Nella legge di stabilità avevamo ottenuto che i prosecutori volontari fossero salvaguardati anche se, dopo l’autorizzazione ai versamenti volontari dei contributi, avessero continuato a lavorare.
Era stato fissato un limite: queste persone non dovevano aver guadagnato più di 7.500 euro su base annua dopo il 4 dicembre del 2011 o aver trovato un lavoro a tempo indeterminato. Nel decreto attuativo del governo, ora all’esame delle commissioni speciali di Camera e Senato, questa possibilità viene cancellata: vengono esclusi tutti i prosecutori volontari che abbiano lavorato dopo l’autorizzazione. Secondo il ministero del Lavoro, anche chi ha avuto l’autorizzazione alla prosecuzione volontaria 10 o 15 anni fa, per essere salvaguardato, non dovrebbe aver mai lavorato, salvo che nel periodo successivo al 4 dicembre 2011 e con il limite dei 7.500 euro annui di cui sopra. Questo è inaccettabile e non può essere tollerato che un miglioramento conquistato nella legge di stabilità dopo un’aspra battaglia parlamentare venga annullato dal decreto con una interpretazione peggiorativa.
Il risultato, non risolutivo, di salvaguardare 130 mila lavoratori, che abbiamo raggiunto nell’ultimo anno, non può essere messo in discussione. Per il Pd risolvere il problema di chi è rimasto senza reddito a causa degli errori della riforma delle pensioni Monti-Fornero deve essere un dei punti centrali per il programma del nuovo governo.
Archivio tag: contributi
Pensione, con Maria Luisa Gnecchi dico: “Fornero corregge suo errore su 15 anni di contributi”
Finalmente il ministro Fornero, come chiesto ripetutamente dal Pd, ha dato il via libera alla circolare Inps che fa chiarezza sul mantenimento del diritto alla pensione di vecchiaia per migliaia di lavoratori con i requisiti contributivi di 15 anni previsti dalla riforma Amato. È un risultato importante perché la circolare riguarda in particolare donne, la cui vita lavorativa è stata discontinua, che hanno maturato alcuni anni di contribuzione prima del dicembre 1992, per uscire successivamente dal mercato del lavoro con la prospettiva di fruire della pensione di vecchiaia una volta raggiunto il requisito anagrafico. Il ministro si è assunta il merito di garantire il diritto alla pensione per 65mila persone, quasi tutte donne, mentre sta solo riconoscendo uno dei suoi errori: aveva, infatti, imposto all’Inps un’interpretazione restrittiva che cancellava il requisito dei 15 anni maturati entro il 31 dicembre ‘92 senza aver abrogato la legge. In commissione Lavoro abbiamo presentato un’interrogazione alla quale ha risposto il viceministro Martone, per chiedere di correggere quanto fatto da Fornero in merito al requisito dei 15 anni per le donne che il ministro stesso aveva cancellato con atto amministrativo.
Inps, con Maria Luisa Gnecchi dico: bene circolare su autorizzazione per versamenti volontari
Ci fa piacere che l’Inps, con il messaggio n. 20286 di ieri, abbia riconosciuto la validità di una nostra richiesta: cioè, che durante il periodo di godimento dell’indennità di disoccupazione o di mobilità debba essere rilasciata l’autorizzazione ai versamenti volontari. Nella legge di stabilità in discussione al Senato, si prevede che chi è in mobilità, ma ha bisogno di versare contributi volontari per raggiungere i requisiti pensionistici, possa farlo solo se ha fatto la domanda prima del 4.12.2011. Nella pratica questo non avviene quasi mai perché è prassi consolidata fare domanda alla fine del periodo di mobilità. Questa circolare dell’Istituto fa compiere un passo avanti nella direzione da noi auspicata anche se, ancora una volta, si trovano soluzioni parziali. Infatti, l’Inps ha sempre scoraggiato i lavoratori in mobilità che intendevano presentare la richiesta di prosecuzione volontaria. Saranno purtroppo dunque considerate soltanto le domande di coloro che, nonostante la dissuasione operata nei loro confronti, hanno insistito. Su questo argomento, come Partito democratico, abbiamo presentato un ordine del giorno alla legge di stabilità che chiedeva di rimuovere questo ostacolo e che è stato approvato il 22 novembre scorso. Come PD continueremo la nostra battaglia per consentire, a questo punto, a tutti i lavoratori di poter presentare la domanda anche alla fine della mobilità.
Crisi: in commissione un altro colpo ai precari . con un emendamento la maggioranza alla camera cancella i contributi triennali
Approvato in commissione Bilancio la maggioranza ha soppresso una norma del Protocollo sullo stato sociale del 23 luglio 2007 che stanziava 150 milioni di euro nel triennio 2008-2010 per il sostegno dei lavoratori a progetto nei momenti di disoccupazione: un credito fino a 600 euro mensili per un massimo di 12 mesi con restituzione posticipata a 24 o 36 mesi.Per effetto di quell’emendamento entro sei mesi dall’approvazione del provvedimento il dipartimento della Gioventu’ guidato dal ministro Meloni, dovra’ definire come utilizzera’ quelle somme.Alla faccia della tempestivita’ dell’intervento e dell’attenzione verso i giovani precari che hanno gia’ perso il lavoro: si tratta di un duro colpo per una normativa che era stata approvata democraticamente da oltre 5 milioni di lavoratori e pensionati. Il Pd continuera’ in aula la sua battaglia per modificare radicalmente la manovra del Governo che reputiamo del tutto inadeguata rispetto alla pesante crisi in atto. E che dimostra ancora una volta come il guardiano dei saldi di bilancio, il ministro Tremonti, sia generoso con i piu’ ricchi e i piu’ forti e avaro con i piu’ poveri e i piu’ deboli.Solo cosi’ si spiega una manovra che dall’estate ad oggi disperde risorse preziose per far pagare i debiti di Alitalia e Airone ai cittadini e toglie l’Ici sulla prima casa a chi ha redditi piu’ alti. Si tratta di circa 6 miliardi di euro tolti alle famiglie e all’occupazione..
IMPRESE: ARRIVANO I BENEFICI DEL GOVERNO… QUELLO PRODI PERO’
Per le imprese arrivano i benefici del governo. Quello Prodi. Domani scatta l’operazione relativa ai premio di risultato sottoscritti da imprese e sindacati negli accordi aziendali o di territorio. La regia dell’operazione sara’ a cura dell’Inps. Questa misura, contenuta nel protocollo del 2007 prevede per il 2008 un fondo del valore di 650 milioni di euro che consente di diminuire del 25% i contributi sul premio di risultato a carico delle aziende e di renderlo totalmente pensionabile per i lavoratori. Continua a leggere






