La circolare Inps del 28 dicembre scorso relativa alla rimodulazione delle indennità degli invalidi civili al 100% crea una situazione di profonda iniquità sociale, una disparità di trattamento e presenta profili d’incostituzionalità. Non comprendiamo come mai la prassi sin qui seguita e giustamente mantenuta per i non vedenti, i non udenti e gli invalidi parziali, che ha sempre considerato il reddito personale, debba d’ora in poi prendere a riferimento il reddito familiare per gli invalidi civili al 100%, con la conseguente perdita dell’indennità nel caso in cui si superi la soglia dei 16.127 euro. In questa situazione di crisi economica e sociale accanirsi, ancora una volta, su chi ha bassi redditi e porta il peso di una invalidità non è accettabile. Chiediamo una presa di posizione immediata dell’Inps che mantenga il preesistente regime più favorevole. Tutelare le persone più deboli ed a rischio deve restare un compito fondamentale della politica.
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Troppo poco dal governo, meno di un caffè al giorno
In questi tempi di crisi avere qualche soldo in più in busta paga fa certamente comodo, però quello che propone il governo per i pubblici dipendenti è troppo poco rispetto ai problemi reali delle famiglie: cosi’ l’esponente dl Pd Cesare Damiano commenta la proposta del ministro Renato Brunetta di dare agli statali, con la tredicesima, un’una tantum di 165 euro.
‘Ricordo con quanta derisione il centrodestra stigmatizzò l’aumento di quattrocento euro per l’incremento della quattordicesima dei pensionati con assegno fino a 700 euro mensili, voluto dal governo Prodi. Si disse beffardamente: ‘un caffè al giorno’. Oggi potremmo dire – sottolinea Damiano – che dal caffè si passa al ‘cucchiaino di zucchero’.
Infatti, adesso, per i dipendenti pubblici il governo propone una ‘una tantum’ di 165 euro lordi sulla tredicesima come indennità di vacanza contrattuale. Quindi possiamo dire che è poco, molto poco di fronte alla portata della crisi’.
‘La nostra richiesta come Pd in questa situazione di crisi eccezionale, al fine di tutelare i cittadini e ridare fiato all’economia, si muove invece – conclude l’ex ministro del Lavoro – su due punti essenziali: detassare la tredicesima per ottenere un miglioramento salariale di circa 600 euro’ e ‘investire importanti risorse per ammortizzatori sociali che siano in grado di tutelare anche le piccole imprese e i lavoratori atipici’.(ANSA).
Pensioni: con il governo Prodi, una vera politica sociale
I dati dell’Inps relativi al pagamento della quattordicesima ai pensionati dimostrano la possibilita’ di fare una vera politica sociale a vantaggio dei redditi a partire dalle pensioni piu’ basse. Il governo avrebbe potuto attivare il tavolo di concertazione istituito con decreto nell’autunno scorso dal ministero del Lavoro del governo Prodi con l’obiettivo di rivalutare le pensioni in essere. Se si fosse seguita questa strada aggiungendo ulteriori risorse si sarebbe potuto coinvolgere un numero superiore di pensionati innalzando il beneficio oltre gli 8640 euro attualmente previsti’. Continua a leggere
Pagamento “quattordicesima” ai pensionati.
Sono più di 2 milioni e 300 mila i pensionati che riceveranno, insieme alla pensione di luglio, la somma aggiuntiva non tassata, la cosiddetta “quattordicesima” (vedi i requisiti necessari).
La somma complessiva destinata ai pensionati è di circa 919 milioni di euro, mentre l’importo medio della “quattordicesima” è di 389 euro.
Inps ha già inviato a ciascun pensionato una lettera con l’indicazione precisa dell’importo a cui ha diritto.
Se qualche pensionato non la ricevesse e ritenesse di avere diritto alla somma aggiuntiva, può rivolgersi comunque agli uffici Inps, o agli enti di patronato, dove riceverà le informazioni necessarie per richiedere il pagamento.





