Crisi: dati Istat inquietanti, necessaria rivalutazione salari e pensioni

crisiI dati Istat relativi al calo del potere d’acquisto delle famiglie sono inquietanti. Confermano che, per la politica, il punto di partenza non può che essere una rivalutazione dei salari e delle pensioni. Per raggiungere questo obiettivo il nostro programma di Governo dovrà prevedere, già a partire dal 2013, lo sblocco delle indicizzazioni delle pensioni oltre la soglia di tre volte il minimo. Inoltre, andranno utilizzate le risorse stanziate per gli accordi aziendali di produttività, oltre due miliardi di euro nel prossimo biennio, e favoriti i rinnovi dei contratti nazionali di categoria. La ripresa dei consumi delle famiglie è parte fondamentale per riportare il paese sulla strada della crescita. Per questo dobbiamo sostenere l’Agenda Bersani che, pur non abbassando la guardia sul rigore, si ripromette di dare impulso allo sviluppo dell’economia nel solco dell’equità sociale.


Crisi: per uscirne rafforzare potere acquisto famiglie

crisiNonostante la recessione economica ed il calo dei consumi, l’inflazione non accenna a fermare la sua corsa. E’ in aumento l’indice generale, salito al 3%, ma ancor più  grave è quello del cosiddetto ‘carrello della spesa’, che ha registrato un aumento del 4,3% su base annua. Si tratta di prodotti popolari, di largo consumo e prevalentemente alimentari che interessano le famiglie più disagiate.

Se vogliamo ridare una spinta all’economia attraverso la ripresa dei consumi e ridare senso al tema dell’equità  sociale, occorre pensare in modo prioritario al rafforzamento potere d’acquisto delle famiglie. Per questo motivo insistiamo sulla necessita’ che con il prossimo governo si provveda, già a partire da quest’anno, al ripristino della indicizzazione delle pensioni oltre la soglia di tre volte il minimo.

In caso contrario, avremo un ulteriore perdita di potere d’acquisto dei redditi medio bassi, già pesantemente colpiti dalla crisi. Ridare valore agli assegni pensionistici, attraverso la concertazione con i sindacati dei pensionati e favorire il rinnovo dei contratti nazionali di lavoro e degli accordi aziendali di produttività, è una strada obbligata  per uscire positivamente dalla recessione dell’economia.


Crisi: il problema è il potere di acquisto di tutte le famiglie

02Calderoli e’ passato dalle gabbie salariali, poi ripudiate, alla modifica della Costituzione per introdurre l’insegnamento dei dialetti, fino all’ultima trovata: la diminuzione dell’irpef differenziata sul territorio.
Noi suggeriamo anche in linea con i vincoli europei di diminuire per tutti l’Irpef sui redditi da lavoro fino a 30 mila euro annui; di aumentare le risorse per il salario di produttivita’, contrattato nel territorio e nell’azienda, per premiare le situazioni piu’ dinamiche; di estendere la quattordicesima alle pensioni fino a 1200 euro mensili. Invito quindi Calderoli a confrontarsi su questa proposta e il governo a convocare le parti sociali per affrontare il vero problema: dare piu’ potere d’acquisto alle famiglie.


Altro che ‘spirito del 93’. Questo è piccolo cabotaggio. Bisognerebbe sostenere anche il settore automobilistico.

In una situazione di crisi eccezionale sono necessarie terapie d’urto. Mentre il governo continua con un piccolo cabotaggio fatto di misure sbagliate che disperdono risorse, sarebbe invece necessaria una iniziativa politica che riprenda lo ‘spirito del ’93. Oggi serve una nuova concertazione e l’unita’ tra le forze politiche e sociali, del lavoro e dell’impresa, che abbia come obiettivo fondamentale quello di sconfiggere la crisi.

Si impongono, di conseguenza alcune priorita’: il miglioramento del potere di acquisto di pensioni e retribuzioni, anche come leva di politica economica per la ripresa dei consumi ed una riforma degli ammortizzatori sociali che vada nelle direzione di tutele universali per le grandi e le piccole imprese, per il lavoro stabile e il lavoro precario.Il governo deve inoltre chiarire quali sono le sue scelte di politica industriale per sostenere i settori strategici dell’economia. Ad esempio, la crisi del settore dell’auto e’ considerata negli Usa un punto prioritario. Ha ragione Marchionne quindi, anche in Italia il settore va sostenuto come uno dei volani dell’economia e dell’occupazione accanto ad una politica di aiuto verso le piccole imprese. In questa situazione, dopo aver sprecato risorse ingenti, nella cancellazione dell’Ici, nella detassazione degli straordinari, nell’aver accollato al paese i debiti Alitalia, sarebbe ora che il governo cambiasse rotta e destinasse a questi obiettivi di sviluppo importanti risorse, anche utilizzando la flessibilita’ sul debito concessa dall’Europa.

 

 

 


BERLUSCONI PRENDE IN GIRO LE FAMIGLIE

Si prendono in giro le famiglie italiane. La dichiarazione di Berlusconi secondo il quale nella manovra finanziaria non ci sara’ alcun pacchetto di misure per aiutare le famiglie e’ molto grave. Questo dimostra come questo governo sia molto attento ai problemi dei soggetti forti ma non a quello dei lavoratori, dei pensionati e dei piccoli imprenditori, che pagheranno in modo salato i costi della crisi. È una colpevole indifferenza nei confronti dei piu’ deboli che, non solo, ignora i principi della solidarieta’ e dell’equita’ ma si ostina in maniera miope a non considerare l’aumento del potere d’acquisto delle famiglie come leva fondamentale per rilanciare l’economia.


GIUSTIZIA: SAREBBE MEGLIO CHE BERLUSCONI PENSASSE ALLE QUESTIONI SOCIALI

Silvio Berlusconi si dichiara deluso da Walter Veltroni e dal Pd eperche’ spera, in questo modo, di far passare in secondo piano la sua autentica ossessione per i temi della giustizia. Del resto, la lingua batte dove il dente duole. Sarebbe meglio che negli annunci di autunno il premier si preoccupasse maggiormente delle questioni sociali, che interessano milioni di famiglie, e non dei suoi problemi personali. Viceversa, noi porteremo la nostra piattaforma sociale al confronto del Paese e ci batteremo nel prossimo autunno innanzitutto per migliorare il potere d’acquisto delle retribuzioni e delle pensioni, vera priorita’ per l’Italia’.


FISCO: LE ENTRATE CONSENTONO SGRAVI SU SALARI E PENSIONI MEDIO BASSE

Migliorare il potere d’acquisto delle famiglie deve essere la priorita’ in questo momento. Il governo agisca su piu’ fronti in questa direzione. Ieri Bonaiuti ha affermato che il governo in autunno si occupera’ di redditi da lavoro e pensioni. Sacconi parla di un paniere ad hoc per le pensioni piu’ basse. Era ora che il governo si ricordasse dell’argomento fondamentale, completamente assente nella manovra economica, vale a dire il miglioramento del potere d’acquisto delle famiglie. Soltanto se crescono i consumi interni, infatti, possiamo avere la speranza di una ripresa economica. Continua a leggere