Inps: ente solido ma ridare equità a sistema pensionistico

La relazione annuale del presidente Inps, Antonio Mastrapasqua, e’ stata l’occasione per fare il punto sul tema delle pensioni e del welfare. L’ampiezza e la gravita’ della crisi e’ testimoniata da un dato molto semplice: negli ultimi quattro anni lo Stato, tramite l’Inps, ha erogato piu’ di 80 miliardi di euro di sussidi, se ci limitiamo all’impatto della cassa integrazione e delle indennita’ di disoccupazione, che sono stati mediamente distribuiti ad una platea di circa 3 milioni di lavoratori per ogni anno. Da queste cifre si comprende meglio come le risorse utilizzate per gli ammortizzatori sociali, oltre ai risparmi delle famiglie che hanno reso possibile un vero e proprio welfare integrativo abbiano fin qui rappresentato un argine a situazioni di conflitto e di esasperazione sociale. In secondo luogo ci e’ parso opportuno il richiamo di Mastrapasqua al Governo a proposito dei tagli lineari all’Inps che inevitabilmente stanno portando ad una significativa diminuzione della qualita’ delle prestazioni dell’istituto”. Lo dichiara in una nota Cesare Damiano, presidente della commissione Lavoro della Camera. ”Infine, e’ emersa un’importante conferma a proposito di un sistema previdenziale solido e in stabile equilibrio e la sottolineatura alle parole pronunciate in alcune occasioni dal Presidente del Consiglio e dal Ministro del Lavoro in merito all’opportunita’ di provvedere ad una ‘necessaria opera di manutenzione che assicuri quegli obiettivi di equita’ che sono forse mancati in qualche passo della normativa rinnovata’. In altre parole, bisogna correggere la riforma iniqua del governo Monti ampliando la platea dei cosiddetti salvaguardati, e introducendo un criterio di flessibilita’ nel sistema pensionistico. Su questo punto avvertiamo un eccessivo silenzio del governo: se vogliamo parlare di questo argomento nel prossimo autunno – conclude Damiano – dobbiamo aprire da subito questo dossier e prevedere per tempo l’accantonamento delle risorse necessarie.


Crisi: da Inps dati drammatici, subito più risorse per ammortizzatori sociali

E’ una buona notizia l’annuncio della manifestazione unitaria di Cigl, Cisl e Uil del 16 aprile davanti a Montecitorio sul tema del finanziamento della cassa integrazione in deroga. Sarà l’occasione per un incontro tra i parlamentari del Pd e i sindacati per affrontare il drammatico problema degli ammortizzatori sociali nel tempo della crisi. I dati resi noti oggi dall’Inps sulla cassa integrazione del primo trimestre 2013, rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, fanno segnare un +12%: un segnale drammatico che viene dall’economia reale. Sappiamo inoltre che le risorse finora stanziate dal Governo per la cassa integrazione in deroga copriranno soltanto metà del 2013: occorre quindi un altro miliardo di euro per tutelare i lavoratori per il restante semestre. Per non parlare delle risorse che serviranno per risolvere il problema dei lavoratori rimasti senza reddito a causa della riforma pensionistica Monti-Fornero, realizzata senza alcuna gradualità. Per questi occorrerà rifinanziare il fondo appositamente costituito con la legge di stabilità per tutelare altri lavoratori oltre gli attuali 130 mila salvaguardati: serviranno per questo obiettivo alcuni miliardi di euro. Bisogna pensarci per tempo.


Esodati: bene Inps, lettere inviate costituiscono diritto a pensione

E’ importante la dichiarazione del direttore generale dell’Inps, Mauro Nori a proposito delle prime 25 mila lettere giunte ai lavoratori che verranno salvaguardati. Si tratta del primo contingente di 65 mila lavoratori, mentre successivamente verrà affrontato il problema degli atri 55 mila. Il direttore generale ha dichiarato che queste lettere “certificano il diritto alla pensione” mentre le decorrenze saranno collegate ai singoli casi individuali. Era quello che chiedevamo per dare assicurazione a persone che non possono più sottostare al dubbio e all’angoscia di poter esercitare un proprio diritto. Il tema delle pensioni continua a svolgere un ruolo importante nel programma con cui il Pd si candida a guidare il paese: oltre all’impegno a risolvere il problema di coloro che sono rimasti senza reddito a seguito della riforma Fornero dobbiamo affrontare anche il tema della rivalutazione degli assegni pensionistici partendo dallo sblocco delle indicizzazioni, attualmente calcolato soltanto per gli importi fino a 3 volte il minimo.


Esodati, Inps chiarisce natura lettere a 65mila: certificano diritto pensioni

Il direttore generale dell’Inps, Mauro Nori, chiarendo la natura delle comunicazioni inviate per posta alla prima parte dei 65mila soggetti compresi nel decreto definito lo scorso anno dichiara: “Le lettere che stanno arrivando in questi giorni ai primi lavoratori oggetto della salvaguardia certificano il loro diritto alla pensione. La decorrenza dipende dai singoli casi ma si tratta di ufficiali certificazioni del diritto. Nelle prossime settimane si procederà all’istruttoria delle altre 55mila posizioni definite dal secondo decreto, pubblicato nei giorni scorsi sulla Gazzetta ufficiale”.


Lavoro: governo intervenga subito su Inps per sblocco Cig

Mentre Berlusconi continua con le sue bufale da campagna elettorale, promettendo agli italiani 4 milioni di nuovi posti di lavoro, la Conferenza delle regioni ci riporta alla cruda realtà . I dati sulla disoccupazione sono allarmanti ed è alto il rischio che molti lavoratori che hanno maturato il diritto ai trattamenti in deroga nel 2012 resteranno senza protezione sociale. Davanti a questa drammatica possibilità è evidente che non si può  perdere altro tempo. Per questo chiediamo al Governo di non lasciar cadere nel vuoto la richiesta delle regioni e dei sindacati e quindi di intervenire immediatamente sull’Inps per sbloccare i pagamenti degli ammortizzatori sociali in deroga relativi al 2012 e ripristinare le risorse per incentivare l’assunzione dei lavoratori in mobilità. I temi sociali e del lavoro non possono attendere la conclusione della campagna elettorale, necessitano risposte immediate. Il rischio è quello di far scivolare migliaia di italiani nella povertà  ed alimentare un enorme conflitto sociale. Quando la scelta di governo toccherà  a noi non avremo dubbi nel scegliere la strada della crescita e dell’equità  sociale ed abbandonare quella del puro rigore, che ci ha condotto in questa drammatica situazione.


Pensione, con Maria Luisa Gnecchi dico: “Fornero corregge suo errore su 15 anni di contributi”

pensioniFinalmente il ministro Fornero, come chiesto ripetutamente dal Pd, ha dato il via libera alla circolare Inps che fa chiarezza sul mantenimento del diritto alla pensione di vecchiaia per migliaia di lavoratori con i requisiti contributivi di 15 anni previsti dalla riforma Amato. È un risultato importante perché la circolare riguarda in particolare donne, la cui vita lavorativa è stata discontinua, che hanno maturato alcuni anni di contribuzione prima del dicembre 1992, per uscire successivamente dal mercato del lavoro con la prospettiva di fruire della pensione di vecchiaia una volta raggiunto il requisito anagrafico. Il ministro si è assunta il merito di garantire il diritto alla pensione per 65mila persone, quasi tutte donne, mentre sta solo riconoscendo uno dei suoi errori: aveva, infatti, imposto all’Inps un’interpretazione restrittiva che cancellava il requisito dei 15 anni maturati entro il 31 dicembre ‘92 senza aver abrogato la legge. In commissione Lavoro abbiamo presentato un’interrogazione alla quale ha risposto il viceministro Martone, per chiedere di correggere quanto fatto da Fornero in merito al requisito dei 15 anni per le donne che il ministro stesso aveva cancellato con atto amministrativo.