-324x230La definizione del piano Fiat-Chrysler e’ strategica per il settore dell’auto e per l’occupazione. E’ importante il fatto che riemergano chiare vocazioni industriali, di investimento nella tecnologia e nel prodotto. Quello che va rapidamente chiarito e’ l’equilibrio produttivo e occupazionale della Fiat nel rapporto tra Italia e globalizzazione.Gli stabilimenti nazionali, nell’ambito dell’assetto mondiale dell’azienda, devono avere chiare missioni produttive e assetti occupazionali che diano certezze ai lavoratori. E’ necessario che il governo promuova azioni di sostegno ai settori strategici che coinvolgano l’intera filiera produttiva e favoriscano l’innovazione di prodotto: nel caso dell’auto l’Italia deve avere l’ambizione di realizzare un motore eco-compatibile e di sviluppare la tecnologia di quello elettrico.


FIAT: il governo passi dalle parole ai fatti. Drammatica la crisi occupazionale

fiat-stabilimento-324x230I casi della Cnh di Imola, con lo sciopero della fame di Guido Barbieri, e quello della Lasme di Mefli, dove 174 lavoratori sono stati messi in mobilita’, rappresentano uno dei volti della drammatica crisi occupazionale del prossimo autunno. A cosa serve affermare che ci sono ammortizzatori sociali per tutti se poi non vengono utilizzati per prevenire la disoccupazione? Il ministro Scajola intervenga convocando appositi tavoli di crisi per affrontare queste situazioni, senza ulteriori indugi. Non a caso il Pd continuia a insistere sulla necessita’ di raddoppiare la durata della cassa integrazione ordinaria e di affrontare la ripresa economica dando forza al potere d’acquisto delle famiglie  Per raggiungere questo obiettivo, occorre concludere rapidamente i rinnovi dei contratti nazionali, rendere strutturali gli incentivi per la contrattazione decentrata, abbassare la pressione fiscale sui redditi medio-bassi e convocare un tavolo di concertazione con le organizzazioni sindacali dei pensionati per l’estensione della 14esima introdotta dal governo Prodi e una migliore indicizzazione delle pensioni al costo della vita. Dalle belle parole passiamo ai fatti.


FIAT: l’azienda tenga conto della concertazione

fiat-stabilimento-324x230L’incontro di oggi tra Fiat, governo e sindacati dimostra quanto fosse necessario un confronto tempestivo, come più volte richiesto dal Partito Democratico. E’ evidente la necessità di ricostruire, dal punto di vista produttivo e occupazionale, un quadro globale della situazione, se non si vuole che siano gli stabilimenti italiani a pagare il prezzo maggiore della razionalizzazione conseguente agli accordi internazionali. La necessità annunciata da Marchionne di ridefinire le produzioni di Termini Imerese e Pomigliano deve essere il frutto di una puntuale concertazione con governo e sindacato e deve escludere interventi traumatici sull’occupazione. Il governo non può limitarsi a essere spettatore, come ha fatto finora, ma deve sostenere il settore e il suo indotto con risorse finalizzate a precisi indirizzi di politica industriale che guardino all’innovazione. Facciano nostro l’allarme lanciato da Marchionne a proposito degli almeno 10 stabilimenti italiani che consumeranno le 52 settimane di cassa integrazione ordinaria entro l’ultimo quadrimestre del 2009. A questo problema il governo deve dare una risposta e non le solite promesse: occorre raddoppiare la durata della cassa integrazione ordinaria, portandola a due anni. Solo in questo modo si possono contrastare potenziali processi di ristrutturazione, mobilità e licenziamento.


Fiat: stupisce la mancanza di iniziativa del governo

fiat-stabilimento-324x230Stupisce nella vicenda Fiat-Opel l’assenza di iniziativa del nostro governo. L’idea di non disturbare il manovratore non ci convince affatto. In questo modo il nostro Paese anziche’ guidare il processo, come stanno facendo gli altri Stati coinvolti, rischia di subire soluzioni di risulta che dipenderanno dal successo o meno degli accordi. Sarebbe necessario, invece, che il governo facesse conoscere le condizioni di tutela occupazionale e produttiva e mettesse sul tavolo, come fatto dagli altri governi, risorse per raggiungere un obiettivo cosi’ importante per il nostro Paese.