Continuano ad esserci autorevoli conferme circa l’aumento della disoccupazione in Europa fino al 2011. Il dato diramato oggi dall’Ue ribadisce l’esigenza di adottare immediatamente una terapia che passi attraverso misure di rafforzamento degli ammortizzatori sociali e di stabilizzazione, in prospettiva, del mercato del lavoro. ‘Occorre riprendere la strada della semplificazione delle forme di impiego e rendere piu’ conveniente alle imprese le assunzioni a tempo indeterminato. Se si vuole collegare la flessibilita’ d’ingresso al mercato del lavoro a una prospettiva di lavoro stabile che dia sicurezza alle nuove generazioni, bisogna raggiungere un obiettivo: far costare un’ora di lavoro flessibile un euro in piu’ di quanto costa un’ora di lavoro a tempo indeterminato. Il governo deve dare prova di un cambio di strategia sui temi dello sviluppo e della occupazione. La fase del contenimento della crisi si e’ esaurita: ora occorre passare a quella dell’investimento di risorse adeguate.
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Altro che ‘spirito del 93’. Questo è piccolo cabotaggio. Bisognerebbe sostenere anche il settore automobilistico.
In una situazione di crisi eccezionale sono necessarie terapie d’urto. Mentre il governo continua con un piccolo cabotaggio fatto di misure sbagliate che disperdono risorse, sarebbe invece necessaria una iniziativa politica che riprenda lo ‘spirito del ’93. Oggi serve una nuova concertazione e l’unita’ tra le forze politiche e sociali, del lavoro e dell’impresa, che abbia come obiettivo fondamentale quello di sconfiggere la crisi.
Si impongono, di conseguenza alcune priorita’: il miglioramento del potere di acquisto di pensioni e retribuzioni, anche come leva di politica economica per la ripresa dei consumi ed una riforma degli ammortizzatori sociali che vada nelle direzione di tutele universali per le grandi e le piccole imprese, per il lavoro stabile e il lavoro precario.Il governo deve inoltre chiarire quali sono le sue scelte di politica industriale per sostenere i settori strategici dell’economia. Ad esempio, la crisi del settore dell’auto e’ considerata negli Usa un punto prioritario. Ha ragione Marchionne quindi, anche in Italia il settore va sostenuto come uno dei volani dell’economia e dell’occupazione accanto ad una politica di aiuto verso le piccole imprese. In questa situazione, dopo aver sprecato risorse ingenti, nella cancellazione dell’Ici, nella detassazione degli straordinari, nell’aver accollato al paese i debiti Alitalia, sarebbe ora che il governo cambiasse rotta e destinasse a questi obiettivi di sviluppo importanti risorse, anche utilizzando la flessibilita’ sul debito concessa dall’Europa.





