Un giorno dopo l’altro arrivano notizie che confermano le gravi difficolta’ procurate dalla crisi alle imprese, all’occupazione e al reddito delle famiglie.Per quel che riguarda queste ultime, l’Istat rileva, nel secondo trimestre del 2009, un calo di 11 mld di euro del reddito lordo e di quasi 9 mld del potere d’acquisto e, di conseguenza, della propensione al risparmio, che e’ sempre stata una caratteristica del nostro Paese.Questa situazione, che il governo vorrebbe esorcizzare, richiede interventi immediati di sostegno al reddito delle famiglie. Occorre detassare i redditi del lavoro dipendente autonomo e aumentare il potere d’acquisto delle pensioni, come manovra economica necessaria per contribuire a far riprendere il Paese dalla crisi. Il ministro Tremonti, re dell’equilibrio dei saldi di bilancio, farebbe bene a cambiare rapidamente strada nelle scelte di politica. Quella seguita fin qui rischia di farci cadere in un baratro.
Archivio tag: Istat
ISTAT: indignazione per ciò che accade ai lavoratori
Quanto sta accadendo ai lavoratori dell’Istat suscita viva preoccupazione ed indignazione per due motivi. Il primo motivo riguarda il futuro lavorativo di ben 317 lavoratori co.co.co, che dopo sette anni vengono mandati per strada.Il secondo riguarda l’Istat e la sua funzione.
Con questi licenziamenti, infatti, si depotenzia un servizio fondamentale di un istituto la cui serieta’ e precisione hanno costituito negli anni nel nostro paese, un imprescindibile punto di riferimento. Non riusciamo a capire per quale motivo non si sia posto rimedio alla situazione. Non vorremmo che questi licenziamenti fossero conseguenza delle tensioni esistenti con il Governo, una punizione dopo gli screzi dei giorni scorsi.Auspico quindi che non vi sia nulla di tutto cio’ perche’ in caso contrario ci troveremmo di fronte ad un fatto di inaudita gravita’. Privarsi soprattutto in un periodo di crisi di un Istituto in grado di leggere la realta’ dei fatti, significa privare il paese di un osservatorio sul proprio futuro.
ISTAT: PD, le scelte del Ministro Brunetta sono del tutto incomprensibili
“L’Istat comunica che nel mese di febbraio, rispetto allo stesso periodo del 2008, l’occupazione ha un calo del 3,2%, su base tendenziale, al netto della cassa integrazione. Purtroppo, i dati della crisi non accennano ad un miglioramento. Per questo, è ancora più incomprensibile la scelta del ministro Brunetta di procedere, nei fatti, al licenziamento di decine di migliaia di lavoratori precari della Pubblica amministrazione. Il tentativo di attribuire il mancato rinnovo di questi contratti alle normative del governo Prodi è palesemente infondato. Tali normative, al contrario hanno permesso, anche attraverso accordi sindacali stipulati dalle Pubbliche amministrazioni, di stabilizzare migliaia di rapporti di lavoro. Sono, invece, le norme emanate dal governo che prevedono la limitazione delle assunzioni a tempo indeterminato fino ad un tetto massimo del 10% dei rapporti cessati l’anno precedente e l’impossibilità, dopo il 30 giugno 2009, di procedere alla stabilizzazione del personale che ne abbia diritto. Come Partito democratico noi chiediamo al ministro Brunetta di ritirare il disegno di legge 1167, al momento all’esame del Senato, e di non procedere fino a tutto il 2010 ad alcun licenziamento nella Pubblica amministrazione. Di sospendere la previsione dell’articolo 49 del D.L. 112/2008 che impedisce il rinnovo del contratto ai lavoratori precari che nell’ultimo quinquennio abbiano avuto già tre contratti con le amministrazioni dello Stato. Infine, chiediamo che si anticipi la pubblicazione del Conto annuale della ragioneria dello Stato per avere a disposizione dati realistici sui precari”. Lo affermano in una nota Cesare Damiano, responsabile Lavoro del Pd e i parlamentari Ivano Miglioli e Donella Mattesini. (red)
Lavoro: Istat, il governo si ostina a non vedere la crisi
I dati sull’andamento dell’occupazione diffusi dall’ Istat dimostrano il continuo aggravamento della crisi, confermando le nostre preoccupazioni.
Purtroppo mentre tutti gli indicatori economici mostrano un continuo deterioramento, l’unico elemento che rimane immutabile e’ la dannosa ostinazione con cui il governo rifiuta di prendere atto della situazione.Si continua con dei palliativi mentre in altri paesi si varano provvedimenti incisivi: un errore che gli italiani gia’ stanno pagando a caro prezzo.
Lavoro: allarmanti dati Istat sull’occupazione
Il calo dell’occupazione nelle grandi imprese, rivelato dall’Istat nel mese di ottobre, e’ tra i piu’ negativi nell’ultimo periodo. Questo conferma la necessita’ di una politica a sostegno dell’occupazione che passa anche attraverso gli incentivi ai settori strategici dell’economia. ‘Per parte nostra insistiamo sull’esigenza di intervenire in particolare sul comparto automobilistico, che rappresenta un volano fondamentale per l’occupazione e l’innovazione.
I dati Istat confermano la gravità della crisi
L’Istat segnala l’aumento del tasso di disoccupazione e il calo, per la prima volta, dell’occupazione maschile. Si tratta di “un’ulteriore conferma della gravita’ della crisi, alla quale vanno date risposte di carattere non ordinario. Ci auguriamo che il governo non abbia bisogno di ulteriori avvertimenti per convincersi che il decreto anticrisi va profondamente rivisto e dotato delle risorse necessarie.
Il governo è inerte e invece servirebbe una reazione forte.
I dati dell’Istat segnalano che siamo in piena emergenza. Servirebbe una reazione forte mentre, invece, il governo rimane inerte. L’esecutivo pensa di curare una polmonite con una semplice aspirina. Le proposte avanzate sono del tutto insufficienti e, ripetiamo, se non si interviene sull’economia reale, se non si difendono immediatamente le famiglie, i lavoratori precari e le imprese piu’ esposte agli effetti della crisi, il paese rischia moltissimo in termini di tenuta sociale. Per questo insistiamo come pd per un intervento straordinario a difesa del reddito e per ammortizzatori sociali universali.





