Thyssen: molta delusione da sentenza, ma confidiamo in Cassazione

La sentenza Thyssen Kupp sta creando molta delusione. Ci trovavamo di fronte, nel primo grado, ad un atto esemplare che aveva rimesso al centro il tema della responsabilità dell’imprenditore, della prevenzione e della esigenza di tutelare l’integrità psicofisica dei lavoratori. La nuova sentenza rappresenta, invece, una battuta d’arresto. noi abbiamo, come sempre, piena fiducia e rispetto nell’opera della magistratura e ci auguriamo che in appello si possa ripristinare la decisione del primo grado. La strada che riguarda la tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro è ancora lunga: sarebbe intanto, per noi del Pd, opportuno dare attuazione alle deleghe della legge 81 rimaste lettera morta per responsabilità dei governi Berlusconi e Monti.


Lavoro: Pd, scelte del governo depotenziano l’azione di prevenzione

08damiano_8248Roma, 30 mar. (Adnkronos) – ”Il testo delle proposte emendative del decreto legislativo 81 del 2008 approvate dal Governo la settimana scorsa non e’ ancora noto nelle sue formulazioni ufficiali, se non al Consiglio dei ministri. Dalle notizie che abbiamo fin qui raccolto attraverso gli organi di informazione, paiono emergere alcune conferme sulla struttura portante del decreto 81 che dimostrano, nonostante gli attacchi e le accuse di frettolosita’, una solidita’ e una coerenza del testo. Destano invece gravi preoccupazioni alcune scelte che depotenziano gravemente l’efficacia dell’azione di prevenzione. Da un primo esame delle norme conosciute emergono delle correzioni e delle omissioni rilevanti”. Ad affermarlo in una nota congiunta sono gli esponenti del Pd, Cesare Damiano, Enrico Letta e Paolo Nerozzi Secondo gli esponenti del Pd, ”non sono piu’ concretamente previsti programmi di finanziamento pubblico nazionale alle imprese, ai lavoratori e, soprattutto, alla educazione scolastica per la prevenzione dei rischi. Il miliardo e cinquecento milioni di euro che Inail ha come saldo attivo annuale, non e’ considerato una risorsa da utilizzare, anche in parte, per le politiche attive di sostegno alle azioni per la sicurezza”.

La valutazione del rischio e la riunione periodica annuale di esame dell’efficacia delle azioni di prevenzione in azienda, rilevano, ”diventano adempimenti formali e le relative sanzioni sono ridotte sia rispetto al decreto 81 del 2008 che al decreto 626 del 1994.

Quando si escludono dalla valutazione i lavori in appalto inferiori ai due giorni, si decide di non tutelare i lavoratori autonomi e della piccola impresa e quando si esclude la trasparenza dei costi per la sicurezza delle imprese di appalto nei relativi contratti, si riducono le tutele gia’ considerate nel codice dei contratti d’opera e di servizio”.

L’eliminazione della cartella sanitaria e di rischio personale in grado di seguire il lavoratore nei diversi rapporti di lavoro e nelle diverse prestazioni di lavoro cui sara’ chiamato nella sua vita lavorativa, aggiungono Damiano, Letta e Nerozzi, ”fara’ aumentare le difficolta’ per milioni di lavoratori che cambiano lavoro piu’ volte nell’anno e appesantira’ le imprese, in particolare le piccole imprese, con adempimenti ed oneri inutili. Alla faccia della semplificazione tanto invocata dal ministro del Lavoro”.

Il medico competente, sottolineano gli esponenti del Pd, ”opera in una impresa perche’ esistono mansioni che espongono a rischi specifici i lavoratori addetti. Il giudizio di idoneita’ o di inidoneita’ al lavoro e’ quindi collegato alla mansione che si e’ chiamati a svolgere, mentre il giudizio generale di inidoneita’ al lavoro e’ affidato a strutture pubbliche autonome dall’impresa. Ora sembra non essere piu’ cosi’ e addirittura, dopo un giudizio di inidoneita’ alla mansione specifica, al lavoratore rimarra’ o il licenziamento o lo spostamento ad un’altra mansione priva di rischi perdendo pero’ il livello professionale raggiunto”.

Tutto questo, assieme alla generalizzata riduzione delle entita’ delle contravvenzioni, concludono, ”non puo’ non destare gravi preoccupazioni ed indurre l’opposizione ad una azione rigorosa di tutela dei lavoratori e di miglioramento dell’azione pubblica di prevenzione nei luoghi di lavoro attraverso una incisiva azione parlamentare di mobilitazione sociale”.