Legge di Stabilità, con Maria Luisa Gnecchi affermo: ci sarà emendamento su ricongiunzioni pensionistiche

pensioniNell’incontro di oggi con la commissione Lavoro, il ministro Fornero ha confermato che ci sarà al Senato l’emendamento relativo alle ricongiunzioni pensionistiche. Si tratta di un fatto importante anche se non risolutivo del problema. L’emendamento è il risultato di una lunga battaglia del Partito democratico cominciata nell’agosto del 2010 e che ha conquistato via via il sostegno di tutti gli altri gruppi. Se l’emendamento sarà approvato, avremo risolto il problema delle ricongiunzioni per tutti coloro che sono passati dal pubblico impiego (o da un fondo sostitutivo ed esonerativo) all’Inps prima del luglio 2010, sanando in questo modo una palese ingiustizia sociale. La parte non completamente risolta riguarda le situazioni successive a quella data. Chi oggi è dipendente pubblico e ha anche contributi precedentemente versati all’Inps, potrà avere la ricongiunzione gratuita solo per la pensione di vecchiaia. L’esclusione delle pensioni di anzianità mantiene una discriminazione che andrà successivamente affrontata, non risolta in questa circostanza ancora una volta per problemi di copertura finanziaria. L’emendamento ha ovviamente individuato le risorse necessarie ed ha quindi il via libera della Ragioneria.


Inps, con Maria Luisa Gnecchi dico: bene circolare su autorizzazione per versamenti volontari

inpsCi fa piacere che l’Inps, con il messaggio n. 20286 di ieri, abbia riconosciuto la validità di una nostra richiesta: cioè, che durante il periodo di godimento dell’indennità di disoccupazione o di mobilità debba essere rilasciata l’autorizzazione ai versamenti volontari. Nella legge di stabilità in discussione al Senato, si prevede che chi è in mobilità, ma ha bisogno di versare contributi volontari per raggiungere i requisiti pensionistici, possa farlo solo se ha fatto la domanda prima del 4.12.2011. Nella pratica questo non avviene quasi mai perché è prassi consolidata fare domanda alla fine del periodo di mobilità. Questa circolare dell’Istituto fa compiere un passo avanti nella direzione da noi auspicata anche se, ancora una volta, si trovano soluzioni parziali. Infatti, l’Inps ha sempre scoraggiato i lavoratori in mobilità che intendevano presentare la richiesta di prosecuzione volontaria. Saranno purtroppo dunque considerate soltanto le domande di coloro che, nonostante la dissuasione operata nei loro confronti, hanno insistito. Su questo argomento, come Partito democratico, abbiamo presentato un ordine del giorno alla legge di stabilità che chiedeva di rimuovere questo ostacolo e che è stato approvato il 22 novembre scorso. Come PD continueremo la nostra battaglia per consentire, a questo punto, a tutti i lavoratori di poter presentare la domanda anche alla fine della mobilità.


Crisi: subito rifinanziare cassa in deroga e solidarietà

crisi_finanziaria1Come era facilmente prevedibile, e come andiamo ripetendo da molto tempo a questa parte, la situazione di crisi nella quale ci troviamo non e’ assolutamente superata ed i dati della crescita della Cassa integrazione lo dimostrano. Del resto, già nei primi dieci mesi dell’anno erano state autorizzate, tra Cassa integrazione ordinaria, straordinaria ed in deroga 896 milioni di ore. La nostra proiezione di questo dato per l’intero 2012 ci fa dire che sfioreremo 1 miliardo e 100 milioni di ore, avvicinandoci al massimo raggiunto nel 2010, quando le ore autorizzate furono 1 miliardo e 198 milioni.
Se traduciamo queste ore in numero di persone, potremmo azzardare la cifra di circa 500 mila lavoratori fuori dalla produzione per un anno a zero ore. Non a caso, il ricorso alla Cassa integrazione contribuisce a tener più  basso l’indice di disoccupazione. Questo è il tempo di scelte a favore della crescita e di migliori tutele per impedire che si crei una situazione socialmente insostenibile: perciò  riteniamo urgente che il governo concentri la sua azione sul rifinanziamento della Cassa integrazione in deroga e dei contratti di solidarietà che possono rappresentare una risposta immediata a questa situazione.


Pensioni, con Maria Luisa Gnecchi dico: governo presenti emendamento per risolvere problema ricongiunzioni

pensioniL’incontro di oggi tra il ministro Fornero e la commissione Lavoro sul tema delle ricongiunzioni pensionistiche non ha ancora individuato una soluzione al problema. Come da noi richiesto è in corso un intenso lavoro di confronto fra ministero del Lavoro, dell’Economia, Ragioneria dello Stato e Inps per individuare una norma di legge e la relativa copertura finanziaria. Il ministro ha dichiarato che non è percorribile la strada puramente amministrativa sulla quale si era in precedenza ragionato. Per quanto ci riguarda riteniamo che, a questo punto, l’unica possibilità sia quella di un emendamento del governo alla legge di stabilità, perché i tempi per una soluzione sono ormai molto stretti. Il ministro ha condiviso questa impostazione e l’appuntamento fissato martedì prossimo dovrà consentire alla commissione Lavoro di valutare la proposta di merito prima che essa sia formalizzata nell’apposito emendamento. È importante il fatto che, dopo oltre due anni di pressione da parte della commissione Lavoro, a partire dalla proposta di legge del Pd per il ripristino della precedente ricongiunzione gratuita verso l’Inps, presentata nell’agosto 2010, anche il governo si sia convinto dell’errore compiuto dall’esecutivo precedente, che oggi richiede una correzione per rendere giustizia ai lavoratori coinvolti.


Inps: adeguare il potere d’acquisto per i pensionati

I dati Inps confermano l’addensamento verso il basso della platea dei pensionati. Oltre la metà di essi ha una pensione sotto i mille euro al mese. Si tratta di cifre che evidenziano il grado assai elevato di ingiustizia sociale presente nel Paese. La mancanza, ormai da anni, di interventi di adeguamento del potere d’acquisto dei pensionati, accanto ad indicizzazioni parziali o del tutto mancanti, come avviene nel 2012 e nel 2013 per importi superiori a tre volte il minimo, contribuiscono a creare una situazione socialmente difficile. Oggi, a causa dell’ultima riforma previdenziale, non solo è difficile andare in pensione, ma anche quando si taglia l’agognato traguardo l’assegno percepito risulta mediamente basso. Inoltre, i dati Inps, evidenziano l’alto consumo di risorse per gli ammortizzatori sociali, 19 miliardi spesi nel 2010 e nel 2011. Questo sta a dimostrare la tensione che permane nel mercato del lavoro con un trend che sarà probabilmente analogo anche il prossimo anno. Per questo insistiamo sulla esigenza di avere risorse sufficienti nel 2013 per la Cassa integrazione in deroga e per i contratti di solidarietà. Altrimenti questo governo lascerà una brutta eredità al Paese.


Pensioni INPS: la riforma del 2007 sta funzionando

pensioni1Il crollo delle pensioni di anzianita’ nei primi cinque mesi dell’anno e’ la dimostrazione che la riforma delle pensioni del 2007 sta funzionando.I lavoratori decidono volontariamente di rimanere piu’ a lungo a lavoro per avere  un assegno piu’ ricco. Al tempo stesso dal primo luglio di quest’ anno entrera’ in funzione il sistema delle quote che prevede un minimo di eta’ di 59 anni e 36 di contributi per andare in pensione, la cosiddetta quota 95. L’eta’ anagrafica si innalzera’ fino a raggiungere i 61 anni dal primo gennaio del 2013 per i lavoratori dipendenti e di 62 per gli autonomi.Questo e’ la dimostrazione che il sistema va gradualmente verso un innalzamento dell’eta’ pensionistica e che, anche a seguito di questa riforma,  i conti sono in equilibrio. Coloro chegettano continui allarmi sul sistema pensionistico, dimenticando volutamente che l’andata a regime presuppone un aumento dell’eta’ e dei contribuiti, creano una situazione di allarme che ha gia’ registrato preoccupazioni nel mondo della scuola con l’aumento delle richieste di uscita anticipata.


INPS: Buona l’eredità del governo Prodi

governo-prodi

C’è una buona notizia che non mi sorprende e che mette a tacere voci infondate: i conti dell’Inps sono a posto. Con un saldo attivo di 11 miliardi di euro nel bilancio 2008 e un recupero crediti che ha registrato un boom: 5 miliardi di euro .Possiamo dire che il governo Prodi ha lasciato una buona eredità. Quello illustrato oggi  è infatti il bilancio 2008.Questo governo  farebbe bene, come facevamo noi, a ricordare le buone azioni del governo precedente e le buone eredità.Finalmente si sgombra il campo dall’idea assolutamente sbagliata che ci voglia una nuova riforma del sistema pensioni. Non ce n’è bisogno e non tanto perché, come dice il ministro Sacconi, siamo in un momento di crisi dell’economia ma soprattutto perché i conti sono a posto. L’equilibrio è assicurato perché le riforme che abbiamo prodotto hanno consentito di realizzare questi risultati assolutamente brillanti.  

E’ sbagliato  minimizzare la questione della disoccupazione confrontandola a quella dell’84 perché 25 anni fa si viveva una situazione diversa in cui imperava il cosiddetto modello fordista e taylorista. In quegli anni, la Fiat Auto perse 50mila posti di lavoro, tutte persone che andavano in pensione o in cassa integrazione; oggi, a differenza di quegli anni, sono 3 i milioni i lavoratori precari che non dispongono della Cassa integrazione. I paragoni quindi non si possono fare, la situazione è pesante e noi, come Partito Democratico, proponiamo di dare ai lavoratori a progetto o collaboratori a termine che non dispongono di protezione, non l’indennità proposta dal governo del 20 percento dell’ ultima retribuzione ma il 60 percento, perché il 20 percento di una retribuzione media di 9mila euro anno equivale a 150 euro al mese, cifra che, ovviamente, non consente di vivere. “E’ molto importante ciò che è emerso dalla Relazione sui Buoni per l’agricoltura che proprio il governo Prodi ha istituito e che hanno consentito l’emersione di circa 36mila lavoratori tra studenti, pensionati e stagionali, e che quella sia una strada assolutamente da perseguire così come mi auguro  che questi risparmi portino anche alla razionalizzazione prevista dal Protocollo del 2007 con accorpamenti in due grandi Poli di questi Enti, un polo assicurativo e un polo previdenziale. Infine  penso che il protrarsi del commissariamento dell’Ente fino al 31 dicembre del 2009 non sia una notizia positiva e condivisibile. Un uomo solo al comando  può anche portare a limiti di gestione e noi preferiamo che ci sia un Consiglio d’amministrazione. Ben 2milioni di lavoratori stranieri contribuiscono con il loro lavoro e la loro contribuzione a mantenere in pensione i lavoratori italiani perché di pensionati stranieri in Italia per il momento non ce ne sono.