Eternit: pene richieste atto di giustizia nei confronti di chi ha perso la vita

Le pene richieste da Guariniello per la tragedia dell’Eternit rappresentano un atto di giustizia nei confronti dei lavoratori che hanno perso la vita, verso le famiglie e verso i cittadini dei territori dove erano presenti gli stabilimenti. L’immensa responsabilità di questa azienda, che ha dimostrato profondo disprezzo nei confronti della vita umana in nome del profitto, deve trovare nella legge una risposta che possa ridare speranza a quanti hanno sofferto e soffriranno a causa di queste tragedie. Ci auguriamo che questo processo sia un monito per tutti affinché i temi della salute e dell’integrità psicofisica dei lavoratori e dei cittadini diventino finalmente una priorità per il paese.


Thyssen: molta delusione da sentenza, ma confidiamo in Cassazione

La sentenza Thyssen Kupp sta creando molta delusione. Ci trovavamo di fronte, nel primo grado, ad un atto esemplare che aveva rimesso al centro il tema della responsabilità dell’imprenditore, della prevenzione e della esigenza di tutelare l’integrità psicofisica dei lavoratori. La nuova sentenza rappresenta, invece, una battuta d’arresto. noi abbiamo, come sempre, piena fiducia e rispetto nell’opera della magistratura e ci auguriamo che in appello si possa ripristinare la decisione del primo grado. La strada che riguarda la tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro è ancora lunga: sarebbe intanto, per noi del Pd, opportuno dare attuazione alle deleghe della legge 81 rimaste lettera morta per responsabilità dei governi Berlusconi e Monti.


Sicurezza sul lavoro: Bisogna ascoltare le forti parole del Papa

Bisogna ascoltare le forti parole del Papa a proposito della sicurezza sui luoghi di lavoro. Ora e’ la politica che deve fare coerentemente la sua parte di fronte alle morti quotidiane.
Per questo noi ci auguriamo che la versione finale del decreto correttivo della legge 81 tenga conto di questi alti richiami morali: di quello del Presidente della Repubblica, che da anni sottolinea l’importanza della dignita’ sul lavoro e di quello, piu’ recente del Papa. Non abbassare la guardia sul tema del lavoro nero e degli incidenti e’ un imperativo categorico.


Incidenti sul lavoro: prevalga la cultura della prevenzione

funerali3genAncora una tragedia sul lavoro: due operai deceduti a causa di esalazioni tossiche a Riva Ligure, in provincia di Imperia. Tragedie che si ripetono sempre uguali a se stesse. Se non prevale la cultura della sicurezza fatta di prevenzione, regole e costrizioni, continueremo ad assistere a questi episodi luttuosi. Per questo  la guardia non va abbassata sui temi della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro. Come Partito Democratico siamo impegnati in questi giorni a eliminare le norme del Decreto correttivo, volute dal governo,  che indeboliscono le garanzie di tutela dei lavoratori. Ai famigliari delle vittime  va il nostro piu’ sentito cordoglio.


Sicurezza sul lavoro: Sacconi finge di non capire

sicurezza20luoghi20lavoro(ASCA) – Roma, 28 apr – Il calo delle vittime sul lavoro che nel 2008 e’ sceso sotto i 1.200 ”e’ incoraggiante” ma ”non c’entra nulla” con le norme sulla sicurezza sul lavoro introdotte dal governo Prodi nel 2007. A sostenerlo e’ il ministro del lavoro, Maurizio Sacconi, al termine di un’audizione alla commissione speciale sulle morti bianche al Senato.

Sacconi ha spiegato che la legge Damiano ”e’ in parte ancora da attuare: non possono esserci conseguenze da una legge che entra in vigore a meta’ anno e in cui larga parte dei contenuti sono rinviati ad atti successivi, alcuni in corso di adozione, altri all’inizio del 2009”.

Quanto al dato relativo al calo delle morti bianche il ministro ha osservato che piu’ della meta’ sono infortuni sulla strada, e questo ”significa che dobbiamo per un verso dedicare molta attenzione alla sicurezza stradale e dall’altra mirare le attivita’ con riferimento agli ambiti piu’ esposti come l’edilizia e l’agricoltura”.

 

SICUREZZA SUL LAVORO: SACCONI FINGE DI NON CAPIRE

‘Sacconi fa finta di non sapere che fin dal momento del suo insediamento, il governo Prodi ha provveduto ad emanare norme contro il lavoro nero e la precarieta’ e per la maggiore sicurezza nel lavoro. La sospensione dell’attivita’ nel caso di presenza di lavoratori al nero superiore al 20 per cento, il tesserino di riconoscimento nei cantieri e l’obbligo di comunicazione dell’assunzione il giorno prima l’inizio del lavoro. Inoltre, la conferenza sulla salute e la sicurezza, ha posto le basi per la scrittura del decreto 81” del maggio 2008.Dopo aver ricordato i richiami del capo dello stato, e citato la tendenza alla diminuzione degli incidenti mortali, questo insieme di iniziative ha contribuito a creare una nuova cultura sui temi della sicurezza del lavoro.

Non vorremmo che questo andamento positivo si interrompesse di fronte ai molti segnali di abbassamento della guardia contenuti nel decreto correttivo.


Sicurezza lavoro: Combatteremo le modifiche al Testo Unico

sicurezza20luoghi20lavoroRoma, 25 MAR (Velino) – “Non ci opporremo a correzioni formali ma combatteremo gli stravolgimenti dell’impianto del Testo unico”. Lo ha detto a Montecitorio Cesare Damiano, capogruppo dei Democratici in commissione Lavoro, replicando al ministro Sacconi che ha confermato in aula le sue intenzioni di mettere mano alle norme volute dal precedente governo in tema di sicurezza sul lavoro. Damiano aveva presentato una interrogazione urgente insieme alla collega Maria Grazia Gatti e a tutti gli altri esponenti democratici della commissione Lavoro per avere chiarimenti dal governo sull’intenzione, anticipata da autorevoli organi di stampa, di rivedere l’attuale testo unico sulle tutele per la sicurezza dei lavoratori Sicurezza. Damiano, durante il Question time alla Camera ha inoltre aggiunto: “Vedremo il testo e lo giudicheremo ma grazie all’attuale normativa, orientata alla prevenzione, fino ad ora si e’ passati dai 1.341 morti sul lavoro del 2006 ai 1.207 del 2007 e ad un ulteriore miglioramento nel 2008. Siamo molto preoccupati -ha sottolineato – perche’ negli ultimi mesi abbiamo assistito ad una serie di modifiche, proroghe e inadempienze della normativa. Ad esempio, le modifiche che hanno eliminato l’obbligo di informare la direzione provinciale del lavoro sul lavoro straordinario e notturno, alle nuove norme su appalti e responsabilita’ solidale, alla cancellazione della tessera di riconoscimento nei cantieri, a proroghe dell’obbligo di comunicazione dei dati sugli infortuni o delle disposizioni inerenti alla valutazione dei rischi, a inadempienze, rilevate anche dalle regioni, circa la mancata attivazione dei tavoli di comitato di indirizzo e di commissione consultiva. Non ci troviamo, dunque, di fronte ad un’azione isolata, ma ad un’azione costante di modifica, di proroga e di inadempienza”. (com/val)


Condividiamo l’appello di Napolitano sulla sicurezza sul lavoro

Condividiamo, ancora una volta, la sensibilità con la quale il presidente della Repubblica interviene sui temi della salute e della sicurezza sui luoghi di lavoro.

La seduta solenne del Consiglio Comunale di Napoli dedicata alla sicurezza sul lavoro e le parole del Sindaco Rosa Russo Iervolino che ha sottolineato come le spese per la prevenzione e la sicurezza nei luoghi di lavoro siano un investimento a tutela del diritto alla sicurezza dei cittadini – prosegue – sono per noi di grande conforto perché sottolineano la scelta di non abbassare la guardia, anche di fronte al ripetersi di tragici avvenimenti, come le due morti sul lavoro di oggi.

Purtroppo  il governo non pare intenzionato ad andare nella stessa direzione per quanto riguarda l’applicazione della legge 81. Va condivisa la forte preoccupazione espressa dalla Conferenza delle Regioni e delle Province autonome di fronte alla mancata attivazione dei tavoli di confronto che ha sinora impedito l’incontro tra istituzioni di governo, mondo produttivo e sindacato dei lavoratori per la definizione di criteri per la prevenzione e la promozione della salute nei  luoghi di lavoro. Non vorremmo che il governo, in un prossimo consiglio dei ministri, presentasse dei decreti attuativi senza aver consultato le parti sociali.