Dire che la crisi e’ alle nostre spalle e affermare che i prossimi mesi saranno difficilissimi per l’economia puo’ apparire come un controsenso. Quello che e’ certo e’ che, anche secondo il Centro Studi di Confindustria, il prossimo anno il tasso di disoccupazione arrivera’ quasi al 10%. Un dato estremamente negativo e preoccupante che divora i buoni risultati accumulati in un decennio. E’ positivo il fatto che il ministro Tremonti suggerisca di utilizzare i fondi Fas come unico contenitore per il Mezzogiorno, capace di stimolare la realizzazione di infrastrutture fondamentali e di contenere il credito d’imposta. Peccato che, fino a ieri, il governo abbia sequestrato queste risorse insieme a quelle del Fondo Sociale Europeo destinate alla formazione. La scelta di utilizzare fondi esistenti, anziche’ investire nuove risorse per gli ammortizzatori sociali, sta mostrando la corda perche’ del tutto inadeguata a fronteggiare una crisi drammatica. Occorre una svolta repentina nelle scelte del governo prima che sia troppo tardi.L’appuntamento della prossima legge finanziaria sara’ il banco di prova per il Partito Democratico e per l’opposizione per richiedere investimenti di risorse in tre direzioni: ammortizzatori sociali, potere d’acquisto di retribuzioni e pensioni, sostegno all’impresa.
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Lavoro: Tremonti e Berlusconi dovrebbero dimettersi
Per quanto il mese di agosto sia poco indicativo, a causa delle ferie i dati dell’Istat che sono omogenei perche’ riferiti allo stesso mese dell’anno precedente, indicano un drastico calo di ordini e di fatturato. I timidi segnali di ripresa tanto enfatizzati dal Governo sono miseramente smentiti. In ogni caso l’occupazione e’ e sara’ in sofferenza per un lungo periodo di tempo. E’ ora che il Governo se ne renda conto. L’affermazione di Silvio Berlusconi che il posto fisso e’ un valore e’ puramente propagandistica e rappresenta una contraddizione palese rispetto alla linea di condotta adottata dal Governo. Se Tremonti e Berlusconi fossero coerenti con questa affermazione dovrebbero o dimettersi o dovrebbero far dimettere quei ministri come Sacconi, Brunetta e Gelmini che stanno praticando una politica di abbassamento delle tutele, di ampliamento delle forme di lavoro precario e di licenziamenti nella pubblica amministrazione e nella scuola.
Scuola: che Tremonti parli di posto fisso è offensivo
Parlare di posto fisso da parte del Ministro dell’Economia Giulio Tremonti ‘e’ offensivo’ nei confronti dei lavoratori della scuola che stanno difendendo il lavoro. Solo il 7,4% del bilancio dello Stato e’ riservato alla scuola, ha aggiunto che il decreto e’ un provvedimento-tampone che ‘discrimina tra lavoratore e lavoratore’, un decreto con il quale ‘aumentera’ la disoccupazione nel nostro Paese’, con posti di lavoro che ‘non possono trasformarsi in rapporti di lavoro a tempo indeterminato.
Lavoro: Bene il posto fisso? Allora Tremonti stabilizzi i precari
Mi fa piacere che Giulio Tremonti si sia convertito alla logica della stabilizzazione del lavoro’, potrebbe dunque procedere con la stabilizzazione dei precari della scuola e nella pubblica amministrazione. Mi auguro che le sue idee facciano breccia nel governo del suo centrodestra, autore di una vera e propria controriforma del mercato del lavoro rispetto ai processi virtuosi messi in atto dal governo Prodi. La lotta al lavoro nero, alle dimissioni in bianco, all’uso distorto del lavoro a progetto, la semplificazione dei rapporti di lavoro con la cancellazione di alcune forme di flessibilita’, i risultati raggiunti in materia di sicurezza sui luoghi di lavoro e la diminuzione del costo del lavoro dei rapporti a indeterminato sono scelte concrete del precedente governo di centro-sinistra. Peccato che l’esecutivo guidato da Berlusconi abbia depotenziato, peggiorato o cancellato alcune di queste norme.
Adesso e’ il momento d’intervenire in modo risoluto per fronteggiare la crisi. Servono ammortizzatori sociali universali, il miglioramento del reddito da lavoro e da pensione, incentivi alle imprese a partire da quelle di piccolissima dimensione. E’ inutile predicare il ritorno al ‘posto fisso’ senza riconoscere che gli effetti delle misure adottate dal governo Berlusconi sono l’aumento della precarieta’ e una nuova estensione del lavoro nero diventato, al tempo della crisi, una forma impropria e inaccettabile di ammortizzatore sociale.Predicare bene vuol dire razzolare bene. Se Tremonti vuol tonare al posto fisso cominci ad assicurare un lavoro stabile ai precari della scuola e della pubblica amministrazione.
Finanziaria: da Tremonti solo buone intenzioni, senza fatti concreti
Mi sarei aspettato da parte del Ministro dell’economia una relazione puntuale e non un intervento generico in cui non sono presenti indicazioni per interventi concreti. Credo che la crisi non sia alle spalle e sia pericoloso confondere la ripresa in atto in alcuni paesi con la situazione dell’Italia. Infatti nel nostro paese il dato occupazionale e’ in continuo peggioramento e purtroppo il governo poco ha fatto per prevenire questo stato di cose. Non mi resta che sperare che l’ennesima promessa del Ministro di destinare risorse per gli interventi sociali si avveri.
Tremonti passi ai fatti a partire dalla CIG
Per ora da Tremonti solo parole: attendiamo fatti concreti. Ci fa piacere che il ministro dell’Economia affermi che ci sono ‘risorse inimmaginabili’ per gli ammortizzatori sociali, se e’ cosi’ e non si tratta solo di parole, allora metta mano al portafoglio e provveda a varare una legislazione adeguata e rassicurante’. Ad esempio non si capisce perche’ il governo si ostini a non portare la durata della cassa integrazione ordinaria da 12 a 24 mesi, in modo tale da consentire la gestione delle crisi senza la preoccupazione di mobilita’ e licenziamenti. Al tempo stesso se la formula non lasceremo indietro nessuno’ fosse veritiera, si tratta di garantire un assegno di disoccupazione uguale per tutti al 60% dell’ultima retribuzione e non soltanto al 20% come nel caso dei lavoratori a progetto che restano senza occupazione, provvedendo poi anche a coloro che sono sprovvisti di tutele.
Manovra: nuovo attacco del governo all’occupazione
La manovra estiva firmata dal ministro Tremonti contiene all’art. 19 una norma che costringe le societa’ a partecipazione pubblica ad adottare le stesse regole della pubblica amministrazione per quanto riguarda le assunzioni. Verranno coinvolte tra le altre, societa’ come Poste italiane, Rai, Ferrovie dello Stato e municipalizzate. Con queste norme saranno imposti vincoli come la partecipazione ai concorsi e le assunzioni saranno sottoposte alle stesse limitazioni della pubblica amministrazione. Questa regola che produrra’ nuovi disoccupati e mettera’ in mora la contrattazione sindacale. Che fine fara’ l’accordo definito dai sindacati con Poste italiane per l’assunzione di 15.000 lavoratori precari? Questi lavoratori dovranno riprendere la strada dei contenziosi legali per ottenere cioe’ che spetta loro di diritto? Lo stesso discorso vale per le altre societa’ nelle quali sono intercorsi accordi tra le parti sociali. Come Partito Democratico ci opporremo con forza a questo nuovo attacco all’occupazione.





