Previdenza, con Maria Luisa Gnecchi dico: da Fornero passo avanti su ricongiunzioni onerose

Le dichiarazioni del ministro Fornero sulle ricongiunzioni pensionistiche, sulle quali il Pd si è lungamente battuto, fanno finalmente compiere un passo avanti al tema. Apprezziamo il fatto che il ministro riconosca la necessità di una sua soluzione entro la legislatura. Si tratta di riparare ad una ingiustizia evidente che impedisce alle persone che abbiano versato i contributi a più fondi previdenziali di costituire una sola pensione. Noi ribadiamo l’esigenza che le ricongiunzioni verso Inps non siano, come per il passato, onerose e che venga perciò evitato che i lavoratori siano costretti a versare due volte gli stessi contributi. Inoltre, abbiamo più volte ribadito che la nostra intenzione non è quella di dare alcun privilegio ma di riconoscere un elementare diritto di giustizia sociale. Ci auguriamo pertanto che venga trovata rapidamente una soluzione, anche per via amministrativa da parte dell’Inps, per dare una risposta alla proposta di legge unitaria giunta alla fase conclusiva di discussione alla commissione Lavoro della Camera.


Inps: adeguare il potere d’acquisto per i pensionati

I dati Inps confermano l’addensamento verso il basso della platea dei pensionati. Oltre la metà di essi ha una pensione sotto i mille euro al mese. Si tratta di cifre che evidenziano il grado assai elevato di ingiustizia sociale presente nel Paese. La mancanza, ormai da anni, di interventi di adeguamento del potere d’acquisto dei pensionati, accanto ad indicizzazioni parziali o del tutto mancanti, come avviene nel 2012 e nel 2013 per importi superiori a tre volte il minimo, contribuiscono a creare una situazione socialmente difficile. Oggi, a causa dell’ultima riforma previdenziale, non solo è difficile andare in pensione, ma anche quando si taglia l’agognato traguardo l’assegno percepito risulta mediamente basso. Inoltre, i dati Inps, evidenziano l’alto consumo di risorse per gli ammortizzatori sociali, 19 miliardi spesi nel 2010 e nel 2011. Questo sta a dimostrare la tensione che permane nel mercato del lavoro con un trend che sarà probabilmente analogo anche il prossimo anno. Per questo insistiamo sulla esigenza di avere risorse sufficienti nel 2013 per la Cassa integrazione in deroga e per i contratti di solidarietà. Altrimenti questo governo lascerà una brutta eredità al Paese.


Pagamento “quattordicesima” ai pensionati.

Sono più di 2 milioni  e 300 mila i pensionati che riceveranno, insieme alla pensione di luglio, la somma aggiuntiva non tassata, la cosiddetta “quattordicesima” (vedi i requisiti necessari).

La somma complessiva destinata ai pensionati è di circa 919 milioni di euro, mentre l’importo medio della “quattordicesima” è di 389 euro.
Inps ha già inviato a ciascun pensionato una lettera con l’indicazione precisa dell’importo a cui ha diritto.

Se qualche pensionato non la ricevesse e ritenesse di avere diritto alla somma aggiuntiva, può rivolgersi comunque agli uffici Inps, o agli enti di patronato, dove riceverà le informazioni necessarie per richiedere il pagamento.

  versione PDF