Crisi:la situazione è gravissima. Il governo intervenga

crisi_finanziaria1Quasi 800mila lavoratori in cassa integrazione, secondo i dati della Cgil. La situazione è gravissima. Condividiamo quanto affermato da Emma Marcegaglia: per tornare ai livelli precrisi occorreranno alcuni anni. E` necessario rifinanziare gli ammortizzatori sociali e diminuire la pressione fiscale sulle retribuzioni come da tempo sostiene il Pd. Il governo intervenga perché fino ad oggi è stato fatto molto meno del minimo necessario.


Crisi: Il Governo garantisca il pagamento della CIGS

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Chiediamo al governo di intervenire per garantire a tutti i lavoratori il pagamento delle casse integrazioni in modo tempestivo. La situazione si sta aggravando e aumentano le situazioni coinvolte dalla crisi che rischia di diventare insostenibile in autunno. Sappiamo che le risorse per la Cassa Integrazione in deroga sono arrivate con molto ritardo e parzialmente liquidate fino al mese di giugno. Le domande presentate alle Direzioni regionali per l`impiego si sono accumulate e determinano ritardi intollerabili nelle erogazioni. Ci sono casi, addirittura, nei quali i lavoratori collocati inCassa Integrazione in deroga da febbraio non hanno ancora ricevuto alcuna indennità. Occorre quindi intervenire rapidamente.


Crisi: il Governo ha abbandonato la lotta alla precarietà

Alle canne da pesca del ministro Sacconi hanno finora abboccato pochi pesci. Sarebbe intellettualmente onesto ammettere che le misure predisposte dal governo per tutelare dalla disoccupazione, soprattutto i giovani, non hanno prodotto sin qui risultati apprezzabili: un assegno di disoccupazione, pari al 20% dell’ultima retribuzione, e’ un supporto assai modesto. Gli stessi dati del Ministero del lavoro dicono che le domande sono state in tutto 1800, mentre si stima che a perdere il lavoro flessibile siano stati nel solo 2008 circa 400.000 giovani. Di fronte a questo non si puo’ sbrigativamente affermare che, in fondo, se pochi chiedono le tutele vuol dire che il problema non esiste. In realta’ accedere a quelle tutele e’ per i giovani una missione impossibile, a causa di requisiti di accesso cosi’burocratici, complessi e rigidi da riuscire a scoraggiare qualsiasi volenteroso tentativo. Su un punto concordiamo con il ministro: la crisi dara’ frustate ai giovani, non salutari ma dolorose, perche’ il loro futuro e’ segnato da una politica del governo che ha abbandonato la lotta contra la precarietà e gli incentivi per la stabilizzazione al lavoro.


Crisi: i dati Cnel confermano la gravità della crisi

crisiUn ulteriore conferma sulla gravita’ della crisi arriva oggi dal Cnel. Si evidenzia un calo del Pil quasi al 6%, un tasso di  disoccupazione in crescita e circa mezzo milione di posti di lavoro a rischio. Il dato inedito e’ costituito dalla contrazione del monte salari dell’1%. Non era mai capitato prima. Di fronte a questi cambiamenti sostanziali il governo continua nella sua politica di interventi ordinari e disorganici. Sarebbe necessario guardare in faccia la realta’ e prevedere misure straordinarie e adeguate alla difficile situazione dell’autunno. Nuove risorse andrebbero reperite e stanziate per sostenere le piccole imprese e l’occupazione.


Crisi: il Governo tace sulla 14esima introdotta da Prodi

Nonostante la caparbieta’ con la quale il governo si ostina a non investire risorse per sostenere sviluppo e stato sociale in un momento di crisi cosi’ grave, come Pd siamo riusciti ad allentare i cordoni della borsa di Tremonti e a portare un importante risultato ai cittadini socialmente ed economicamente piu’ deboli. E’ in questi giorni in pagamento la quattordicesima mensilita’ erogata annualmente ai pensionati che percepiscono un assegno mensile fino a circa 700 euro. Si tratta di 3 milioni 426mila persone che percepiranno un importo medio di 380 euro una tantum per un onere complessivo di 1 miliardo 305 milioni di euro. Questo risultato e’ il frutto del protocollo del 2007, voluto dal governo Prodi. L’esecutivo di Berlusconi, abituato ad annunci roboanti quanto inconsistenti di risorse promesse e mai pagate, ha passato sotto silenzio questo importante intervento sociale, semplicemente perche’ frutto dell’azione del governo precedente. Il numero di persone coinvolte, oltre 3 milioni, e la cifra che viene spesa e che sara’ erogata anche negli anni a venire nel mese di luglio, corrisponde esattamente a quanto stabilito dall’accordo del 2007 con le parti sociali. Ben diverso e’ il rapporto promessa-risultato di questo governo: una social card prevista per oltre 1milione e mezzo di pensionati, devoluta ad appena un terzo; un assegno di disoccupazione per i lavoratori a progetto, cioe’ precari, che non solo corrisponde ad appena il 20% dell’ultima retribuzione, ma che ha interessato fin qui 1800 persone, rispetto ai circa 400mila precari che hanno perso il lavoro nel corso del 2008.Qualsiasi ulteriore commento appare superfluo.

Pubblichiamo, in forma anonima, una lettera inviata dall’INPS e ricevuta da una pensionata. scarica qui la lettera 


Crisi: il governo porti il sussidio dei precari al 60%

Le misure adottate dal governo per la crisi quando dall’annuncio passano alla concretizzazione, mostrano tutti i loro limiti e la loro inadeguatezza. Lo si e’ visto con la Social Card, annunciata per un milione e mezzo di pensionati ma erogata a circa un terzo del totale. Una situazione analoga si ripete adesso con l’una tantum a vantaggio dei lavoratori precari. Si scopre che soltanto 1800 precari hanno chiesto questo sussidio anti-crisi molto modesto: appena il 20% della retribuzione percepita l’anno precedente. Secondo la Fondazione Marco Biagi gli aventi diritto sarebbero 75.000, ma come tutti sanno lo scorso anno circa 400.000 lavoratori variamente flessibili hanno perso il lavoro senza poter accedere ad alcuna tutela. Altri lo perderanno nel corso del 2009. E’ necessario annullare la scadenza per la presentazione delle domande di sussidio e di informare adeguatamente i lavoratori iscritti alla gestione previdenziale separata per consentire loro di accedere a questo beneficio. Ma la vera misura da adottare e’ quella di modificare i criteri di accesso che sono incongruenti e troppo restrittivi e che discriminano persino tra chi ha gia’ lo svantaggio di avere un lavoro precario; di includere, oltre ai lavoratori a progetto, anche chi ha un contratto a termine e di elevare l’indennita’ dal 20 al 60%.Solo in questo modo si potra’ parlare di veri interventi a difesa dell’occupazione dei piu’ deboli e non garantiti, al di’ la’ della pura propaganda che il governo si ostina a propinarci giornalmente. L’autunno e’ vicino e’ il problema dell’occupazione potrebbe diventare drammatico


Crisi. Precari? Berlusconi non sa di cosa parla

berlusconi‘Non esiste cassa integrazione per i lavoratori a progetto. In quale paese vive Berlusconi? Le sue parole sono la dimostrazione della distanza che lo separa dal Paese reale e dai suoi problemi’.

‘Il presidente del Consiglio non puo’ non sapere queste cose.
Sarebbe bastato leggere le considerazioni del governatore Draghi per sapere che ‘si stima che 1,6 milioni di lavoratori dipendenti e parasubordinati non abbiano diritto ad alcun sostegno in caso di licenziamento’. E’ la dimostrazione della colpevole ignoranza di un presidente del Consiglio che  non ha minimamente a cuore i problemi dei piu’ deboli e le condizioni in cui si trovano a vivere e lavorare milioni di persone’.