Esodati: da Ichino macelleria sociale

La proposta di Pietro Ichino è pura macelleria sociale. E’ incredibile come Ichino riesca a trovare risorse praticamente per ogni tipo di intervento tranne che per aiutare quanti sono stati ingiustamente lasciati senza un lavoro e senza la possibilita’ di andare in pensione dal pessimo provvedimento del ministro Fornero. Ancora una volta si vede la distanza tra chi pensa solo alla teoria e chi guarda la realtà all’altezza degli occhi.


Elezioni: sul lavoro Monti si faccia esame di coscienza

Monti si scordi che il Pd possa sottoscrivere sui temi del lavoro le teorie di Pietro Ichino, già contestate dal suo compagno di partito Alberto Bombassei. Noi non intendiamo dare continuità alla linea contenuta nelle riforme del ministro Fornero sul tema delle pensioni e del mercato del lavoro.
Sono stati commessi degli errori e noi intendiamo correggerli, a partire dai lavoratori rimasti senza reddito a seguito della riforma previdenziale.Non sfugge a Monti che il mercato del lavoro è attualmente bloccato: diminuiscono le assunzioni a tempo indeterminato e non si rinnovano i contratti a termine scaduti. Forse il premier, anziché dettare condizioni, farebbe bene a farsi un esame di coscienza.


Lavoro: comunicazione Lista Monti difettosa e contraddittoria

lavoroNotiamo come la comunicazione della Lista Monti sia un po’ difettosa e contraddittoria: prima il contratto unico riproposto da Ichino che viene successivamente depotenziato e declassato a sperimentazione regionale, poi l’innalzamento dell’età pensionabile, che, per fortuna, viene prontamente smentita. Per quanto riguarda il Pd noi confermiamo, invece, l’esigenza di correggere gli evidenti errori compiuti dal Governo Monti sul tema delle pensioni e del mercato del lavoro. Sul primo punto occorre introdurre nel sistema previdenziale una maggiore gradualità  e flessibilità  e proseguire sulla strada della salvaguardia dei cosiddetti esodati, che per il momento ha consentito di arrivare ad una soluzione importante ma parziale per 130mila lavoratori. Sul mercato del lavoro, occorre considerare che la riforma degli ammortizzatori sociali non ha tenuto conto del prolungarsi della crisi oltre il 2013 e per questo andranno trovati dei correttivi per i lavoratori che terminati gli ammortizzatori sociali corrono il rischio del licenziamento. Per il Pd, il tema dell’occupazione rappresenta un punto fondamentale che potrà  trovare adeguate soluzioni se si faranno scelte politiche che aiutino la crescita e che cambino strada rispetto alla logica del puro rigore dei conti.


Lavoro: proposte Monti? Sbagliata balcanizzazione dei modelli contrattuali

lavoroCi fa piacere che finalmente Ichino si preoccupi di garantire la rappresentanza sindacale nei luoghi di lavoro anche ai sindacati nazionalmente rappresentativi non firmatari degli accordi applicati a livello aziendale. Noi siamo d’accordo e vorremmo sommessamente ricordare che il Pd, nel corso di questa legislatura, ha già presentato una proposta di legge che ha l’obiettivo di correggere l’articolo 19 dello statuto dei lavoratori, che affronta il tema della rappresentanza nei luoghi di lavoro, riportandolo alla formula originaria ante referendum del 1995. Quello che Ichino e Monti spacciano per una grande novità è, in realtà, una nostra proposta alla quale non si è finora prestato ascolto. Ben vengano le conversioni in corso d’opera. Per quanto riguarda l’insieme delle proposte di Monti sul mercato del lavoro aspettiamo di vedere il testo definitivo ma ribadiamo che non ci sembra percorribile la strada della sperimentazione a livello regionale perché si creerebbe il rischio di una balcanizzazione dei modelli contrattuali. Inoltre, noi vogliamo cancellare l’articolo 8 del dl 138 di Sacconi che introduce la possibilità di derogare a livello aziendale leggi e contratti: la nostra scelta, invece, è quella di far riferimento all’impianto di regole definito unitariamente da Cgil, Cisl, Uil e Confindustria nel giugno 2011 e di prevedere l’attivazione di un tavolo di concertazione con i sindacati che rappresentano il lavoro e l’impresa per definire le correzioni alla riforma Fornero.


Lavoro: Monti e Ichino propongono ‘contratti ad orologeria’

l43-monti-ichino-121224141027_mediumSiamo curiosi di conoscere nel dettaglio la riforma del mercato del Lavoro a cui pensa Monti, ma le prime anticipazioni fatte da Ichino non fanno ben sperare e rivelano l’intenzione di creare dei ‘contratti ad orologeria’ con cui le aziende avranno maggiore facilità di licenziare. Monti accenna oggi alla necessità di cambiare, con una nuova proposta, la riforma Fornero sul mercato del lavoro. Quando lo dicevamo noi eravamo conservatori. Ichino si fa interprete di queste esigenze riproponendo la sua vecchia ricetta del ‘contratto unico’, riverniciata per l’occasione, che a suo tempo era stata bocciata da Confindustria e dai sindacati perché ritenuta impraticabile. Anche noi non l’abbiamo mai condivisa perché, nei fatti, rende più facili i licenziamenti prevedendo semplicemente un maggiore risarcimento al lavoratore da parte delle aziende. Ci domandiamo: come si può parlare di un contratto a tempo indeterminato quando il lavoratore, in qualsiasi momento, è licenziabile ‘ad orologeria’ con la semplice clausola del motivo economico? La nuova proposta Monti-Ichino, se abbiamo bene compreso, introdurrebbe un nuovo regime che varrebbe per i nuovi assunti, soprattutto per i giovani. In questo modo, non solo si ripropone il dualismo nel mercato del lavoro ma addirittura lo si consolida. Noi preferiamo invece che tutti i lavoratori, anche i neo assunti, possano godere delle stesse regole compreso l’articolo 18 riformulato recentemente che prevede, accanto al risarcimento nel caso di licenziamento per motivo economico , la possibilità per il giudice di reintegrare il lavoratore. La strada che invece noi proponiamo è quella della buona flessibilità in entrata, ad esempio attraverso l’adozione generalizzata del contratto di apprendistato e la successiva stabilizzazione incentivata dal credito d’imposta o dalla diminuzione strutturale del costo del lavoro quando si tratta di un impiego stabile. In sostanza, è ancora valida la regola secondo la quale un contratto di lavoro a tempo indeterminato deve costare meno di un lavoro flessibile o precario.


Governo: Ichino sbaglia su agenda Bersani

bersani01g1L’agenda Bersani, al contrario di quanto afferma Pietro Ichino, è l’unica proposta in grado di far svolgere all’Italia una politica di livello europeo. Va abbandonata la logica del puro rigore che ci porta inevitabilmente verso la strada della recessione e della disoccupazione. Il risanamento del debito pubblico è ancora necessario ma va accompagnato a una politica che guardi alla crescita e alla equità sociale. Per quanto riguarda la politica industriale, le pensioni e il mercato del lavoro andranno apportate importanti correzioni alle riforme del governo Monti per risolvere i problemi di iniquità sociale che esse hanno determinato.