Le posizioni pregiudiziali di Grillo non si conciliano con le sue dichiarazioni di attenzione ai contenuti. Come Partito democratico noi vogliamo invece rimanere a contatto con i problemi reali e non cadere nel semplice tatticismo politico: la situazione economica e sociale, infatti, entra in una fase di nuova e grande instabilità che va governata. Le nostre proposte si misureranno con i bisogni e le emergenze del paese. Tra le priorità esiste quella della disoccupazione giovanile: vogliamo sapere chi non condivide l’idea di abbassare alle imprese il costo del lavoro per favorire nuove assunzioni. Un secondo tema è quello che riguarda le centinaia di migliaia di persone rimaste senza reddito: non si tratta soltanto di coloro che sono stati penalizzati dalla riforma delle pensioni voluta da Monti ma anche di quei lavoratori che nei prossimi mesi non avranno più tutele sociali e di quei piccoli commercianti, artigiani e imprenditori costretti a chiudere le loro attività. Tutelare queste persone dovrebbe essere per tutti un imperativo.
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Elezioni: Beppe Grillo è un reazionario
Beppe Grillo è un reazionario, come dimostrano le sue invettive contro i sindacati. Il comico genovese non è interessato al fatto che le organizzazioni sindacali rappresentino milioni di lavoratori e pensionati: questo dato è per lui del tutto ininfluente. Non gli importa che le mobilitazioni sindacali abbiano evitato il tentativo della destra di smantellare lo Stato sociale. Grillo non ha a cuore la sorte di chi vive sulla sua pelle i problemi del lavoro: gli interessano di più i suoi slogan.





