I ministri del governo Berlusconi offrono uno spettacolo preoccupante e segnano la distanza esistente tra esecutivo e problemi reali del Paese. Viene da domandarsi se questo governo abbia una linea di politica economica. La Finanziaria sara’ il banco di prova della disunita’ organizzata del governo Berlusconi, una maionese impazzita dove oramai ognuno pensa per se’ in una spasmodica ricerca della visibilita’ personale.Per ora, l’unica cosa certa, e’ che il bilancio e’ fallimentare: aumentano i disoccupati, peggiorano i conti senza che, da oramai due anni, siano state messe in campo misure efficaci contro la crisi. In tutti i casi il Pd presentera’ i suoi emendamenti sui temi essenziali del lavoro per cercare di correggere le mancate scelte del governo.
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Lavoro: l’autunno è gelido, dal governo solo spot
L’occupazione dello stabilimento Alcoa di Portovesme è l’ultimo episodio di un autunno gelido per il lavoro. Giorno dopo giorno si susseguono questi episodi che coinvolgono le fabbriche, i palazzi del governo e delle istituzioni attraverso sit-in e proteste che hanno l’obiettivo di invocare la soluzione dei gravi problemi produttivi ed occupazionali che stanno attaccando pesantemente il nostro sistema produttivo. Mentre questo succede il governo presenta una finanziaria che non da nessuna risposta al paese reale e si limita, attraverso interviste e spot, ad annunciare provvedimenti del tutto inadeguati che anch’essi scompaiono nel nulla: si veda la proposta del bonus destinato alle agenzie che stabilizzano i lavoratori in cassa integrazione o del ridicolo aumento dal 20% al 30% dell’indennità di disoccupazione per i lavoratori a progetto. Il Partito democratico sosterrà in parlamento e nel paese la sua battaglia per rivendicare misure tempestive e immediate di modifica alla legge finanziaria per affrontare il tema della crisi.
FIAT: ora il governo estenda gli incentivi
Gli incentivi al settore dell’auto dimostrano di aver funzionato, anche se non sono una soluzione strutturale. Per questo chiediamo al ministro Scajola di estendere la loro erogazione anche per il prossimo futuro, vincolandoli al mantenimento degli stabilimenti, delle produzioni e dei livelli occupazionali. Questi sostegni alle imprese non devono pero’ limitarsi a un solo settore e alle case-madri: devono riguardare i settori strategici e le loro filiere produttive, coinvolgendo anche le imprese di piccole dimensioni. In altre parole si tratta di definire una vera politica industriale per il Paese.E’ giunto il momento di avere chiarezza sulle produzioni della Fiat, definendo il rapporto fra automobili prodotte in Italia e quelle realizzate all’estero. Ogni stabilimento italiano deve avere un quadro di prodotti e di occupazione certo. Per questo e’ auspicabile un confronto tra il governo e le parti sociali.
Lavoro: il governo la smetta con la propaganda
Commento i dati dell’Istat sulla disoccupazione invitando il governo a lasciar perdere la ”propaganda” ed a assumere invece ”misure straordinarie’. Abbiamo a che fare con un governo che ha il coraggio di dipingere ancora di rosa la realta’, quando aumenta il debito, e’ stato completamente mangiato il saldo primario attivo lasciato in eredita’ dal governo Prodi, cala vistosamente il prodotto interno lordo e cresce la disoccupazione. Chi osa mettere in evidenza queste cifre e’ un disfattista e lavora contro la patria.Il governo la smetta con anatemi e propaganda e apra un tavolo di confronto con le parti sociali per varare misure straordinarie contro la crisi.Mi rivolgo anche a tutto il Pd, affinche’, dopo le primarie, si tenga una giornata nazionale di mobilitazione per difendere l’occupazione, il reddito e sostenere lo sviluppo.
OCSE: il problema è l’occupazione ma il governo fa finta di nulla
I dati dell’Ocse smentiscono le vuote rassicurazioni del governo. Abbiamo da sempre sostenuto che, anche qualora dovesse registrarsi una ripresa dell’economia, la disoccupazione crescerebbe per un lungo periodo successivo. Per questo l’ottimismo a tutti costi del governo ci ha sempre lasciato di stucco. E’ segno di irresponsabilita’ e di non volonta’ di affrontare la situazione reale del paese. I dati odierni dell’Ocse parlano chiaro e sono confermati la cassa integrazione, chiusure di fabbriche, il rischio di licenziamenti che costellano l’intero territorio nazionale.Le nostre proposte sono note: in primo luogo va convocato con urgenza un tavolo tra governo e parti sociali per affrontare i temi dell’incentivo allo sviluppo, della protezione sociale e del sostegno al reddito delle famiglie.
Il governo faccia qualcosa di concreto per i lavoratori
Perche’ il governo non comincia a fare qualche cosa di concreto per i lavoratori? Ci risparmi le solite parole sulla crisi finita. Per ora l’unico dato certo e’ l’esplosione della disoccupazione. I giochi di parole del ministro Tremonti vanno bene per i titoli dei giornali ma non per i lavoratori. Ripetiamo se le risorse sono ‘inimmaginabili’ si porti ora, subito, la durata della cassa integrazione ordinaria da 12 a 24 mesi, per gestire le crisi senza la preoccupazione di mobilita’ e licenziamenti. Inoltre se queste risorse sono cosi’ alte perche’ non si garantisce un assegno di disoccupazione uguale per tutti pari al 60% dell’ultima retribuzione e non soltanto al 20% come nel caso dei lavoratori a progetto che restano senza occupazione? E se queste risorse sono ‘inimmaginabili’ perche’ non provvedere poi anche a coloro che sono sprovvisti di tutele?’
BCE: Il governo sbaglia e trascura il problema occupazione
I dati della Bce non vanno letti a metà o con interpretazioni di comodo, come stanno facendo gli esponenti del governo. Se, come dice la Banca Centrale Europea, ci avviciniamo a toccare il fondo della crisi, per quanto riguarda la disoccupazione avremo effetti negativi di lungo periodo. Infatti, nell’analisi si evidenzia la crescita del tasso di disoccupazione di Eurolandia che ha abbondantemente sfondato il tetto del 9% con effetti che saranno particolarmente gravi nel prossimo autunno. Non si può tacere che la Bce evidenzi il pericolo occupazione a causa del persistente calo di fiducia e degli effetti ritardati della diminuzione dell’attività economica. Piuttosto, il governo dovrebbe preoccuparsi di varare nuove politiche per il reinserimento dei lavoratori disoccupati perchè, come denuncia Francoforte, gli effetti negativi sul mercato del lavoro saranno durevoli. Il Pd insiste nella richiesta di raddoppiare la durata della cassa integrazione ordinaria da portare a 24 mesi e nell’adozione di un assegno universale di disoccupazione pari al 60% dell’ultima retribuzione che valga anche per i molti lavoratori che oggi non dispongono di alcuna tutela.





