La crisi c’è anche se il governo dice il contrario

crisiLa crisi e’ pesante e non e’ vero, come dice il governo, che e’ finita ed e’ alle nostre spalle. Il calo del Pil e’ drammatico, quasi 6 punti. Poi la cassa integrazione imperversa.  Servirebbe investire risorse  aggiuntive e non soltanto riciclare quelle esistenti, togliendo fondi alle aree del Mezzogiorno come il riutilizzo del Fas. Poi ci vorrebbe una politica industriale ma non con uno Stato che diventa nuovamente proprietario ma che riesca a dare un indirizzo ai settori strategici.


OCSE: SALARI; E’NECESSARIO UN INTERVENTO DEL GOVERNO

soldi-250-2I dati Ocse testimoniano una verita’ conosciuta: che le retribuzioni nette dei lavoratori  italiani sono ben al disotto della media dei 30 paesi piu’ industrializzati. Il divario negativo e’ di 17 punti  percentuali. Questo dimostra quanto sarebbe necessario un intervento del governo, con risorse fresche e aggiuntive per potenziare il potere d’acquisto delle retribuzione e delle pensioni, come una delle componenti essenziali per l’uscita dalla crisi.Uno dei dati rilevati dall’indagine dell’Ocse e’ il divario tra retribuzione lorda e retribuzione netta in busta paga: il famoso ‘cuneo fiscale’, che il governo Prodi, con lungimiranza, aveva provveduto a diminuire in modo significativo. Occorrerebbe pero’ proseguire su questa strada scegliendo di investire risorse per uscire dalla crisi, anziche’ aspettare che passi la nottata.


Crisi: sui dati della CIG Sacconi distorce la realtà

crisiDefinire incoraggianti come fa il ministro Sacconi gli andamenti della cassa integrazione soltanto perche’ nel mese di aprile c’e’ un leggero rallentamento rispetto al mese precedente, senza considerare che su base annua la crescita e’
quasi del 900%, significa voler distorcere la realta’ a tutti i cost. Non e’ una buona azione di governo quella di darsi costantemente ragione. Inoltre, il minor ricorso alla cassa integrazione straordinaria da parte delle imprese conferma la scelta di privilegiare uno strumento quale la cig ordinaria che non implica l’esigenza di presentare piani di ristrutturazione e di impegnare risorse per i necessari investimenti.
Per questo, come Pd abbiamo chiesto ripetutamente di raddoppiare la durata della cig per consentirne l’utilizzo per tutto il periodo di prevedibile durata della crisi.


Crisi: l’azione del governo è insufficiente

L’analisi del ministro del Lavoro Sacconi sull’esistenza di segnali di ripresa dalla crisi e’ perlomeno frettolosa.  Non basta l’aumento degli ordini dall’estero  per indicare una inversione di rotta duratura, quando sono stagnanti i consumi interni. Questo dimostra che le robuste misure adottate a sostegno dell’economia dagli altri paesi europei e dagli Stati Uniti producono i loro effetti sui mercati, mentre l’azione insufficiente del governo a sostegno della ripresa non produce effetti benefici sulla situazione nazionale. Al tempo stesso – spiega – non si puo’ sottovalutare il fatto che il lungo elenco di aziende in crisi si sta allungando: come dimenticare i casi recenti di Indesit, Saint Gobain, Eutelia e la protesta degli operai della Teksit di Carmagnola, in provincia di Torino, che non vedono arrivare i soldi della cassa integrazione? Un buon segnale e’ invece il ripensamento del ministro sulla norma salva-manager contenuta nel decreto correttivo al testo unico sulla salute e la sicurezza. Noi continueremo la nostra battaglia, oltreche’ per assicurare che la norma in questione sia realmente riscritta, anche per impedire che le correzioni apportate dal governo vadano nella direzione di una complessiva diminuzione delle tutele per i lavoratori.


Lavoro: Sekurit serve anche una trattativa al Ministero

Desta preoccupazione la grave situazione che si e’ venuta a creare nello stabilimento Sekurit-Saint Gobain di Savigliano, che mette a serio rischio il potenziale produttivo e l’occupazione della fabbrica. E’ importante l’iniziativa condotta dall’amministrazione comunale, in particolare dal sindaco di Savigliano, che ha attivato un tavolo di crisi che coinvolge le istituzioni locali e le forze sociali. L’obiettivo e’ quello di indurre l’azienda ad aprire un tavolo negoziale al fine di trovale le soluzioni piu’ adeguate. Al tempo stesso, consideriamo necessario sostenere un’iniziativa che si proponga di avviare una trattativa anche al Ministero dello Sviluppo Economico.


Crisi: il governo e’ fermo al palo, servono atti concreti

crisiDi fronte alla crisi economica il governo “e’ fermo al palo” e non riesce a mettere in campo misure concrete di cambiamento di rotta. Il bollettino economico della Banca d’Italia fornisce un’utile analisi della situazione” economica del paese. Il punto essenziale  e’ costituito dal fatto che, nonostante il calo dell’inflazione, non ci sia una corrispondente crescita dei consumi.

Si tratta di un fenomeno dovuto al permanere dell’incertezza delle famiglie circa la stabilita’ del lavoro. Infatti, l’aspettativa di un aumento della disoccupazione e’cresciuta del 45% nella percezione delle famiglie. Per questo e’necessario che il governo, che e’ ancora fermo al palo, dia segnali immediati e concreti di cambiamento di rotta e non soltanto promesse.

Per tutelare l’occupazione, sarebbe necessario raddoppiare la durata della cassa integrazione ordinaria, portandola dagli attuali 12 mesi a 24. Questa misura, che il Partito Democratico chiede con insistenza, troverebbe un’ampia convergenza politica e una condivisione delle forze sociali che rappresentano il lavoro e l’impresa.


Indispensabile investire le risorse per il rilancio del paese

soldi-250-2La proposta che ha avanzato Epifani di aprire un tavolo di concertazione tra governo e parti sociali per affrontare la crisi e’ assolutamente condivisibile. E’ necessario che anche il nostro Paese, soprattutto dopo il G20, decida di investire importanti risorse a sostegno dello sviluppo. 

Il Partito Democratico ha proposto una misura realistica pari all’1% del PIL: 15 miliardi di euro che possono essere distribuiti per il sostegno al reddito da lavoro e per le pensioni, per ammortizzatori sociali veramente universali e per la crescita della piccola impresa e dei settori strategici dell’economia.

Questi contenuti possono essere un terreno di ricomposizione unitaria non solo delle forze sindacali ma anche delle forze politiche, se si vuole davvero compiere uno sforzo per fare uscire il Paese da una situazione economica che di giorno in giorno si fa sempre più difficile.