Per superare la crisi bisogna recuperare il concetto di politica industriale

catena20di20montaggioDestinare risorse alle famiglie per migliorarne il potere d’acquisto; attivare ammortizzatori sociali a tutela dei lavoratori non protetti; recuperare il concetto di politiche industriali.

Dobbiamo recuperare  lo spirito del 1993 bisogna essere capaci di fare scelte eccezionali di fronte a situazioni eccezionali, ricercando convergenze con un atto forte di concertazione e novita’.

Dopo le iniezioni forti di risorse alle banche per sostenere indirettamente le imprese, occorre ora sostenere l’economia reale, perché l’onda d’urto della crisi finanziaria sta gia’ arrivando oltre i cancelli delle banche. E in tempi come questi non serve guardare solo ai saldi di bilancio, ma destinare risorse a imprese e famiglie con un’azione politicamente condivisa, guardare alla salvezza del Paese sapendo che stiamo entrando in una  situazione molto difficile. 


Le insensatezze di questo governo.

macacoVoglio rispondere al Ministro Brunetta che ha dichiarato che i fannulloni sono di sinistra..

Dire che i fannulloni sono di sinistra e’ come dire che i macachi sono di destra, sono battute paradossali, senza senso, infondate, che dimostrano come il governo utilizzi categorie ideologiche che prescindono da un’analisi seria e reale dei fatti. Del resto la dimostrazione sta nel fatto che in un periodo di crisi straordinaria si scelga programmaticamente la strada dello scontro, dell’esibizione muscolare e della divisione del sindacato. Sarebbe invece necessario creare nel Paese uno spirito di unita’, con un concorso di forze in grado di affrontare la situazione. Negli Stati Uniti e nel mondo si parla di New deal e da noi sarebbe necessario ricreare lo ‘spirito del ’93’, cioe’ quello della concertazione e della coesione sociale, che porto’ un Paese sull’orlo del disastro al risanamento e all’ingresso nell’Europa.

Noi continuiamo ad insistere, invece, sulla necessita’ di un intervento forte e immediato a sostegno del potere d’acquisto delle famiglie e dei consumi; un intervento per ammortizzatori sociali universali che tutelino grandi e piccole imprese e lavoratori stabili e precari, e per una politica industriale a sostegno dei settori strategici dell’economia che faccia da volano per lo sviluppo e l’occupazione. Un po’ di serieta’ e un po’ di misura da parte dei ministri non guasterebbero.

 


Altro che ‘spirito del 93’. Questo è piccolo cabotaggio. Bisognerebbe sostenere anche il settore automobilistico.

In una situazione di crisi eccezionale sono necessarie terapie d’urto. Mentre il governo continua con un piccolo cabotaggio fatto di misure sbagliate che disperdono risorse, sarebbe invece necessaria una iniziativa politica che riprenda lo ‘spirito del ’93. Oggi serve una nuova concertazione e l’unita’ tra le forze politiche e sociali, del lavoro e dell’impresa, che abbia come obiettivo fondamentale quello di sconfiggere la crisi.

Si impongono, di conseguenza alcune priorita’: il miglioramento del potere di acquisto di pensioni e retribuzioni, anche come leva di politica economica per la ripresa dei consumi ed una riforma degli ammortizzatori sociali che vada nelle direzione di tutele universali per le grandi e le piccole imprese, per il lavoro stabile e il lavoro precario.Il governo deve inoltre chiarire quali sono le sue scelte di politica industriale per sostenere i settori strategici dell’economia. Ad esempio, la crisi del settore dell’auto e’ considerata negli Usa un punto prioritario. Ha ragione Marchionne quindi, anche in Italia il settore va sostenuto come uno dei volani dell’economia e dell’occupazione accanto ad una politica di aiuto verso le piccole imprese. In questa situazione, dopo aver sprecato risorse ingenti, nella cancellazione dell’Ici, nella detassazione degli straordinari, nell’aver accollato al paese i debiti Alitalia, sarebbe ora che il governo cambiasse rotta e destinasse a questi obiettivi di sviluppo importanti risorse, anche utilizzando la flessibilita’ sul debito concessa dall’Europa.